PIENO SOSTEGNO ALLO SCIOPERO INDETTO DAL SINDACATO ALLCA-CUB ALLA ILIP di Bazzano (Bologna) PER IL17.7.2026
I mutamenti climatici non li abbiamo causati noi lavoratori, perché dovremmo pagarne noi le conseguenze rimettendoci la salute ?
Lavoratori e lavoratrici hanno il diritto di prestare la loro attività in un ambiente salubre; si contratta un salario (che deve essere dignitoso anche secondo i dettami della Costituzione repubblicana) in cambio della forza lavoro e non in cambio né della salute psicofisica né del tempo di cui invece il padrone crede di poter disporre; appare sempre più evidente la necessità di una lettura “di classe” del fenomeno dei mutamenti climatici e delle loro conseguenze; gli economisti “seri” cioè obiettivi hanno preso atto da molto tempo che a causa dei mutamenti climatici il PIL inevitabilmente cala; ma i padroni fanno finta di non capirlo e cercano in tutti i modi con ricatti e forzature di mantenere gli stessi standards produttivi “spremendo il limone” cioè sfruttando noi lavoratori;
LA VERITA’ E’ CHE CON LE ALTE TEMPRATURE C’E’ UNA UNICA SOLUZIONE: RIDUZIONE DI ORARIO DI LAVORO SENZA RIDUZIONE DI SALARIO A MENO CHE:
- Gli ambienti vengano adeguatamente climatizzati : in particolare i reparti della ILIP nei quali c’è produzione “endogena” di calore (reparto estrusione vaschette e altri) che va a sommarsi al calore ambientale esterno
- Solo dove la climatizzazione non fosse tecnologicamente fattibile (non per valutazione unilaterale del padrone ma per
valutazione unanime e condivisa) : riduzione di orario e introduzione di pause congrue - Le pause devono essere adeguate: proponiamo alla attenzione dei lavoratori le tabelle NIOSH (perché i lavoratori
esprimano su queste il loro parere); le tabelle NIOSH (ente pubblico che studia i fattori di sicurezza lavorativa) sono
proposte pause di durata ed entità differente in relazione alla temperatura e alla umidità relativa; pause adeguate
equivalgono sostanzialmente alla riduzione di orario a parità di salario anche se non cambia la durata del turno di lavoro.
In molti hanno “scoperto l’acqua calda” sostenendo che le ordinanze dei presidenti delle regioni non sono sufficienti; bisogna chiarire: le ordinanze delle regioni , comunque contradditorie e lacunose, hanno il significato di una “protesi” proposta dalle istituzioni a una classe di datori di lavoro irresponsabile orientata all’omicidio sul lavoro pur di spremere profitti; quello che le regioni “suggeriscono” sono semplicemente un surrogato di alcuni dei doveri di cui i padroni evidentemente fingono di non essere consapevoli; si è detto : “le ordinanze non citano i lavori al chiuso”; ma i lavori al chiuso, così quelli all’aperto devono essere monitorati da un DVR (documento di valutazione del rischio) redatto “seriamente” e realisticamente, quando invece moltissimi DDVVRR sono superficiali e sottostimano il rischio ( o per dolo o per incompetenza); lo vediamo tutti i giorni; lo abbiamo visto qualche giorno fa nell’incendio alla BRT che ha coinvolto il quartiere Bovisa a Milano: davvero “nessuno sapeva niente” del grave rischio incendio delle batterie al litio ? E’ in corso una indagine della Prodocura della repubblica che seguiremo con attenzione, aa
sono tanti anni che è acquisita la consapevolezza dei rischi per danneggiamento o per alte temperature.
Assieme alle MISURE DI PREVENZIONE PRIMARIA (CLIMATIZZAZIONE, RIDUZIONE DI ORARIO A PARITA’ DI SALARIO) occorre
adottare le necessarie misure di prevenzione secondaria: - Aree di ristoro ovviamente climatizzate
- Disponibilità di acqua fresca e di sali minerali in caso di abbondante sudorazione
- Monitoraggio preventivo da parte del medico aziendale a favore di lavoratori che dovessero presentare particolari
vulnerabilità (questo monitoraggio va garantito entro aprile-maggio e/o può essere richiesto dal singolo lavoratore ai sensi dell’art.41 del decreto 81/2008); non si tratta di delegare al medico che resta comunque “medico di fiducia del datore i
lavoro” ma di chiedere un parere comunque appellabile al servizio di vigilanza (Uopsal-Ausl) - Ogni lugo di lavoro deve: 1) essere cardioprotetto con presenza di defibrillatore 2) deve vedere la presenza DI DUE
LAVORATORI PER TURNO ESPERTI E FORMATI IN MATERIA DI PRIMO SOCCORSO
La prevenzione necessita di essere predisposta e programmata “il giorno prima”; non bisogna “ridursi” ad intervenire “il giorno dopo” come succede in Italia, e in tutto il mondo, da decenni con lo stillicidio quotidiano di morti sul lavoro accompagnato anche da stragi periodiche (solo nelle ultime settimane due stragi: una in una fabbrica di fuochi di artificio ed una in una fabbrica di prodotti esplodenti).
Pieno sostegno pure alla “critica” che il sindacato ALLCA fa al turno di notte: si tratta di lavoro nocivo, classificato dalla IARC come lavoro a rischio cancerogeno (2 A, significa non cancerogeno certo ma probabile cancerogeno), che oltre a poter compromettere
lo stato di salute psicofisica entra in sinergia negativa con tutti gli altri rischi di fabbrica.
DUNQUE PIENO SOSTEGNO E UN AUSPICIO DI OTTIMA RIUSCITA DELLO SCIOPERO
La salute psicofisica di lavoratori e lavoratrici NON E’ IN VENDITA .

Vito Totire, medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 40122 Bologna 333.4147329
Bazzano-Bologna, 16.7.2026









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