Libro. La terza notte con il gatto
Elisabetta Spanu
Arkadia, 2025
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Archivio https://www.lavoroesalute.org/
In Russia è tutto complicato, il cirillico ti confonde e i russi sono un pochino bruschi, sicuramente più dei sardi e degli aragonesi. Il che è tutto dire.
Cerco di recuperare quel po’ di greco che ho studiato al liceo ma niente da fare. Se non ci fossero mia figlia e mio marito sarei persa. È tutto grandioso, smisurato, enorme. Madrid al confronto è un paesello di meseta. Ingenuamente cerchiamo strisce pedonali ma è impossibile attraversare le strade, si vive di sottopassaggi. La metropolitana è tutto un pasticcio di fermate incomprensibili per un turista, ma funziona perfettamente e i russi sono ordinati, efficienti, silenziosi, figli di una società collettivista. Le stazioni sono bellissime e la Admiralteyskaja di San Pietroburgo ti porta sino all’inferno, a centodue metri di profondità. Il che è bellissimo perché ho già visto gli stagni Patriaršie di Bulgakov e posso solo andare agli inferi per sentirmi Margherita.
Ecco un passo molto intenso di Elisabetta Spanu in un libro concentrato su un mondo interiore femminile.
È il mondo di Flavia, la protagonista, ripiegata nel suo universo interiore che si presenta quasi impenetrabile.
Flavia, dopo tanti anni vissuti in Spagna, è costretta a rientrare in Sardegna con la sua famiglia. E da qui si comincia. Giriamo la chiave, facciamo attenzione. Siamo dentro un mondo trasparente, di grande innocenza, eppur complesso. Un mondo che si confronta con grandi temi esistenziali: l’amore, la morte, la monogamia, il sesso e, soprattutto, alcuni prettamente femminili, come la menopausa e la maternità. soprattutto, alcuni prettamente femminili, come la menopausa e la maternità.
Flavia è una donna elegante, colta, sensibile, continua a studiare per il suo lavoro e, nonostante tutto si porta dentro un grande dolore: la morte di un uomo di nome Coco, scomparso in un incidente aereo.
E per ogni evento, riflessione, problema, tutte le sue insicurezze, sente il bisogno di confrontarsi con le donne della sua linea matrilineare: mamma, nonna e, soprattutto, figlia.
Flavia racconta cosa comporta il continuo e inevitabile scorrere del tempo per una generazione di donne formatasi negli anni 70, la vita in continuo transito e i dubbi su come affrontarla.
L’amore e il poliamore?
Sono entrata nella sala conferenze, al convegno delle eroine della letteratura ottocentesca, proprio nel momento in cui la relatrice citava Flaubert.
Indubbiamente mi dava da pensare. Perché avevo un amante? Non certo perché mi annoiavo. Anzi, non avevo più tempo, ormai, il problema era proprio quello: logistico. Li amavo tutti e due, magari avrei potuto amare anche un terzo, mi sarebbe bastato allungare le ore della giornata.
Non credevo nella monogamia. Dovevo approfondire il discorso con nonna, magari avrei scoperto che anche lei, che amava tanto nonno, aveva amato anche qualcun altro perché nonno non poteva riempire tutta la sua fase d’amore. Un uomo solo non era sufficiente.
Certo Il poliamore. Una relazione sentimentale e/o sessuale in cui una persona può avere più partner contemporaneamente con il consenso di tutte le parti coinvolte. Il poliamore non è adulterio, non è poligamia. Richiede rispetto da tutte le parti coinvolte.
Ecco nel libro una voce sotterranea, una seconda voce che commenta le avventure della protagonista, secondo il proprio punto di vista, i sentimenti che ne scaturiscono.
Soltanto alla fine di questo percorso Flavia scoprirà la sua vera identità.
C’è una felicità nascosta in tutto questo mondo fatto di pensieri profondamente esistenziali, una felicità che trapela nei punti essenziali della scrittura di Elisabetta Spanu.
È una scrittura intima e delicata, un invito alla sensibilità. La terza notte con il gatto è un libro di intensa concentrazione, le contraddizioni personali si raccolgono, diventano le nostre di lettori che tocchiamo con mano quel mondo interiore fatto di sentimenti vivi e un cuore pulsante.
È un mondo al femminile che non mostra timidezza, in pieno sviluppo e in piena libertà e anche nel libro non è così visibile, smonta tutti quei tabù ancora sottotraccia a ogni longitudine e latitudine.
Giorgo Bona
Scrittore. Collaboratore redazione di Lavoro e Salute
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