Perché i dipendenti pubblici che denunciano le magagne della pubblica amministrazione vengono messi alla gogna come i furbetti del cartellino?

Abbiamo intervistato Guido per controlacrisi e cobaspisa.it

Ci racconti la tua storia?
Ho 57 anni, sono in fascia d, una figura apicale, ho fatto la gavetta iniziando con ruoli esecutivi negli anni ottanta. Poi sono finito per mobilità in un comune della Toscana, non tanto piccolo, un paese gestito da monocolore pd. Sono trascorsi almeno 12 anni da quando alcuni colleghi, nel frattempo in pensione, hanno chiesto che uno dei palazzi comunali venisse dotato di una uscita secondaria, di una via di fuga. Dodici anni nei quali molti altri appunti sulla salute e sicurezza dei lavoratori sono caduti nel dimenticatoio . Mesi fa, sono stato nominato preposto alla sicurezza e ho ben pensato che questo ruolo necessitasse di una azione coraggiosa, non limitarsi a scrivere lettere che poi vengono cestinate, andare fino in fondo…

Un ruolo di responsabilità. Ma andiamo con ordine…
La storia è propedeutica, la dice lunga su come vanno ormai le cose all’interno della pubblica amministrazione- Il codice di comportamento è utilizzato ad arte per trasformare la denuncia pubblica e l’impegno civile in colpa, in danno recato alla immagine della amministrazione, per trasformare il senso civico in materia di provvedimenti sanzionatori e un domani favorire la repressione economica da parte della Magistratura contabile.

Parliamo di un Ente locale che non ha risposto a numerosi solleciti scritti da un dipendente, letteralmente ignorato le mie note scritte. Certo che il sindacato avrebbe potuto fare qualcosa, ma nei piccoli enti il sindacato è ormai chiuso nella perdente difesa della produttività, che il ministro Madia per altro si accinge a svuotare con i prossimi decreti attuativi.

La comunicazione del sottoscritto sulle normative di sicurezza è stata reiterata ma amministratori e dirigenti pur informati da email, lettere e richieste di incontri hanno preferito tacere. Volevano che il mio ruolo di preposto alla sicurezza si riducesse al silenzio, io ho scelto invece di denunciare anche oltre gli uffici comunali l’assenza di normative a tutela della salute e della sicurezza. Avere fatto esposto alla asl è una colpa grave per Sindaco e assessori.

In estate sono stato nominato preposto alla sicurezza, non per questo ho rinunciato a segnalare problemi e incongruenze. Ho chiesto risposte, risposte non sono arrivate e per questo dopo innumerevoli tentativi caduti nel vuoto ho scritto alla asl.

E cosa è successo?
A seguito dell’esposto alla asl e di un successivo sopralluogo è scattata la richiesta di aprire un procedimento disciplinare a carico del lavoratore. I ritardi, le inadempienze e le responsabilità degli amministratori comunali sono scaricati su un lavoratore , i codici disciplinari interpretati a a senso unico. Rischio 6 mesi di sospensione senza paga, la mia colpa, se tale vogliamo definirla, è di avere rotto il muro del silenzio ed essermi rivolto alla asl.

Hai ricevuto solidarietà?
Si, soprattutto dalla newsletter Know your rights, dai cobas ma anche da semplici lavoratori e cittadini. E’ evidente che il mancato intervento da parte del datore di lavoro e dei dirigenti per la risoluzione delle problematiche segnalate da lavoratori e dal sottoscritto li pone in una situazione di corresponsabilità ovvero di complicità con i vertici aziendali e di responsabilità penale e civile qualora ci dovessero essere lesioni ai lavoratori per i mancati adempimenti.

Se l’amministrazione comunale ha intenzione di sanzionare e aprire un procedimento disciplinare a mio carico, sappia che non abbassero’ la testa, è impensabile che nel 2016 si possa tacere e tornare ad avere paura, di certo il jobs act è la causa di questo clima di rassegnazione a cui non piegarsi. Facciamolo per la nostra dignità.

Fabrizio Salvatori

25/1/2016 www.controlacrisi.org

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