La faccia di bronzo: dalle radici nere del MSI alla violenza del neoliberismo occidentale

La Seconda Repubblica italiana nacque già segnata dall’omologazione liberista. Oggi Meloni dimentica le radici nere del MSI e di Ordine Nuovo, mentre la vera violenza politica in Occidente è quella di capitali, NATO e USA contro cittadini e popoli soggiogati.

Dalle radici nere del MSI alla violenza del neoliberismo occidentale

Purtroppo ancora non è chiaro al pubblico consumatore del pettegolezzo politico lo spirito con cui è stata eretta la cosiddetta seconda repubblica. Non ci si capacita, neanche tra gli attivisti più accaniti, della sostanziale sovrapponibilità tra i due agglomerati che generalmente si contendono il successo elettorale.

Questa indistinguibilità fu una condizione preconcetta della svolta maggioritaria italiana, nel momento in cui si doveva avverare la rivoluzione neoliberale con l’esautoramento della Costituzione repubblicana e la defenestrazione dei partiti politici che la concepirono.

Un nuovo mondo di apriorismi logici connaturarono l’ottimismo post-comunista: libera iniziativa privata, razionalizzazione della pubblica amministrazione, svendita del patrimonio pubblico, costituzionalizzazione del libero mercato, pedagogia sull’imprenditore di sé stesso e potestas indirecta statunitense.

Su questi capisaldi, comuni al nuovo arco parlamentare e non più costituzionale, si ingaggiò una posticcia competizione, poco ideologica e assai elettoralistica, dove i capi d’accusa reciproci vertevano sul cosiddetto “modo di fare”, sulla compatibilità scenografica dei protagonisti politici, i quali avevano il dovere di presentare un adeguato e spettacolarizzato storytelling, e sulle alternate accuse di fascismo e comunismo, abbaiate alla luna mentre sottovoce, tutti insieme appassionatamente, falcidiavano l’IRI o passeggiavano nei corridori di Washington.

Questa finzione non deve far dimenticare da dove provengono gli odierni liberali di destra, e in che modo essi furono sdoganati, perché il nuovo assetto istituzionale si solidificasse nel fantasmagorico canone competitivo dell’alternanza, da chi, superato con il dovuto rossore il recente passato marxista-leninista, si prefigurava di rappresentare l’asse portante del nuovo costituzionalismo di mercato: il centro-sinistra.

Il Movimento sociale italiano nel primo decennio dalla sua fondazione fu guidato da un notabilato vetero-borghese che cercava l’abilitazione costituzionale in amicizia con settori della DC, accreditato dalla sua legittimazione atlantica in chiave anti-sovietica.

Ma in seguito prese terreno la sua anima più squisitamente repubblichina, plasticamente rappresentata dal suo futuro condottiero Giorgio Almirante. E costui si avvalse, durante la sua battaglia interna per la conquista della segreteria, dell’aiuto attivo della corrente più autenticamente nazista di quel partito, fondata da Pino Rauti, chiamata “Ordine nuovo“.“Ordine nuovo” fu un raggruppamento insurrezionale camuffato da “centro studi”, legato mani e piedi ai servizi segreti italiani e a stelle e strisce, esperto in attività di controguerriglia urbana nel caso in cui si fosse presentata una rivoluzione socialista.

Ma, in più, la sua costola o la sua ala militare, “Organizzazione politica ordine nuovo”, guidata da Pierluigi Concutelli, fu, dal 1970, una vera e propria organizzazione terrorista concatenata ad “Avanguardia nazionale” di Stefano Delle Chiaie. Insieme congegnarono e attuarono le più atroci e vigliacche stragi al servizio di ambienti militari e atlantici, nonostante conservassero rapporti politici e di cameratismo con lo stesso Movimento sociale italiano.

Giorgia Meloni, dunque, dovrebbe far sorridere quando straparla di violenza politica di ritorno. Forse dimentica di annoverare tra gli antenati politici quei nazi/repubblichini in grado, insieme a pezzi dello Stato e della Nato, di reprimere nel sangue le lotte sociali del secondo dopoguerra, cercando disperatamente una soluzione autoritaria e golpista per il paese che allora godeva di un’altissima conflittualità sociale e di solide organizzazioni dei lavoratori.

Inoltre dovrebbe far sorridere perché oggi si consuma una sola violenza politica in Occidente: quella dei grandi capitalisti contro il resto della cittadinanza costretta a una precarietà lavorativa ed esistenziale che spesso sconfina nell’indigenza, oltre a quella imperialista della Nato, degli Usa e di Israele che vorrebbero vedere il resto del mondo o assoggettato al volere dei loro mercati o disintegrato in macerie.

Ferdinando Pastore

20/9/2025 https://www.kulturjam.it/

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