L’omicidio di Viola Mazzotti non lascia indifferenti

L’omicidio stradale di Viola Mazzotti ha scosso le coscienze; tra le persone sensibili l’amico e compagno di “resistenza ambientalista” Corrado Seletti che ha fatto alcune osservazioni sulla gestione del “cantiere tram” a Bologna; senza entrare nel merito , in questo momento, se questo cantiere dovesse essere aperto o no (ovviamente abbiamo una nostra opinione) il problema è come viene gestito; Corrado nella veste di osservatore occasionale ha qualcosa da dirci; un contributo interessante anche perché mette il dito nella piaga della questione ambiente/salute/sicurezza; che questo cantiere abbia mostrato delle crepe purtroppo ce lo ha ricordato l’omicidio di Viola Mazzotti nel senso che la sicurezza ovviamente non deve e non può riguardare solo i confini territoriali del cantiere ma anche i rischi che si possono diffondere fuori a danno anche delle persone non esposte per ragioni professionali; la vicenda Eternit di Casale Monferrato è emblematica !
storicamente già nell’ottocento le comunità locali elaborarono il concetto di “industria insalubre” che deve essere collocata fuori e distante dal centro abitato; il comune di Bologna sull’omicidio stradale di Viola pensa di “cavarsela” , col supporto
degli autodichiaratisi “amici della bicicletta”, sostenendo di aver approvato un ordine del giorno per la apposizione di sensori sui mezzi pesanti; su questi “buoni propositi del giorno dopo” abbiamo già detto (vedi allegato OMICIDIO STRADALE, pubblicato da La bottega del Barbieri ; fatto sta comunque che i sensori non sarebbero una misura di sicurezza che riguarda solo l’esterno ma anche l’interno del cantiere.

DUNQUE NON POSSIAMO GIUSTIFICARE IN ALCUN MODO CHE IL DVR (DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO NON LI ABBIA PREVISTI) ; di cosa si sono occupati i “servizi pubblici di vigilanza” ? di “fotocopiare” il DVR O DI VAGLIARLO CRITICAMENTE COME E’ DOVEROSO FARE ???
Ovviamente rispetto al “cantiere tram” non abbiamo-purtroppo- poteri ispettivi, tuttavia , pur osservando dall’esterno abbiamo riscontrati numerose criticità:

  • Nel febbraio 2024 i cittadini residenti nell’area del parco don Bosco (dove stavano conducendo la resistenza contro la cementificazione del parco ) hanno segnalato livelli di rumore e di polverosità (sicuramente , data la tipologia dei
    lavori, le polveri contenevano anche silice libera cristallina*) inaccettabili ; così insopportabili anche in fase acuta da indurre a non uscire di casa e , tantomeno, a far uscire di casa i bambini ; evidentemente la esposizione a polveri ha riguardato ancora peggio gli operai non adeguatamente protetti secondo le norme, pur obbligatorie, in vigore ; non sappiamo, cioè non ci risulta, che sia stata garantita una adeguata vigilanza ispettiva
  • Una parte dei sindacati confederali (altri sindacati di base ci risulta che non siano stati invitati al “tavolo di concertazione” convocato dal comune) ha segnalato persino violazione della fascia oraria di rispetto per le alte
    temperature estive
  • In generale i turni di lavoro sono stati connotati da costrittività, sovraccarico e di stress eccessivi in ossequio alla scelta di rispettare i tempi di realizzazione imposti dal PNRR: come al solito si è scelto di “adattate il piede alla scarpa e non la scarpa al piede” nonostante che questo criterio sbagliato, pur facilitando la “produttività”, costituisca un danno certo per la salute psicofisica
  • Purtroppo non siamo stati in grado di convocare una ASSEMBLEA DI GRUPPO OPERAIO OMOGENEO PER DISCUTERE CON I LAVORATORI DEL RAPPORTO TRA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E SALUTE/SICUREZZA MA I FATTI DIMOSTRANO ANCORA UNA VOLTA CHE SENZA UNA CRESCITA DEL POTERE DI LAVORATORI NEI CANTIERI ASSISTEREMO A NUOVI LUTTI E NUOVE STRAGI
  • SIGNOR SINDACO : OCCORRE INTERVENIRE IL GIORNO PRIMA E NON PORTARE LE CORONE DI FIORI IL GIORNO DOPO
    In questo contesto salutiamo il contributo/osservazione dell’amico Corrado Seletti presidente della associazione “PER il FUTURO DELLE NOSTRE VALLI-Ambiente-Salute- Vita ” DI BORGOTARO (Parma) che è certamente grande esperto dei rapporti tra salute e lavoro e leggiamo questo suo contributo come uno stimolo ad aumentare la nostra capacità di vigilanza dall’esterno del cantiere cercando di coniugarla con la resistenza interna a sostegno di una strategia vera ed efficace di prevenzione.
    L’omicidio di Viola Mazzotti è un omicidio stradale ma anche un omicidio sul lavorocioè connesso direttamente alla omissione di misure di sicurezza nel cantiere.

Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO


Bologna, 30.11.2025

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