NEGLI STATI UNITI SI PUO’  VOTARE SENZA UN DOCUMENTO

Facile affermare, spesso senza prove, che le elezioni in alcuni paesi, di solito quelli che non si sono allineati con le politiche statunitensi, non sono regolari e viziate da brogli, ma se poi si scandaglia a fondo si scopre che proprio coloro che hanno fatto dei presunti brogli elettorali il mezzo per esercitare pressioni sui governi legittimamente eletti, si scopre che proprio lì i brogli possono essere il pane quotidiano nelle consultazioni elettorali.

Nel paese a stelle e strisce è pratica consolidata considerare le elezioni che si svolgono in altri paesi dove vince un candidato diverso da quello da loro appoggiato come viziate da brogli e macchinazioni, le elezioni vengono definite truccate e quindi illegittime. Come detto però spesso le prove non appaiono e le accuse restano semplici illazioni che però portano a sanzioni e al non riconoscimento del legittimo governo. Il Venezuela insegna, tanto per fare un caso noto al grande pubblico.

Ma molti non sanno che proprio negli Stati Uniti, culla per molti della democrazia perfetta,  i brogli sono alla portata di tutti, Infatti in 14 stati degli Stati Uniti non è richiesto, al momento del voto, l’esibizione di un documento di identità.

Avete letto bene, in 14 stati un elettore si reca alle urne e al momento di ricevere la scheda elettorale non ha bisogno di mostrare un documento di identità, vengono usati altri metodi che però potrebbero facilmente favorire brogli.

Negli Stati Uniti non c’è una legge federale unica quando i cittadini vanno a votare. I 14 stati in cui non è necessario esibire un documento di identità sono: California, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Minnesota, Nebraska, Nevada, New Jersey, New York, Pennsylvania, Vermont, Washington ai quali si aggiunge il distretto di Columbia.

Ma allora come viene certificata l’identità dell’elettore in questi stati?

In questi Stati, l’identità dell’elettore viene verificata in modi alternativi, senza richiedere un documento d’identità con foto al seggio. I metodi più comuni sono:

Firma su un registro elettorale: Il votante firma il libro degli elettori e l’impiegato confronta quella firma con la firma depositata al momento dell’iscrizione.

Giuramento: Se c’è un dubbio sull’identità, l’elettore può firmare un’affermazione sotto giuramento, a volte con la presenza di un altro elettore che ne confermi l’identità (garante).

In molti stati l’identità dell’elettore viene certificata in modo piuttosto approssimativo. In questi stati come ad esempio il . Michigan o l’ Ohio) viene permesso di votare mostrando documenti senza foto, come una bolletta, un estratto conto bancario o una tessera dell’assicurazione sanitaria. 

Sono circa una dozzina gli Stati (ad es. Texas, Wisconsin, Georgia, Indiana) in cui è obbligatorio mostrare un documento d’identità con foto rilasciato dal governo (patente, passaporto, carta d’identità statale) per votare alle urne. 

In mezzo a questo caos dove i brogli sono piuttosto facili l’amministrazione Trump sta spingendo con forza al Congresso l’approvazione del cosiddetto “SAVE Act”, una legge che obbligherebbe tutti gli Stati a richiedere ai votanti di esibire un documento d’identità valido al momento del voto. 

Ma i democratici stanno facendo di tutto per bloccare il provvedimento, definendolo una nuova forma di “Jim Crow” — ossia paragonandolo alle leggi razziali della segregazione del secolo scorso. Secondo loro, qualsiasi misura volta a garantire la trasparenza elettorale equivale a una discriminazione sistematica. Al momento, l’approvazione del SAVE Act appare piuttosto improbabile.

Per i democratici, ogni forma di controllo elettorale è vista come una minaccia esistenziale. Ad esempio, in Florida e Texas, dopo la pulizia dei registri elettorali da nomi di defunti e immigrati irregolari, il numero di elettori presumibilmente vicini ai democratici è crollato drasticamente.

Una cosa è certa: intorno al sistema elettorale si prepara una vera e propria guerra politica, che potrebbe sfociare in gravi turbolenze già a novembre di quest’anno.

Andrea Puccio

5/2/2026 www.occhisulmondo.info

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