Roma. L’intervento di Marco Papacci, Presidente dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, alla manifestazione nazionale per Cuba
Il suo intervento alla manifestazione nazionale.
Compagne e compagni, amiche e amici di Cuba,
siamo qui oggi, in questa piazza di Resistenza, della Resistenza romana contro il Nazifascismo, per far sentire la nostra voce fin dall’altra parte dell’Oceano.
Siamo qui per dire una verità che il mondo non può ignorare: CUBA E’ SOTTO ATTACCO, MA CUBA VIVE, CUBA RESISTE E QUESTA PIAZZA E’ CON LEI, E’ CON IL POPOLO CUBANO E’ CON LA SUA RIVOLUZIONE.
Da oltre 60 anni- sessant’anni di dignità orgogliosamente difesa- l’isola subisce il più lungo e spietato assedio della storia moderna. Non è un semplice “embargo”, come vorrebbero farci credere le cronache edulcorate. E’ un BLOCCO. E’ un atto di guerra economica che mira a soffocare un intero popolo per il solo “crimine” di aver scelto di essere padrona del proprio destino.
È fondamentale fare chiarezza terminologica per comprendere l’eroismo di questo popolo. Spesso si usa il termine “embargo”, che suggerisce una limitazione commerciale bilaterale. La realtà è quella del Bloqueo (Blocco): una misura asfissiante e unilaterale che punta a strangolare l’economia di un intero Paese, ostacolando persino l’acquisto di medicinali e tecnologie vitali. Nonostante questo assedio che dura da decenni, Cuba non ha mai chiuso le sue porte al mondo
Oggi, nel 2026, la morsa si è fatta ancora più stretta. Abbiamo visto i tentativi di privare l’isola dell’energia elettrica, di bloccare i rifornimenti di carburante, di colpire con dazi e sanzionare chiunque osi commerciare con La Habana. E’ la logica del dominio che cerca di trasformare le difficoltà materiali in disperazione politica. Ma chi pensa che il popolo cubano si piegherà, per mancanza di petrolio o di pane, non ha capito nulla della storia.
Come dicevano i padri della Rivoluzione: “ I DIRITTI NON SI CHIEDONO, SI CONQUISTANO”. E Cuba ha conquistato il diritto alla salute universale, all’istruzione gratuita e alla solidarietà internazionale, portando i suoi medici dove nessuno voleva, persino qui da noi, in Italia, nei momenti più bui. Salutiamo con un applauso i medici cubani che sono in Calabria, per aiutare quella Regione.
Non si può parlare dell’anima di Cuba senza citare la ELAM (Escuela Latinoamericana de Medicina). È forse il più alto monumento vivente alla solidarietà internazionale: una fucina di speranza dove migliaia di giovani, provenienti dai contesti più poveri dell’America Latina e persino dalle comunità emarginate degli Stati Uniti, studiano per diventare medici. Cuba non esporta armi, ma camici bianchi, formando professionisti che tornano nelle loro terre per servire chi non ha nulla.
Mentre il mondo guarda altrove, la solidarietà cubana si sporca le mani nel fango. Ricordiamoci della presenza costante dei medici cubani in Haiti: sono lì da anni, in prima linea contro il colera e le devastazioni naturali, operando in luoghi dove nessun’altra organizzazione vuole andare per paura o mancanza di profitto.
Questa dedizione non conosce ideologie, ma solo umanità. Non dimentichiamo il gesto di Fidel Castro quando, nel 2005, l’uragano Katrina mise in ginocchio la Louisiana. Nonostante le ostilità politiche, Fidel offrì immediatamente l’invio di oltre 1.500 medici della brigata “Henry Reeve” per aiutare il popolo statunitense. Quell’offerta fu rifiutata dal governo di Washington, ma resta nella storia come la prova che, per Cuba, la vita umana viene prima di ogni confine.
Oggi la solidarietà non è un atto di carità, E’ un dovere politico. E’ la risposta dei popoli alla prepotenza degli imperi. Quando raccogliamo fondi per l’energia, per acquistare pannelli solari e fotovoltaici, quando inviamo medicinali, quando acquistiamo i pacemaker che Cuba non può comprare a causa del Blocco, quando sfidiamo le sanzioni, non stiamo solo aiutando un’isola: stiamo difendendo l’idea stessa che un mondo diverso è possibile.
Ma c’è un punto fondamentale che dobbiamo portarci a casa da questa piazza: l’importanza della nostra unità. Il nemico conta sulla nostra frammentazione. Conta sul fatto che ci stanchiamo, che ci dividiamo per piccoli contrasti. Invece, oggi più che mai, il movimento di solidarietà deve essere un blocco unico, compatto, trasversale.
Grazie a Cuba per il miracolo odierno, che ha riunito il vasto arcipelago della nostra Sinistra sotto il concetto di giustizia sociale e libertà.
Sindacati, associazioni, partiti, movimenti giovanili e singoli cittadini: siamo un’unica grande marea.
La nostra forza è la capacità di superare le differenze per un obiettivo superiore: la fine del Blocco e la rimozione di Cuba dalla lista dei paesi patrocinatori del terrorismo, una menzogna inventata dagli Stati Uniti per isolare ancora di più l’isola.
Non permetteremo che il 2026 sia l’anno del “crollo” sognato dai falchi di Washington e dalla mafia cubano americana di Miami. Sarà l’anno in cui la solidarietà internazionale diventerà uno scudo invalicabile.
Nel centenario della nascita di Fidel Castro, questa piazza solidale è un tributo alla sua memoria.
La dedichiamo a colui che ha forgiato un’isola simbolo di dignità e sovranità, dimostrando al mondo che il rispetto non si negozia, che i principi non si negoziano.
Gridiamolo forte, affinché questa voce arrivi fino alle coste cubane, a La Habana, alla rebelde y ospitaliara Santiago de Cuba.
Cuba no està sola – No màs Bloqueo! – Hasta la victoria Siempre! – Patria o Muerte venceremos!
Quì le foto della manifestazione
Quì le foto della manifestazione
11/4/2026 https://italiacuba.it/










Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!