Parco della Salute di Torino, Deambrogio (PRC): “Modello incoerente che ignora i bisogni epidemiologici e la rete territoriale

COMUNICATO STAMPA

“Il progetto del futuro Parco della Salute di Torino appare sempre più come un oggetto estraneo, che sembra ignorare le reali necessità sanitarie della nostra regione”. Con queste parole Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese del PRC, commenta le recenti e pesanti critiche sollevate dall’Ordine dei Medici di Torino riguardo al nuovo polo ospedaliero.

Secondo Deambrogio, le perplessità espresse dai tecnici e dai medici non sono solo condivisibili, ma evidenziano un fallimento progettuale che mette a rischio il diritto alla salute dei cittadini.

“Siamo di fronte a un modello incoerente,” attacca Deambrogio. “Ciò che preoccupa maggiormente è la totale assenza di un approfondimento serio sulle questioni epidemiologiche. Non si può progettare una struttura di tale portata senza una riflessione profonda sulle patologie reali e sulle necessità di cura attuali e future della popolazione. Si sta costruendo una scatola, senza considerare chi e come dovrà abitarla”.

Il segretario regionale del PRC punta poi il dito sulla mancanza di visione d’insieme: “Il Parco della Salute sembra essere stato pensato come un’entità isolata, senza un reale inserimento nella rete ospedaliera regionale e, soprattutto, in quella territoriale. Il rischio concreto è quello di creare una cattedrale nel deserto che non dialoga con le altre strutture e che, anzi, ne indebolisce l’efficacia complessiva a causa di una drastica riduzione dei posti letto (ben 500 in meno rispetto a oggi)”.

Particolare allarme desta la gestione dell’area materno-infantile e del pronto soccorso, dove la confusione tra le diverse intensità di cura e la sovrapposizione di percorsi rischiano di rendere la selezione dei pazienti impossibile e la gestione dei flussi fallimentare.

“Non abbiamo bisogno di esercizi architettonici o di operazioni di facciata,” conclude Deambrogio. “Serve una sanità pubblica che parta dai dati, dai territori e dai bisogni delle persone. Chiediamo che il progetto venga radicalmente rivisto alla luce di queste critiche, per evitare che il ‘Parco della Salute’ si trasformi nell’ennesimo monumento allo spreco e alla disorganizzazione, a tutto danno dei pazienti e degli operatori sanitari”.

Partito della Rifondazione Comunista
Comitato regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta

19/4/2026

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *