PERCHE’ MORTI E GLI INFORTUNI SUL LAVORO SONO IN CONTINUA CRESCITA?

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La prevenzione degli infortuni sul lavoro viene effettuata in base ad una legge, la quale prevede un sistema di partecipazione coinvolgendo 4 figure: il Rappresentante dei lavoratori RLS, il Responsabile alla prevenzione e sicurezza dell’azienda SPP, il Medico Competente, il Datore di Lavoro. Negli incontri annuali per fare la valutazione dei rischi esistenti tra i quattro soggetti sopra menzionati, in molti casi il Rappresentante de lavoratori (RLS) è alla “mercè” degli altri soggetti legati all’interesse dell’azienda. Quello che manca, se l’RLS non ha operato in ogni reparto o gruppo di lavoro omogeneo, è il coinvolgimento di tutti i lavoratori. gli unici che ne sono a conoscenza diretta, nella valutazione dei rischi esistenti.
Possiamo verificare con certezza che “gli incidenti” avvengono in stragrande maggioranza a causa dei carichi di lavoro aumentati, della mancanza di organici, a causa degli straordinari, soprattutto tra i lavoratori precari, tra i dipendenti delle ditte in appalto e subappalto e false cooperative.

In Italia ci sono centinaia di forme di lavoro precari in base alla “Legge Biagi” del 2003 ed inoltre è stato anche cancellato l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, questa è una mortale stortura.
Le imprese, di fatto, giustificano l’aumento continuo degli infortuni perchè legato al loro modello di sviluppo distorto con al centro l’obbiettivo, dicono, necessità per essere più competitivi nella globalizzazione sui mercati mondiali, In verità, i datori di lavoro pensano solo di fare nell’immediato più profitti, garantiti dalla più alta produttività in Europa dei lavoratori italiani.

Pare elementare, intervenire sindacalmente su questa stortura – che oltre a tenere i salari più bassi d’Europa provoca una media di tre morti al giorno, migliaia di infortuni e un grande numero, difficilmente quantificabile non essendoci più un sistema di monitoraggio – e ripartire dalla contrattazione di lotta e non quella concertativa dove la spunta sempre l’impresa, dell’organizzazione del lavoro, dei carichi e degli orari di lavoro, degli investimenti da effettuare, del come e del per cosa si lavora…. oggi la risposta ovvia della follia governo e delle imprese è: per gli armamenti”.

Se non si entra in una dimensione di lotta, anche l’ipotetico aumento degli Ispettori del Lavoro servirà a poco, o niente, perchè la sudditanza alla distorta logica d’impresa li neutralizzerà.

Non sarà che anche i grossi sindacati hanno bisogno di rileggere l’art. 32 della Costituzione “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività… mentre l’art. 41 sostiene che l’iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.”

Franco Cilenti

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