L’ASSEMBLEA DI FIRENZE “INCONTRIAMOCI”
“INCONTRIAMOCI” SEMI PIANTATI PER UN’ALTERNATIVA DI LUNGO RESPIRO
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di Alberto Deambrogio
Aria Nuova
C’è un’aria nuova che soffia tra le mura del teatro tenda che ospita “Incontriamoci”, un’energia che non si esaurisce nel perimetro di una scadenza elettorale, ma che cerca di farsi radice. Sabato 28 febbraio 2026, Firenze ha ospitato l’assemblea lanciata da Antonella Bundu, che ha saputo richiamare centinaia di persone – circa 400 partecipanti provenienti da tutt’Italia – unite dal desiderio di ridisegnare i contorni della sinistra e dell’alternativa sociale e politica.
Non è stato il solito rito della politica istituzionale. L’invito di Bundu, già volto di riferimento per la lista Toscana Rossa alle scorse regionali, è stato chiaro fin dalle premesse: “Non è un appuntamento elettorale”, ma uno spazio di ascolto e partecipazione. In un momento in cui la frammentazione sembra la norma, a Firenze si è provato a fare l’opposto: convergere.
Un coro di voci diverse
In platea e sul palco si sono alternate soggettività politiche consolidate – dai rappresentanti di Rifondazione Comunista e Potere al Popolo fino a Possibile – insieme a delegazioni di comitati civici come Buongiorno Livorno, all’esperienza della ex GKN, sino a quella di numerose realtà associative. Il filo rosso della giornata è stata la necessità di costruire un’alternativa reale al “campo largo”, partendo dai temi della pace, del lavoro, della salute e dell’ambiente.
L’entusiasmo era palpabile tra le fila dell’assemblea, dove molte e molti hanno sottolineato come questa mobilitazione rappresenti il tentativo di dare continuità all'”effetto Gaza” e alle istanze di giustizia sociale che hanno visto Bundu superare il 5% nelle recenti consultazioni regionali.
Ora servono assemblee dal basso
Gli interventi che si sono susseguiti hanno avuto sicuramente il pregio di essere totalmente al di fuori della ritualità e dei formalismi. Donne e uomini, giovani, ognun@ è partito da sé, dalla propria esperienza sul campo, dalle proprie relazioni costruite con fatica e dedizione, esprimendo appieno la difficoltà del momento, ma anche le possibilità reali da esplorare e valorizzare sino in fondo. Per tutt@ e per ognun@ la sfida non è solo vincere un seggio, ma cambiare la grammatica del possibile. Il momento fiorentino nell’evidenziare tutto questo con una freschezza e una autenticità inusitate, ha rilevato anche la necessità di continuità oltre l’occasione: da subito devono partire confronti territoriali in grado di ampliare e articolare ciò che è stato detto a Firenze.
Verso un ecosistema politico
Il momento forse più profondo della giornata, per molti versi non esplicitato ma ancora più importante perché vivo nella profondità delle varie espressioni, è stato il richiamo teorico e pratico alla necessità di costruire un vero e proprio ecosistema politico, richiamando, seppur implicitamente nella visione, il lavoro di Rodrigo Nunes. L’assemblea ha ragionato su come superare la dicotomia tra “verticale” e “orizzontale”. L’obiettivo è creare una soggettività ricca, plurale, profondamente interconnessa e disponibile all’ascolto e all’autoeducazione, che sappia coniugare nuovamente la rappresentanza con conflitto sociale mutualismo, evitando scorciatoie politiciste, elettoraliste; significativamente, puntando a un insediamento sociale di lungo periodo, riconoscibile, credibile.
Continuare il percorso per l’alternativa
L’incontro di Firenze ha sancito una disponibilità preziosa e tutt’altro che scontata: quella di continuare questo percorso per la costruzione dell’alternativa con uno sguardo che va oltre le elezioni politiche del 2027. Non si tratta di lavorare a una lista per una scadenza, ma a una casa comune per soggettività politiche, associazioni e singoli gruppi. È l’invito a una rinnovata e positiva convergenza, dove la diversità non è ostacolo ma nutrimento per un ecosistema in grado di agire quotidianamente nei territori, pronti a trasformare la speranza in un progetto sociale e politico alternativo e solido.
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