Lonesome Dove

La prateria della grande frontiera americana si presenta come un territorio bellissimo ma inospitale,“dove l’uomo e la natura sono forze primitive e invincibili, che si confrontano con inaudita violenza. L’epopea del vecchio West ha riempito pagine di grande letteratura e riconoscono in Larry McMurtry con “Lonesome Dove”, autore di libri sul genere western come “Le strade di Laredo”, Il “cammino del morto”, “Luna Comanche”, “Storia di donne con il fucile”, “Cavallo Pazzo: storia del capo sioux che vinse a Little big Horn”, uno dei grandi maestri del genere.

In questo libro l’autore ci accompagna tra il Texas e il New Nexico con una narrazione dove emerge lo spirito dell’avventura, quello che ha animato la vita di frontiera. Lonesome Dove“(colomba solitaria) rappresenta il primo capitolo di una tetralogia di romanzi che ha protagonisti i membri della Texas Ranger Division. È uno sputo di paese quello raccontato dentro queste pagine, i protagonisti, Augustus McCrae e Woodrow Call, due tra i più scapestrati rangers che abbiamo imperversato il west in lungo e in largo, decidono di cambiare vita. La prospettiva è quella di allevare bestiame e un viaggio al nord, attraverso territori sconosciuti fino al Montana. Un viaggio di oltre tremila miglia guidando una mandria, accompagnati da un gruppo di cowboy come loro stanchi della vita di tutti giorni e animati dallo spirito d’avventura.

Augustus e Woodroow sono due uomini agli antipodi, sempre in disaccordo tra loro ma in perfetta sintonia quando si tratta di affrontare momenti critici, quella sintonia che deriva da una lunga“convivenza fianco a fianco nel corpo dei rangers, dove hanno combattuto sprezzanti del pericolo, mettendo più volte a rischio la propria vita, contro indiani comanche, messicani e banditi“sanguinari. Call è persona tutta d’un pezzo, un grande lavoratore, con un alto senso del dovere e non si perde mai nel vizio, mentre Augustus è, all’opposto, un amante del buon cibo, delle donne, assiduo frequentatore di bordelli e ama il gioco d’azzardo. Augustus non sa mai tenere la bocca chiusa, ha“sempre la battuta pronta e questo è principalmente la fonte dei guai che deve ogni volta affrontare. Gus e Woddrow si ritirarono in questo angolo del Texas, Lonesome Dove, trasformandosi in pacifici allevatori dal momento che banditi e indiani non rappresentavano più un pericolo.

L’avventura parte con il ritorno nella cittadina di un vecchio compagno d’armi, Jake Spoon, un fannullone irresponsabile, ricercato in Arkansas perché autore di un omicidio per errore. Quando Jake torna comincia a raccontare e fantasticare mirabilie sul Montana, una terra ricchissima, ancora selvaggia e senza civiltà, una terra per uomini liberi. Ha inizio così quella “Conquista del West”, con un viaggio verso nord, verso l’ignoto, verso un territorio inesplorato e ostile, lasciandosi alle spalle Lonesome Dove, quel microscopico villaggio sperduto del Texas meridionale.
Augustus e Woodrow riuniscono una banda di cowboy un pò scapestrati e decidono di partire guidando una mandria di tremila bovini affrontando una natura impervia e a tratti ostile, sfidandola. Le prime duecento pagine del libro sono tutte ambientate a Lonesome Dove e descrivono“attentamente i personaggi della storia e la vita monotona della piccola cittadina.

A Lonesome Dove la sera si faceva attendere, ma quando arrivava era un sollievo. Per molte ore della giornata – e molti mesi dell’anno – il sole sprofondava il paese nella polvere, lontano, nelle pianure di Chaparral, un paradiso per i serpenti e i rospi cornuti, i corridori della strada e gli scorpioni, un inferno per i maiali e gli uomini del Tennesee. Non c’era un albero da ombra degno di quel nome nel raggio di venti o trenta miglia, a dirla tutta, dove si trovasse l’ombra decente più vicina era oggetto di accese discussioni negli uffici – se ancora in corso e i coloni non“consideravano affatto i nativi come i padroni del territorio e quella terra diventava un miraggio si vogliono chiamare uffici una rimessa senza tetto e un paio di corral rattoppati – della Hat Creek Cattle Company, metà della quale era“proprietà di Augustus.

Il tema principale del romanzo è il viaggio. Un viaggio che sarà un’odissea, tra tempeste, fiumi in secca e fiumi in piena, rettili velenosi, scarsità di cibo e di acqua, qualcuno ci lascerà la pelle, qualcuno arriverà alla fine e non sarà più come prima. Siamo in un periodo molto particolare per gli Stati d’America. Siamo intorno al 1870. Da un lato è appena finita la Guerra di Secessione e nello stesso tempo ci sono violenti scontri tra i coloni e i nativi americani, con questi ultimi che venivano privati delle loro terre senza mezze misure.

Quando Augustus e Woodrow si muovono, nel Texas sono già state risolte le guerre indiane dove i rangers recitarono un ruolo fondamentale in questo conflitto, soprattutto negli scontri con tribù di Comanche e di Kiova mentre al nord la questione indiana era di conquista. Ecco allora il richiamo dell’avventura nel West più selvaggio, il viaggio a cavallo in territori inesplorati tra pericoli difficoltà e scontri con indiani bellicosi e banditi feroci. È proprio quando comincia il cammino che si coglie il valore epico di questo libro e si entra nel cuore della storia dove emerge una netta polarizzazione tra il bene e il male, dove ci sono scene atroci e di inaudita violenza. Via via che la mandria avanzava nelle praterie brume in direzione del Platte, le puttane divennero il solo e unico argomento di cui gli uomini riuscissero a parlare. Certo, ne avevano sempre parlato volentieri, ma durante altre tappe del viaggio ogni tanto avevano parlato anche di altre questioni: le condizioni atmosferiche, le carte, il temperamento dei cavalli, le tribolazioni del passato. A volte parlavano delle loro famiglie, ma in quel caso finivano tutti per abbandonarsi alla nostalgia. Era un argomento molto amato, ma difficile da affrontare.

Una trasformazione dal genere popolare al genere letterario non solo nell’opera ma anche nella scrittura dove lo spirito libero e selvaggio si fa sentire, una storia di violenza e di sopravvivenza in territori estremi e sono gli uomini a scontrarsi e a misurarsi con la brutalità di quel mondo. La violenza è un valore di questo libro, perché è ben presente, dal momento che è ambientato nella metà dell’ottocento in un ambiente ostile, una natura selvaggia, le uccisioni a sangue freddo e la giustizia sommaria erano quotidianità nell’ovest americano senza legge. E non può mancare il racconto di un paesaggio che incanta per la sua incontrastata bellezza, il cardine di quella letteratura che rappresenta la frontiera con descrizioni di orizzonti infiniti, tramonti infuocati e una natura tutta da scoprire. Per dirla: tutta l’America si trova in fondo a una strada selvaggia e il nostro passato non è morto ma vive ancora in noi. Quel mondo è ancora vivo e presente perché è ciò che sognarono e vissero i nostri avi e noi continuiamo a viverlo e portarlo nel sogno.

Trad. di Caterina Emo Pag. 977 Einaudi ET Scrittori Torino, 2017 Euro 17,00

Giorgo Bona

Scrittore. Collaboratore redazione di Lavoro e Salute

VERSIONE INTERATTIVA https://www.blog-lavoroesalute.org/lavoro-e-salute-ottobre-2025/

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