Le cose strane nella LIP sanità Cgil

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Abbiamo ricevuto alcune critiche in merito agli articoli sulla Legge di Iniziativa Popolare (LIP) sul tema della sanità promossa dalla “Via Maestra” coordinata dalla Cgil che abbiamo pubblicato sul numero del mensile di aprile. Qualcuna di confronto interlocutorio e altre tranchant, sorprese dalle nostre critiche (addirittura siamo accusati di provocazione) alle quali è doveroso rispondere che peccano di assoluta disinformazione sul merito della LIP e nessuna conoscenza di quanto abbiamo scritto nei precedenti numeri di Lavoro e Salute, anche con l’accusa di lesa maestà nei confronti della Cgil, come se l’essere iscritti al sindacato di molti che scrivono sul mensile – e impegnati da 54 anni come lo scrivente di questa nota – debba silenziare le critiche di merito sulle proposte e le scelte. E’ una subcultura sindacale e politica dalla quale siamo sempre rifuggiti nei nostri 42 anni di pubblicazione. Noi, razionalmente, ci schieriamo sempre “dalla parte del torto”, quello stigma che viene affibbiato a chi cammina controcorrente mentre il mantra assume, a prescindere dalla completa conoscenza dei fatti, forme di massa, come adesso sulla LIP Cgil.

Ora, a fronte di queste critiche ricevute riaffermiamo le nostre esplicite critiche all’iniziativa del sindacato, e di associazioni, che, a prescindere dalla lodevole volontà che sta dietro l’intenzione della LIP, a nostro circostanziato parere, stranamente e incomprensibilmente per la Cgil che ha sempre difeso strenuamente la sanità pubblica, elude i principali nodi che stanno sgretolando il Servizio Sanitario nazionale – o di quanto ne resta dopo essere stato picconato dai governi di centrosinistra e di centrodestra, compresi quelli “tecnici” di Monti e Draghi – e indebolendo il diritto alla salute. In sostanza questa LIP ripropone i percorsi che hanno portato alla debilitazione della sanità con i governi citati.

Nel merito della questione Lavoro e Salute sottoscrive il documento di critica dei Comitati contro ogni Autonomia Differenziata presentato nella “Via Maestra” ma respinte senza alcun confronto approfondito. Confronto che noi non evitiamo e nel prossimo numero di giugno pubblicheremo un intervento di Marco Caldiroli, Presidente di Medicina Democratica – nella quale noi siamo impegnati da 50 anni con la nostra autonomia di pensiero – che sostiene, diversamente da noi e da alcuni altri aderenti a MD – la bontà complessiva della proposta contenuta nella LIP. Franco Cilenti


La LIP della CGIL (Via Maestra) elude i principali nodi che lo stanno indebolendo e sgretolando

La Proposta di legge d’iniziativa popolare contenente “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione del personale”, elaborata da La Via Maestra, su mandato della CGIL, attraverso l’impegno e la partecipazione di oltre cento associazioni è ora approvata. Nella relazione di accompagnamento si legge che essa …non intende provvedere ad una integrale riforma dell’organizzazione e del funzionamento del SSN, ma si concentra invece sulle azioni da intraprendere per un rilancio del SSN che lo preservi dalla crisi incombente attraverso l’adeguamento del finanziamento e della dotazione di personale. L’intenzione è lodevole, ma non affronta i veri nodi che stanno portando al crollo del SSN, come avevano richiesto varie associazioni nelle loro proposte di integrazione. (…..)

1) L’aziendalizzazione, introdotta dal D.lg. 502/1992, Ministro De Lorenzo, e confermata dal D.lg. 229/1999, Ministra Bindi, ha trasformato USL e ospedali in aziende, per cui gli obiettivi di salute, da quel momento, sono stati improntati a logiche di efficienza e produttività e subordinati agli equilibri di bilancio. Con ciò, l’individuazione e l’attuazione dei livelli essenziali e uniformi di assistenza è stata subordinata alla disponibilità delle risorse e al rispetto delle compatibilità finanziarie, ponendo fine all’equità nell’erogazione delle prestazioni prevista dalla L. 833/1978, (Art.3) e all’uniformità su tutto il territorio nazionale, (Art.4). (…….) La richiesta è stata respinta.

2) La privatizzazione, anche questa è stata introdotta dal D.lg. 502/92 e ridefinita dal Decreto Bindi. Si è iniziato con l’introduzione di meccanismi e logiche di mercato esternalizzando servizi logistici e amministrativi, per poi passare al cuore dell’assistenza. L’aziendalizzazione e i meccanismi connessi di gestione privatistica (equilibrio di bilancio, codifica delle prestazioni tramite DRG, concorrenzialità tra pubblico e privato, logiche di mercato etc.) hanno preparato il passaggio alla progressiva privatizzazione del SSN: accreditamento di servizi privati, trasferimento dei servizi di assistenza pubblica al settore privato e a fondi privati, trasformazione degli enti pubblici in soggetti a scopo di lucro (es. Fondazioni), creazione di agenzie autonome, ‘introduzione della libera professione negli ospedali pubblici. (….)

Il privato accreditato convenzionato, è composto da strutture di diritto privato (ospedali, ambulatori, laboratori, servizi diagnostici, servizi di riabilitazione, istituti religiosi, presidi socio-sanitari) che sono però finanziati dallo Stato attraverso apposite convenzioni. La quota di finanziamento pubblico che annualmente va al privato convenzionato, supera ormai in alcune regioni la metà del finanziamento pubblico totale e si attesta, in Lombardia e Lazio, sul 50-60%. Per contenere il privato, la LIP prevede (Art.2) che l’incremento del finanziamento sia interamente destinato ai servizi e ai percorsi di cura direttamente erogati dal SSN e che le Regioni non superino i livelli di spesa dell’anno 2024 per le prestazioni sanitarie fornite da parte dei soggetti privati accreditati. Queste misure non bastano poiché la diffusione del privato accreditato si è allargata e radicata al punto tale da rendere incompatibili i due sistemi e da mettere a rischio la sopravvivenza del pubblico. (…..) Richiesta non recepita.

La spesa sanitaria intermediata, di cui nella LIP non si parla, è costituita da quelli che vengono chiamati i “terzi paganti” (fondi sanitari, casse mutue, assicurazioni etc.), che vanno a costituire il cosiddetto “secondo pilastro”. Rientra in questo capitolo anche il welfare aziendale. (….)

I Fondi sanitari sono composti da centinaia di soggetti molto eterogenei quanto a coperture, premi, modalità di gestione delle attività, erogazione delle prestazioni. Sono raccolti nell’Anagrafe dei fondi sanitari integrativi presso il Ministero della Salute, non consultabile pubblicamente dal sito web, per cui le informazioni disponibili provengono da fonti secondarie e settoriali. Il totale degli iscritti potrebbe ormai raggiungere i 15 milioni. (….)
Le polizze assicurative sono polizze malattia, individuali o collettive, e polizze di LTC (Long term care), cioè assicurazioni vita, che, in caso di non autosufficienza, garantiscono una rendita. Sono prevalentemente di natura sostitutiva, cioè intervengono per prestazioni già incluse nel SSN (ricoveri ospedalieri e altro). Il rimborso dipende dal premio pagato. (….)

Infine, nel privato si deve citare la Libera professione intramuraria, su cui era stato presentato un emendamento dal Forum, che mirava a vietarla nelle Regioni che non rispettassero i tempi di attesa per le prestazioni previste dai Lea. Neppure questo è stato accettato.

Il sistema di finanziamento
Si prevede per il finanziamento, un incremento progressivo, fino a raggiungere il 7,50 % del PIL a decorrere dal 2030 adeguandosi così alla media dei maggiori paesi europei. Inoltre, tale spesa, non potrà essere inferiore a quella dell’anno precedente, indipendentemente dall’aumento della spesa per la difesa. Come già detto tale incremento sarà interamente destinato al potenziamento dei servizi e dei percorsi di cura direttamente erogati dalle strutture pubbliche del SSN. (….)

Se si vuole salvare il SSN è necessaria una netta inversione di rotta che preveda la sospensione di nuovi accreditamenti e la progressiva riconversione del privato al pubblico, ove possibile, ovvero il passaggio al regime completamente privato (togliendo al privato l’accreditamento).

N.B. Stralci del documento Tavolo NO AD – Comitati contro Ogni Autonomia Differenziata
pubblicato sul numero di aprile 2026

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