Riders: basta con lo schiavismo, anche nelle forme più subdole

Sciopero di protesta per la morte di un lavoratore addetto alla consegna di cibo; prendiamo atto
della adesione alla iniziativa di molti soggetti ma, tra questi (non lo diciamo certo per fare
polemiche) ce ne sono diversi che si esprimono sulla questione “il giorno dopo”;

Sebastian Galassi, 26 anni , è morto a Firenze alle 21.30 del primo ottobre 2022 nel corso del
tragitto di lavoro; l’evento non deve “passare” come un “infortunio in itinere” risarcito con
criteri da elemosina; né il problema principale è quello “economico”;

“infortunio” è parola che già dal 26 maggio 2022 (atto di fondazione della RETE NAZIONALE
LAVORO SICURO) abbiamo proposto di abbandonare; in altri momenti affronteremo in maniera
approfondita la questione strettamente linguistica; ma qui diciamo che infortunio significa
mancanza di fortuna mentre la morte di Sebastian è tutt’altro ed è strettamente connessa e
dunque effetto di una organizzazione del lavoro costrittiva e schiavistica che non tiene conto dei
veri rischi, dei carichi di lavoro, della stanchezza, della fatica, dei ritmi fisiologici, in breve, non
tiene conto del “fattore umano”;

da sempre diciamo che la strada maestra è la prevenzione

dunque questo lavoratore non è morto per un incidente fortuito ; la sua morte è la conseguenza
della diffusione di attività lavorative ad altissimo tasso di costrittività che assomigliano più allo
schiavismo che ai contratti leali e dignitosi siglati tra lavoratori e padroni che hanno
contraddistinto le relazioni sociali nel corso del ventesimo secolo (almeno in alcune parti del
pianeta e non in maniera proprio continuativa);

il lavoro a cottimo è sempre stato vissuto dalla classe operaia come una forma di schiavismo
dissimulata (ma poco dissimulata in verità) che rovina , con metodo ricattatorio,la salute
psicofisica del “prestatore d’opera” il quale , appunto , contratta una mercede per il lavoro
prestato e non intende affatto mettere in vendita la sua salute e la sua stessa vita e
sicurezza;tanto più la costrittività e il ricatto stanno pesando oggi che i LAVORATORI SONO
MASSACRATI DAGLI EXTRAPROFITTI DEI FORNITORI DI ENERGIA E ACQUA “POTABILE” ;

LA ATTUALE SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA E’ DUNQUE FORIERA DI NUOVI LUTTI E NUOVE
STRAGI DI LAVORATORI E PROLETARI:

questo i padroni e una parte maggioritaria dei “decisori politici” fanno finta di non capirlo ;
chi negli ultimi decenni ha avallato la deregulation del mercato e l’erosione dei diritti dei
lavoratori, il giorno dei funerali, farebbe bene a tacere e il giorno successivo farebbe bene a fare
autocritica pubblica e sincera.
Viva lo sciopero del 5 ottobre 2022

Basta con lo schiavismo
La salute psicofisica, la vita e la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici non sono in vendita.

Vito Totire

Portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO
vitototire@gmail.com
Bologna, 4.10.2022

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