Media israeliani: migliaia di lesioni cerebrali nascoste nell’esercito israeliano

Gaza – Al Mayadeen. Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha riportato dati definiti “inquietanti” presentati durante una recente sessione della sottocommissione per gli Affari Esteri e la Sicurezza della Knesset, incentrata sulla crescente crisi delle lesioni cerebrali tra i ranghi dell’esercito israeliano.

La sessione, presieduta dal membro della Knesset Eliezer Stern, ha evidenziato l’entità delle lesioni cerebrali traumatiche (TBI) non diagnosticate e nascoste che colpiscono i soldati, in particolare quelle lesioni che non compaiono nelle immagini diagnostiche standard come la TAC. I risultati indicano un problema medico sempre più grave all’interno dell’apparato militare, aggravato dalla scarsa assistenza e diagnosi post-infortunio.

Durante la sessione, Rachel Grander, direttrice del Centro di Ricerca sulle Scienze del Cervello presso l’Ospedale Sheba-Tel Hashomer, ha presentato dati allarmanti. Ha rivelato che 7 soldati su 10 ricoverati in ospedale dopo l’esposizione al combattimento presentavano risultati normali alla TAC, ma in seguito sono state diagnosticate lesioni cerebrali traumatiche. Ha osservato che il 94% di queste lesioni era dovuto all’esposizione alle onde d’urto, una caratteristica comune nei moderni scenari di combattimento. Inoltre, gli esami del sangue condotti sul personale ferito trasportato dall’”Unità 669″ hanno mostrato che 6 su 10 presentavano marcatori elevati compatibili con un trauma cerebrale. Grander ha sottolineato che la diagnostica per immagini convenzionale non riesce a rilevare circa l’80% di tali lesioni, il che significa che migliaia di soldati potrebbero soffrire di patologie non diagnosticate.

Il parlamentare Eliezer Stern ha espresso preoccupazione per la diminuzione dell’attenzione prestata ai soldati feriti una volta terminati i combattimenti. Ha messo in guardia dal “pericolo di essere dimenticati”, sottolineando che un cessate il fuoco non dovrebbe segnare la fine delle cure e dell’attenzione per i feriti. “Il timore è che l’attenzione diminuisca”, ha affermato, sottolineando l’importanza del supporto e del monitoraggio a lungo termine. 

L’infrastruttura medica delle IOF sotto pressione.

Shachar Gizundheit, direttore della “OR Community” per le persone con lesioni cerebrali e le loro famiglie Ltd (NPO), ha dipinto un quadro fosco della capacità dell’esercito di affrontare la crescente crisi. Secondo lui, il 70% delle vittime di guerra nell’esercito israeliano ha subito lesioni cerebrali traumatiche.

Ha aggiunto che, nonostante la crescente necessità, 400 nuove vittime di guerra non hanno ricevuto finora alcuna soluzione terapeutica, evidenziando ulteriormente la pressione sul sistema medico.

I risultati presentati alla Knesset hanno rinnovato le richieste da parte dell’occupazione di una revisione delle modalità di diagnosi e trattamento delle lesioni cerebrali traumatiche all’interno dell’esercito israeliano. Gli esperti dell’occupazione sottolineano la necessità di strumenti diagnostici avanzati, oltre alla diagnostica per immagini convenzionale, insieme a programmi di riabilitazione a lungo termine per prevenire un ulteriore deterioramento della salute dei soldati colpiti.

Mentre il problema continua a crescere, sia i professionisti medici che i parlamentari israeliani sollecitano un’azione immediata per evitare che migliaia di soldati vengano trascurati da un sistema impreparato all’entità delle lesioni cerebrali nascoste.

A questo proposito, secondo un rapporto di settembre, dall’ottobre 2023 sono stati ufficialmente congedati oltre 1.100 soldati per disturbo da stress post-traumatico (PTSD).

I dati militari israeliani indicano che tra ottobre e luglio, 1.135 soldati in servizio attivo, riservisti e militari di carriera sono stati rimossi dai loro incarichi, dai ruoli di combattimento in prima linea al supporto in retroguardia, a causa di condizioni psicologiche legate al trauma. I comandanti hanno sempre più espresso apertamente la tensione che le loro forze stanno sopportando, in particolare tra coloro che sono stati ripetutamente schierati in zone di combattimento.

Questa crisi di salute mentale si riflette in un aumento significativo dei casi di suicidio tra i soldati di occupazione. Secondo i dati ufficiali, 21 soldati si sono suicidati solo nel 2024, il numero più alto in oltre un decennio.

22/11/2025 https://www.infopal.it

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