LE ASSICURAZIONI SANITARIE E IL WELFARE AZIENDALE,NELLA SCUOLA E ALTROVE
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di Chiara Rivetti
Segretaria regionale Anaao Assomed Piemonte
Più sanità per tutti.
Questo sembra raccontarci la circolare del Ministero dell’ Istruzione e del Merito che avvisa tutto il personale della scuola dell’ avvio del bando di gara europeo di 80 milioni di euro/anno per l’ aggiudicazione del servizio di polizze assicurative sanitarie, per oltre 1 milione e 200 mila dipendenti della scuola pubblica, inserite nel welfare aziendale.
Questa circolare è l’occasione per parlare di assicurazioni sanitarie nel welfare aziendale. In Italia, nel 1999 solo il 2 % della popolazione aveva una assicurazione privata, percentuale che passa al 12% nel 2013 e l 15% nel 2019 . Il dato attuale si attesta intorno al 30% ( lavoce.it)
Il welfare aziendale è utilizzato largamente nelle aziende private per le agevolazioni fiscali di cui beneficiano i datori di lavoro, ma nel pubblico questo vantaggio fiscale non c’è. Dunque, le motivazioni della scelta del Ministero dell’Istruzione sono altre.
Quali? E per i lavoratori, è un bene?
Con questa iniziativa il Ministero , invece di aumentare lo stipendio con i famosi soldi “pochi, maledetti e subito” , che cosi’ diventerebbero anche pensionabili e che in questo contesto di stipendi bassi e vita cara sicuramente servirebbero, offre a tutti dei servizi sanitari.
Iniziamo col dire che proprio a tutti, sicuramente non serviranno.
Un giovane dipendente della scuola, in buona salute, se ne fa poco di una assicurazione sanitaria che gli garantisce ricoveri, esami ed interventi : meglio sarebbe per lui avere qualche euro in più per andare in ferie, per esempio.
Anziché avere la possibilità di fare a 30 anni check up gratuiti, potrebbe magari iniziare con il migliorare i propri stili di vita, l’ alimentazione, aumentare l’attività fisica , ridurre l’esposizione agli inquinanti ambientali.
Perché la vera prevenzione si fa evitando del tutto le malattie, non solo scoprendole in anticipo.
Tuttavia, il personale scolastico italiano è uno dei più anziani d’Europa, con un’età media che si attesta intorno ai 50 anni.
Quindi, oltre ai giovani in salute, c’è una fascia che realmente necessita di screening e a volte di prestazioni sanitarie.
Per quel che concerne gli screening , in realtà gli unici realmente efficaci sono già offerti a tutti gratuitamente dal SSN, e almeno in Piemonte con un certo rigore negli appuntamenti e una organizzazione efficace della rete di prevenzione.
Purtroppo invece, per le prestazioni sanitarie mutuabili,
bisogna aspettare: con le lunghe liste d’attesa esistenti, la realtà dei fatti è che in molti deviano verso il privato. In questo contesto un’assicurazione sanitaria potrebbe effettivamente essere utile, per ridurre la spesa privata individuale di un personale scolastico già sottopagato.
A questo punto l’ analisi passa dal più che legittimo interesse dell’ individuo, che è curarsi e guarire, a quello collettivo, perchè una scelta che può sembrare conveniente a livello individuale può produrre effetti nefasti sul piano collettivo, che alla fine compromettono la salute di tutti.
Quando la salute diventa un benefit aziendale, smette di essere pienamente un diritto universale e diventa una condizione legata alla posizione lavorativa.
Con il diffondersi delle polizze assicurative, stiamo assistendo alla discriminazione nell’accesso alle cure a favore di chi possiede una assicurazione sanitaria: ho l’assicurazione e passo prima, non ce l’ho e aspetto o non mi curo del tutto.
Ma questo doppio binario, oltre ad essere iniquo, si incrocia ripetutamente.
Le assicurazioni che garantiscono prestazioni già offerte dal SSN (assicurazioni sostitutive ) rischiano infatti di duplicare le prestazioni, con aumento dei costi e spreco di risorse economiche pubbliche .
Inoltre, i check up offerti nei pacchetti sanitari del welfare aziendale sono spesso inappropriati per età e fattori di rischio ( per esempio l’ecodoppler venoso arti inferiori offerto in alcuni pacchetti a tutte le donne di 30 anni ) e ogni volta che ci si sottopone a un esame inutile aumenta la probabilità dei falsi positivi , ovvero di esiti che rivelano un problema che poi in realtà non c’è.
Questi falsi positivi inducono a cascata accertamenti di secondo livello, di fatto impropri, che a questo punto ricadono sul SSN perché non più compresi nel pacchetto. Andando ad aumentare ancora ed in modo inappropriato le liste d’attesa di tutti.
Un ulteriore dato che preoccupa è la crescente integrazione tra compagnie assicurative e cliniche private, che potrebbe orientare le scelte diagnostiche e terapeutiche verso il profitto piuttosto che sull’effettiva necessità del paziente.
Infine c’è il dato politico, che si sta concretizzando sotto i nostri occhi ed è evidente nel progressivo definanziamento del SSN : se aumentano le assicurazioni si riduce la pressione e l’interesse politico per investire nel pubblico.
I rappresentanti delle istituzioni ( in questo caso il Ministro dell’ istruzione) dovrebbero destinare le risorse al sistema pubblico, che hanno il dovere di tutelare e difendere, e non verso sistemi assicurativi, che seguono logiche di mercato e di interesse privato.
La vera tutela per il personale della scuola, richiamata dal ministro Valditara nella circolare, si realizzerebbe pienamente solo con liste d’attesa abbattute, con posti letto disponibili, con organici al completo, in pratica con un Servizio Sanitario Nazionale più efficiente e rafforzato. Perché così lo sarebbe per tutti : per chi ha l’ assicurazione e per chi non ce l ‘ha, per chi lavora nella scuola e chi non lavora del tutto .
Il Covid ci ha insegnato bene che la salute è garantita solo se è garantita per tutti, senza lasciare indietro nessuno.
Torino 2/3/2026
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