Non andare a votare ai referendum vuol dire condannare a morte e a invalidità centinaia e centinaia di lavoratori in più ogni anno. L’indifferenza è il peggiore dei mali.

Per INAIL 286 morti sul lavoro comprensivi di itinere nei primi 4 mesi del 2025, ma per l’Osservatorio a quella data erano già oltre 400 e sui luoghi di lavoro (senza itinere 325, perché questa differenza? INAIL non effettua alcun monitoraggio: si limita a raccogliere le denunce che le arrivano, e solo relative ai lavoratori che assicura, ma oltre 4 milioni di lavoratori non sono assicurati a INAIL, poi ci sono i morti in nero e gli agricoltori, tra questi gli schiacciati dal trattore che sono già62 anche quest’anno . Questa non è informazione: è disinformazione.

Dall’inizio del 2025, ogni 6 ore e qualche minuto muore un lavoratore.
a questa mattina del 6 giugno i morti del 2025, sono stai 625 lavoratori, di cui 430 sui luoghi di lavoro..
Per confronto, al 30 maggio 2008 i morti sui luoghi di lavoro erano 222: l’aumento da allora è del 46%.

Questo se si contano tutti i lavoratori, non solo quelli coperti da INAIL.


Le cause politiche e normative dell’aumento

  • Jobs Act: dall’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (2015), l’aumento dei morti sul lavoro è stato del 43%.
  • Appalti a cascata: la legge voluta dal ministro Salvini, entrata in vigore nel giugno 2023, ha causato un ulteriore aumento del 15% dei decessi, soprattutto in edilizia e negli appalti pubblici.

Le grandi tragedie recenti

  • Brandizzo (Ferrovie dello Stato)
  • Suviana (Enel)
  • Calenzano (ENI)
  • Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024): 5 operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici.

Chi ringraziare per questo modello? Il Ministro Salvini, per aver liberalizzato in modo selvaggio il subappalto, senza alcuna responsabilità penale o civile per le aziende capocommessa.

Proposta

Il quesito referendario più importante, a mio avviso, è quello sulla responsabilità penale ed economica delle aziende capocommessa.
Se fossero perseguibili, forse ci penserebbero due volte prima di affidare lavori a micro-aziende spesso non attrezzate, con manodopera impreparata o in nero.


Alcuni dati allarmanti

  • Oltre il 30% dei morti sui luoghi di lavoro ha più di 60 anni;
    di questi, il 17% ha più di 70 anni.
  • Il 32% delle vittime è costituito da lavoratori stranieri regolari.
    A loro andrebbe riconosciuta la cittadinanza italiana dopo 5 anni, non ai clandestini come sostengono certi “disertori delle urne” che vogliono far fallire i Referendum per continuare a succhiare il sangue di chi lavora.
  • Molti lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni.
  • Le donne muoiono meno sui luoghi di lavoro, ma quasi quanto gli uomini in itinere, spesso a causa di fretta e stanchezza nel conciliare lavoro e famiglia.

Proposte per la sicurezza e l’equità sociale

  • Introdurre per legge la flessibilità in entrata e uscita dal lavoro, per tutelare la salute psico-fisica, in particolare delle madri lavoratrici.
  • Contrastare il crollo della natalità, che è in buona parte causato dal “martirio” quotidiano delle donne lavoratrici con figli.
  • Lo Stato e gli enti locali dovrebbero riservare parte dei posti di lavoro alle donne con figli, come misura concreta di sostegno alla genitorialità.

Spero che tutti quelli che lavorano comprendono che i Referendum sono fatti per i loro interessi, indipendente dal partito in cui credono e a quale sindacato siano iscritti: il precariato è un cancro che occorre sconfiggere, ora ne hai l’opportunità andando a votare per il ripristino dell’articolo 18, dal 2015 tutti i lavoratori privati sono precari: nel pubblico impiego hanno “rimediato” con gli appalti a aziendine private che lavorano in INSICUREZZA.

Carlo Soricelli
Curatore dell’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro
http://cadutisullavoro.blogspot.it

6/6/2025

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