L’omicidio dei 32 cubani a Caracas e la storia delle relazioni tra Cuba e Venezuela

Come l’articolo 128 della Costituzione Politica di Cuba prevede, il presidente Miguel Díaz Canel ha emesso il Decreto Presidenziale n° 1147 mediante il quale ha disposto 2 giorni di lutto nazionale sull’isla grande a partire dalle ore sei del 5 gennaio fino alle ore ventiquattro del 6 gennaio e la sospensione di qualsiasi spettacolo pubblico e attività festive. La decisione è stata presa in seguito all’attacco terroristico statunitense a Caracas che ha provocato la morte di 32 cubani appartenenti al primo anello della scorta presidenziale di Nicolás Maduro. I 32 cubani, di cui 20 del Ministero degli Interni (MININIT) che svolgevano operazioni di intelligence e 12 delle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR), sono caduti durante i combattimenti diretti contro gli attaccanti o a causa del bombardamento dell’aviazione statunitense. Il governo cubano ha poi pubblicato ufficialmente, nella giornata di ieri, le foto dei caduti sotto la scritta “Onore e Gloria”. Che 32 persone, tra militari e funzionari dello Stato cubano, fossero parte della scorta presidenziale di Nicolás Maduro non sorprende se si considera la oltre ventennale cooperazione che esiste tra i due paesi e le rispettive forze militari e di sicurezza.

La collaborazione tra le Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba (FAR) e la Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) si è intensificata nel corso degli anni 2000, quando i due paesi hanno firmato accordi bilaterali per lo sviluppo e la formazione congiunta dei componenti di tutte le branche della FANB, che includevano viaggi a Cuba per la formazione. In quel momento gli ufficiali cubani hanno iniziato a svolgere un ruolo diretto nella pianificazione all’interno delle FANB. Inoltre, negli accordi firmati da Cuba e Venezuela nel 2008 si sanciva l’assistenza cubana all’Intelligence Militare del Venezuela; l’addestramento di ufficiali della sicurezza venezuelana a Cuba; e la fornitura di consulenti cubani per addestrare e ispezionare le unità militari venezuelane. Secondo fonti della REUTERS, si considera che nel decennio dal 2000 al 2010, in Venezuela sono stati presenti dai 30 ai 40 mila professionisti cubani, cifra che include personale militare cubano che rispondeva direttamente a Hugo Chávez o al Ministro della Difesa, svolgendo funzioni di supervisione e consulenza tecnica.

In passato, le relazioni tra i due paesi non sempre erano state idilliache, anzi. I rapporti cominciarono a cambiare in meglio e a rafforzarsi con la vittoria politica di Hugo Chávez alle elezioni presidenziali del 1999. Tuttavia, Hugo Chávez era stato già invitato da Fidel Castro all’Avana agli inizi dell’anno 1995 ma la visita, narrata nel libro El Encuentro dalla scrittrice cubana Rosa Miriam Elizalde e dal nicaraguense Luis Baéz nel 2005, si tenne nel dicembre del 1994 per eventi interni al Venezuela che modificarono la data della visita. Con quest’incontro e con l’Accordo di Cooperazione globale tra Cuba e Venezuela del dicembre del 2000 si volle consolidare il legame tra i due paesi con lo scopo di rafforzare i vincoli di amicizia e di ottenere un maggiore sviluppo economico, sociale per i popoli di entrambe le nazioni. A partire da quest’anno le relazioni tra i due paesi si sono caratterizzate da varie fasi: da quella marcata dal bilateralismo che va dal 1999 al 2004 a quella della Costituzione dell’ALBA (Alternativa Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América). Dal 2013 con la morte di Chávez e l’arrivo di Nicolás Maduro in Venezuela si sono generati una serie di cambiamenti socio – economici che hanno visto ridurre parzialmente la capacità del Venezuela di sostenere economicamente come prima Cuba, visti i continui attacchi esterni, da parte degli Stati Uniti in primis. Tuttavia, le relazioni hanno garantito una maggiore resistenza cubana di fronte alle aggressioni costanti dei governi statunitensi di Barack Obama, Biden e Donald Trump.

Davide Matrone

7/1/2026 https://pagineesteri.it/

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