NISCEMI: UNA CATASTROFE ANNUNCIATA

In questa puntata di Dignità TV affrontiamo il caso di Niscemi, una ferita aperta nel cuore della Sicilia che rappresenta emblematicamente il dissesto ambientale e territoriale che colpisce molte aree del nostro Paese. La frana che ha portato all’evacuazione di migliaia di persone non è un evento imprevedibile, ma il risultato di decenni di mancata prevenzione, assenza di manutenzione, cattiva pianificazione urbanistica e totale sottovalutazione dei segnali di rischio. Attraverso il contributo del geologo Ignazio Di Paola, di Leandro Janni (Italia Nostra Sicilia) e dell’attivista Felice Rappazzo, si analizzano in profondità le cause geologiche e idrogeologiche del disastro: la fragilità del suolo, il ruolo dell’acqua e delle infrastrutture idriche degradate, la mancanza di monitoraggi adeguati e l’inerzia delle istituzioni nonostante strumenti di pianificazione già esistenti, come i piani regolatori e le carte del rischio.

Non meno importante è il contesto sociale ed economico di Niscemi, una comunità viva e non un “borgo da cartolina”, segnata però dall’abbandono istituzionale, dallo spopolamento giovanile e da un modello di sviluppo che consuma suolo invece di valorizzare l’esistente. Al centro del dibattito anche il tema delle servitù militari e del MUOS, simbolo di una militarizzazione del territorio che ha aggravato la marginalizzazione dell’area e sollevato interrogativi ambientali e sanitari mai chiariti fino in fondo. Evidenti sono le responsabilità politiche, la gestione dei fondi pubblici (PNRR), la mancanza di una vera strategia di adattamento ai cambiamenti climatici e all’assenza di una visione di lungo periodo sul governo del territorio.

Ma l’alternativa c’è e sarebbe anche praticabile: manutenzione ordinaria e straordinaria, tutela del suolo come risorsa, riuso del patrimonio edilizio, riequilibrio tra aree interne e metropolitane, servizi pubblici e partecipazione delle comunità locali. Niscemi diventa così il paradigma di una catastrofe annunciata, ma anche il punto di partenza per riflettere su un diverso modello di sviluppo, fondato sulla conoscenza, sulla prevenzione e sulla giustizia ambientale. Perché senza tutela del territorio non può esserci futuro, né per la Sicilia né per il resto del Paese.

4/2/2026 https://www.youtube.com/@dignit%C3%A0TV

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