La pistola TASER il mortale bavaglio elettrico al dissenso
VERSIONE INTERATTIVA https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute-settembre-2025/
ARCHIVIO https://www.lavoroesalute.org/images/pdf/2025settembre/lavoroesaluten9settembre2025.pdf
Pericolosa dichiarazione del SILP/CGIL a favore della pistola TASER
C ome storico militante sindacale sono rimasto esterrefatto e preoccupato dalla dichiarazione del sindacato di polizia aderente alla CGIL sul sito “Collettiva”. E grande è stato lo stupore nel verificare nei giorni seguenti il silenzio della segreteria siccome aspettavo un chiarimento, certamente non una scomunica ma perlomeno una riflessione più equilibrata sullo strumento Taser, considerato universalmente pericoloso e sul quale il segretario generale del SILP dichiara addirittura che “Il taser è un’alternativa meno letale alle armi da fuoco, un mezzo di coazione che, in certe situazioni, tutela maggiormente cittadini, cittadine e operatori“, e quindi “non servono tifoserie ma regole e formazione“.
Forse dal suo osservatorio di tutore dell’ordine non è a conoscenza che già nel 2007 l’ONU giudicava il taser uno strumento di tortura.
“Il taser è un’arma estremamente pericolosa, che nella pratica viene utilizzata al posto del manganello e non delle armi da fuoco” a seguito del pronunciamento del Comitato contro la tortura che, nel 2007, ha dichiarato che “l’uso di queste armi causa dolore acuto, e costituisce una forma di tortura. In taluni casi, possono persino causare la morte, come è stato mostrato da studi affidabili e recenti eventi nella vita reale”.
Per capire le criticità dell’uso dei taser e i rischi per la salute collettiva, il Dipartimento di Igiene e Sanità Pubblica dell’Università Sapienza di Roma qualche anno fa ha condotto una revisione sistematica della letteratura a disposizione: “Più della metà degli studi sono stati commissionati dalla Axon, la stessa azienda che produce i taser, in una situazione di palese conflitto di interesse”, afferma il dottor Giancosimo Mancini, specializzando che si è occupato dell’indagine e membro dell’associazione di medici ‘Chi si cura di te?
E poi ci sono i pazienti psichiatrici, su cui le forze dell’ordine utilizzano i taser anche in contesti come i TSO (Trattamenti Sanitari Obbligatori), si ritiene una pratica sicura. “Il fatto che il taser si aggiunga alle violenze e discriminazioni sistematiche subite dalla popolazione psichiatrica è un rischio concreto e reale”, afferma Mancini. Infine, nelle linee guida sull’uso dell’arma non sono presi in considerazione i danni fisici provocati dall’eventuale penetrazione dei dardi elettrificati in organi sensibili, come gli occhi o i genitali.
I dati raccolti e disponibili, (basterebbe informarsi prima di fare dichiarazioni di tale pesantezza) nella letteratura scientifica internazionale mostrano che questi strumenti non sono affatto innocui e che anzi possono avere una serie di complicazioni e di effetti sulla salute delle persone che vengono colpite. Anche con esiti fatali, perché possono indurre aritmie che, a loro volta, causano decessi, come dimostrano alcuni tragici eventi delle ultime settimane.
Fu la ministra Lamorgese, nei governi Conte II (2019-2021) e Draghi (2021-2022), avvalendosi dei decreti di Minniti e Salvini, che iniziò la sperimentazione delle pistole Taser. Furono ipocritamente definite “armi non letali” ma da subito arrivò la prima sconfessione da parte dei cardiologi che affermarono il contrario: può causare aritmie potenzialmente fatali e interferire con i dispositivi medici cardiaci come i pacemaker.
Quindi il segretario del SILP non potrebbe affermare che “Può essere uno strumento utile e meno letale delle armi da fuoco“, anche perché persino i bambini sanno che le armi da fuoco arrivano lontano mentre la pistola Taser è efficace solo nelle vicinanze.
Possibile che un dirigente della CGIL, seppur in divisa, non comprenda che l’obiettivo del provvedimento è tutto politico contro il dissenso sociale?
A quanto pare è possibile, siccome, a quanto mi risulta, il SILP non ha mai messo i discussione i cosiddetti “Decreti Sicurezza”, ma forse non sono informato completamente nonostante la mia attenzione sul tema della repressione contro il dissenso di piazza dei movimenti (per ora costituzionalmente legale) ma affermare che “È essenziale che lavoratrici e lavoratori in divisa siano formati adeguatamente sull’uso del taser e sui contesti in cui è lecito il suo utilizzo” chiarisce che la diatriba non l’informazione sullo strumento Taser quanto la convinzione del SILP che ogni strumento in mano ai tutori dell’ordine non è da mettere in discussione e la repressione, spesso preventiva e non motivata da pericoli per le persone in divisa. Figuriamoci cosa pensano i sindacati di destra della polizia!
Da militante della CGIL (da 53 anni) una domanda al segretario SILP, cosa dirà quando la Taser diventerà di utilizzo anche extra polizia e, ad esempio, verrà messa nelle mani di soggetti nei Pronto Soccorso per “tacitare” le proteste per mancata cura?
Franco Cilenti
L’articolo del segretario del SILP/cgil
Taser, non servono tifoserie ma regole e formazione
Pietro Colapietro
segretario generale del Silp/Cgil
Può essere uno strumento utile e meno letale delle armi da fuoco. Però per usarlo occorre un tavolo di confronto per discutere modalità d’utilizzo e criticità
Negli ultimi giorni le cronache hanno acceso i riflettori sull’uso del taser, alla luce di alcuni tragici eventi che hanno portato alla morte di due persone. Questo ci obbliga a una riflessione profonda sull’impiego di tale dispositivo da parte delle forze di polizia e sulle responsabilità che ne derivano.
Il taser è un’alternativa meno letale alle armi da fuoco, un mezzo di “coazione” che, in certe situazioni, tutela maggiormente cittadini, cittadine e operatori. Tuttavia è cruciale riconoscere che, trattandosi di un’arma, alcuni rischi permangono. Sebbene possa rivelarsi utile in circostanze gestibili, la sua capacità diinfliggere danni gravi o di risultare fatale, soprattutto in soggetti con patologie preesistenti, non può essere esclusa.
Fin dal lancio della sperimentazione della pistola elettrica in Italia nel 2018, abbiamo come Silp Cgil sollecitato l’istituzione di un tavolo di confronto che coinvolgesse i ministeri della Salute, della Giustizia e dell’Interno
Questo dialogo era necessario per discutere delle modalità d’uso e delle criticità legate all’implementazione del taser, soprattutto considerando che gli agenti non godono di una copertura assicurativa per rischi da risarcimento civile. Purtroppo, questa richiesta non ha avuto seguito.
Ci sono questioni legali cruciali in gioco, come la legittima difesa, lo stato di necessità e l’eccesso colposo.
Tutte problematiche che l’uso del taser solleva e che purtroppo sono state ignorate da chi aveva e da chi ha oggi responsabilità politiche e di governo. È vitale, pertanto, avviare un dibattito serio su questi aspetti, per assicurare la protezione tanto degli operatori di polizia quanto delle persone.
In tale contesto, è fondamentale però evitare divisioni e tifoserie. È assolutamente legittimo esprimere timori e incertezze e noi lo abbiamo fatto in molte occasioni. A ogni buon conto, dobbiamo anche riconoscere che il taser può rappresentare uno strumento valido e utile, se impiegato in modo appropriato e secondo precise linee guida. È necessario basarsi più sulla razionalità e sulla scrupolosa analisi scientifica che su reazioni emotive, sulla pancia, cercando di identificare eventuali problemi e rivedendo le regole di ingaggio.
Regole che devono essere chiare e rigorosamente applicate. È essenziale che lavoratrici e lavoratori in divisa siano formati adeguatamente sull’uso del taser e sui contesti in cui è lecito il suo utilizzo. Inoltre, è importante chiarire che, a patto che le norme vengano seguite, poliziotti e carabinieri non dovrebbero essere considerati responsabili per eventuali problemi di salute preesistenti nei soggetti attinti.
In conclusione, la questione relativa all’utilizzo della pistola elettrica da parte delle forze dell’ordine è decisamente complessa e richiede un’analisi approfondita. È nostro dovere non solo garantire la sicurezza pubblica, ma anche tutelare i diritti di tutti. Chiediamo quindi un impegno concreto da parte delle istituzioni per instaurare un dialogo costruttivo e per garantire che l’uso del taser avvenga sempre all’interno di un contesto di sicurezza e responsabilità. Solo in questo modo potremo affrontare le sfide legate alla sicurezza pubblica in maniera efficace, giusta e democratica.
20/8/2025 https://www.collettiva.it/copertine/italia/taser-non-servono-tifoserie-ma-regole-e-formazione-vc036g5g?guid=nl-1755757200
VERSIONE INTERATTIVA https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute-settembre-2025/
ARCHIVIO https://www.lavoroesalute.org/images/pdf/2025settembre/lavoroesaluten9settembre2025.pdf











Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!