L’Italia sana lo sa da che parte stare: un milione in piazza per la Palestina e contro il governo Meloni

Una marea umana ha invaso Roma. Fiumi di persone, bandiere palestinesi e slogan scanditi all’unisono: “Stop al genocidio”. È così che ieri, da Porta San Paolo a piazza San Giovanni, la capitale è diventata l’epicentro di una delle manifestazioni più imponenti mai viste in Italia. Le notizie che arrivano attorno al piano di pace di Trump non scalfiscono minimamente la convinzione di chi è in piazza: di fronte a una delle più grandi brutalità della storia, in cui i governi occidentali – in primis quello italiano – ci sono dentro fino al collo, nessuno si è tirato indietro. 

L’appuntamento era stato lanciato dal Movimento degli studenti palestinesi e dall’Unione Democratica Arabo Palestinese, ma nel corso delle settimane la manifestazione ha trasformato radicalmente la sua portata. “Saremo un milione”, avevano promesso alla vigilia del corteo. Ieri quella promessa è stata mantenuta: un milione di persone ha attraversato Roma in una manifestazione oceanica partita da piazzale Ostiense e terminata in Piazza San Giovanni.

Tuttavia, la giornata non è stata priva di ostacoli. Sin dal mattino si sono registrati blocchi e controlli a tappeto ai principali caselli autostradali della città: Roma Nord, Est e Sud, con segnalazioni di decine di autobus fermati, perquisiti e in alcuni casi addirittura condotti all’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma in via Patini, senza motivazioni ufficiali. 

Eppure, nonostante le difficoltà, una quantità innumerevole di persone ha raggiunto il centro, tanto che mentre la testa del corteo arrivava a San Giovanni, piazzale Ostiense era ancora gremito di manifestanti in partenza.

Il corteo si è svolto in modo compatto e il colpo d’occhio è uno di quelli che si farà fatica a dimenticare. Nella parte finale diverse centinaia di manifestanti — molti dei quali studenti — sono stati accerchiati, fermati e identificati, con almeno una persona ferita in modo grave, portata via in ambulanza. Dopo quasi due ore, i fermati sono stati rilasciati dopo essere stati identificati. Altri disordini in serata, con 12 fermati e 3 arresti confermati.

La giornata romana ha lasciato un segno profondo, soprattutto se collocata nella cornice della mobilitazione permanente che, da settimane, testimonia l’emergere di un nuovo movimento. Oltre un milione di voci levatesi contro il genocidio e la complicità italiana rappresentano, oggi, la più grande spina nel fianco per il governo Meloni dall’inizio del suo mandato. Ed è questa una delle cose principali che riportiamo a casa e che dobbiamo essere in grado di capitalizzare.

5/10/2025 https://www.globalproject.info/

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *