L’ONU pubblica una lista di oltre 150 imprese che traggono profitto dagli insediamenti illegali di Israele nella Cisgiordania occupata.
Le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto che rivela che oltre 150 imprese, tra cui Airbnb, Booking.com, Expedia e TripAdvisor, traggono profitto dall’illegale attività di insediamento di Israele nella Cisgiordania occupata.
di Ellis Gjevori – 26 settembre 2025
I gruppi della società civile affermano che il database, richiesto dal Consiglio per i Diritti Umani nel 2016, costituisce uno strumento fondamentale per esercitare pressioni sulle imprese affinché si ritirino dagli insediamenti. I difensori dei diritti umani sostengono che le imprese internazionali che aiutano Israele a consolidare la sua occupazione sono complici di violazioni del diritto internazionale.
Venerdì l’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha aggiornato il suo database, elencando 158 aziende che operano all’interno di insediamenti ritenuti illegali dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG).
“Laddove le imprese commerciali riconoscano di aver causato o contribuito a effetti negativi sui diritti umani, dovrebbero provvedere o cooperare alla riparazione con procedure appropriate”, ha dichiarato.
Il capo dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, Volker Turk, ha affermato che i risultati evidenziano la responsabilità di quelle imprese nelle zone di conflitto.
“Questo rapporto implica la responsabilità di due diligence delle imprese che operano in contesti di conflitto per garantire che le loro attività non contribuiscano a violazioni dei diritti umani”, ha affermato.
La strategia israeliana per dislocare i palestinesi
La verifica arriva in un momento di accresciuto monitoraggio dell’occupazione israeliana e dell’apartheid in atto in Cisgiordania, nonché del genocidio che Israele sta commettendo a Gaza dall’ottobre 2023.
In Cisgiordania, i coloni ebrei armati, incoraggiati dal sostegno del governo, hanno terrorizzato le comunità palestinesi, uccidendo civili, sfollando famiglie e appropriandosi di terre in quella che i gruppi per i diritti umani descrivono come una pulizia etnica
Gli insediamenti si sono espansi incessantemente da quando Israele ha conquistato la Cisgiordania nella guerra del 1967, suddividendo il territorio con strade, muri e posti di blocco che mantengono i palestinesi confinati e sotto controllo militare.
Una commissione d’inchiesta separata delle Nazioni Unite ha accusato questa settimana Israele di perseguire una strategia deliberata per dislocare con la forza i palestinesi, consolidare gli insediamenti riservati agli ebrei e procedere verso la completa annessione della Cisgiordania.
I gruppi della società civile affermano che la banca dati, richiesta dal Consiglio per i diritti umani nel 2016, costituisce uno strumento fondamentale per esercitare pressioni sulle imprese affinché si ritirino dagli insediamenti. I difensori dei diritti umani sostengono che le aziende internazionali che aiutano Israele a consolidare la sua occupazione sono complici di violazioni del diritto internazionale
Sia Israele che gli Stati Uniti hanno a lungo attaccato l’ONU per quella che definiscono una valutazione ingiusta delle politiche di Israele nei territori palestinesi occupati, ma per i palestinesi la nuova lista è un altra prova del meccanismo che sostiene un’occupazione decennale.
Traduzione a cura di: Leila Buongiorno
27/9/2025 https://www.invictapalestina.org










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