Naufragio del traghetto, i controlli ci sono ma non vengono rispettati. Indagati comandane e armatore.

Norman Atlantic, una tragedia nel nome del profitto

Naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Sono queste le ipotesi di reato scattate per il comandante della Norman Atlantic, Argilio Giacomazzi, e l’armatore della nave, Carlo Visentini. Sono tre le procure pugliesi che indagano sul naufragio del traghetto in avaria al largo delle coste albanesi. Il bilancio non ancora definitivo dopo oltre un giorno di difficili soccorsi nel mare in tempesta, è di 10 vittime, ma c’e’ incertezza sui possibili dispersi. Intanto la nave è stata posta sotto sequestro e la magistratura italiana, insieme a quella albanese, sta decidendo dove rimorchiarla.

Dopo l’arrivo in tre province pugliesi dei naufraghi e dei corpi delle prime vittime, ad attivarsi sono state le procure di Bari, Brindisi e Lecce. La Norman Atlantic batte bandiera nazionale e quindi la competenza dell’inchiesta sarà italiana anche se il naufragio è avvenuto fuori delle acque territoriali.
La procura di Bari, che ha ascoltato i primi testimoni, ha posto al centro degli accertamenti l’individuazione della causa dell’incendio, le modalità della gestione dell’emergenza a bordo, e, soprattutto la regolarità e adeguatezza delle dotazioni di sicurezza della nave. Problemi al riguardo, e in particolare sulla efficienza delle porte tagliafuoco, erano stati segnalati dall’organizzazione internazionale Paris Mou che aveva ispezionato la nave dieci giorni fa a Patrasso, in Grecia rilevando ben sei anomalie.

Come al solito, al di là del caso specifico, sul quale Confitarma è pronta a giurare sulla regolarità, emergono le assurdità di un sistema di trasporto che, pur in presenza di numerosi controlli, continua a mostrare evidenti falle, e tutte a discapito della sicurezza sia dei passeggeri sia dei lavoratori marittimi. Secondo un calcolo comparso in questi giorni sui giornali, su 100 ispezioni solo nel 3,65% dei casi le navi vengono obbligate a fermarsi. Nel caso dei convogli italiani, poi il tasso è ancora più basso. Su 373 ispezioni sono state riscontrate 213 anomalie ma solo l’1,61% è stato rispedito in cantiere. Fermare una nave è complicato. E gli interessi in ballo sono di proporzioni considerevoli. 

Sullo stato dell’arte della sicurezza in mare nel traffico commerciale e passeggeri è intervenuto anche il sindacato. In un comunicato congiunto Usb/Pame, una delle sigle del sindacalismo di base in Grecia, viene denunciato come “la ricerca del profitto, da parte degli armatori, è incompatibile con la sicurezza in mare, è incompatibile con le misure necessarie per proteggere la vita in mare. E’ evidente, che i naufragi, gli incendi, etc, sono causati dalle gravi omissioni sulla sicurezza della navigabilità che producono gravi conseguenze per passeggeri e equipaggi.

Usb e Pame si chiedono quali sono le vere cause dell’incendio, se i mezzi antincendio erano efficienti, se erano presenti le paratie antincendio della nave e perché non è stato possibile contrastare l’incendio dall’inizio.
In secondo luogo, “dato che qualsiasi ritardo in caso di incendio comporta enormi rischi per la vita delle persone a bordo, perché, anche se l’incendio è scoppiato circa alle 4:00 di Domenica 28 dicembre, sono stati portati sulle scialuppe solo 150 passeggeri? Lasciando a bordo un gran numero di passeggeri pur essendo in una zona (al largo di Corfù), dove, nonostante le specifiche condizioni meteorologiche avverse (senza esagerazioni), sarebbero potute intervenire con tempestività, nelle operazioni di salvataggio, velieri, navi da guerra, rimorchiatori e elicotteri off-shore?”
Inoltre, se la nave è stata riconvertita in un traghetto, “è giustificata la presenza di un numero così grande di passeggeri e veicoli? La struttura della nave era adeguata? Gli strumenti di salvataggio erano sufficienti? E hanno funzionato?”
In quarto luogo, cosa c’è dietro le ispezioni della nave, come sono state affrontate le osservazioni fatte durante l’ispezione del 19 dicembre 2014 dall’Autorità Portuale di Patrasso? Osservazioni che erano molto gravi per quanto riguarda la navigabilità della «NORMAN ATLANTIC» e che sono disponibili sul sistema “EQUASIS” www.equasis.org) . Usb e Pame chiedono infine che vengano effettuati controlli sistematici sulle navi passeggeri “per verificare il rispetto degli standard di tutela della vita in mare”.

Per il Codacons, ora è compito dei magistrati “verificare se chi ha permesso alla Norman Atlantic di operare abbia in qualche modo contribuito a determinare il naufragio, e se la sicurezza dei viaggiatori sia stata messa a rischio da eventuali omissioni o negligenze”.

Polemiche anche sul lato dei soccorsi. “Recentemente il ministero dell’Interno – ricorda il Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco – ha adottato un piano di tagli con riduzione degli organici di tutte le sedi nautiche dei vigili del fuoco, di dismissione senza sostituzione di unità navali antincendio di grosse dimensioni, e sette nuclei sommozzatori, tra cui proprio quello di Brindisi, sono a rischio definitiva
chiusura”.

Fabio Sebastiani

30/12/2014 www.controlacrisi.org

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