Non autosufficienza: Deambrogio (Rifondazione Comunista), “Fondi negati a 11.000 famiglie. Riboldi si vergogni nel dire che tutto va bene“

COMUNICATO STAMPA

È semplicemente vergognoso e inaccettabile che l’assessore alla Salute, Federico Riboldi, liquidi come ‘casi isolati’ il dramma di ben 11.000 famiglie piemontesi”. Lo dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale di Rifondazione Comunista, a seguito della denuncia pubblica lanciata dalla Fondazione Promozione Sociale ETS riguardo al mancato pagamento delle quote sanitarie per i malati non autosufficienti.

“Siamo di fronte a un cinismo politico senza precedenti, che tenta di minimizzare dati incontrovertibili segnalati dalle stesse ASL.  Moltissimi malati chiedono la copertura della quota di competenza sanitaria in RSA (del 50%) e sono rimandati indietro senza risposta positiva.

Ancora una volta, e in modo ancora più brutale, il tema della non autosufficienza squarcia il velo di propaganda e rivela la vera natura di questo governo regionale e del suo assessore. Riboldi è bravissimo a pavoneggiarsi e a tagliare nastri di fronte ai nuovi IRCCS, ma si dimostra totalmente incapace di garantire le risorse che spettano per legge alla parte più debole e fragile dei malati piemontesi.

La realtà non si cancella con i comunicati di facciata che parlano di percorsi appropriati: c’è  davvero da pizzicarsi! E dire che le indicazioni ragionevoli ci sono state in particolare da parte di associazioni come la Fondazione di Promozione Sociale, che aveva indicato la possibilità di un aumento del budget dedicato anno per anno.

Invece migliaia di famiglie sono lasciate sole a sostenere costi insostenibili a causa dell’inadempienza della Regione. Questo non è un disguido, è una scelta politica precisa che calpesta il diritto alla salute e alla dignità. Non sono più tollerabili  ulteriori furbizie verbali e prese in giro come quella messa in campo da Riboldi: la Giunta stanzi immediatamente i fondi dovuti”.

Partito della Rifondazione Comunista
Comitato regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta

8/7/2026

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