SALUTE SICUREZZA SUL LAVORO, DOCUMENTO DI MEDICINA DEMOCRATICA
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SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
L’Italia che negli anni 70 del 900 vide grandi lotte per la Salute e Sicurezza dei lavoratori dalle quali nacque tra
l’altro da un lato il Sindacato dei Consigli e dall’altro Medicina Democratica (sulla storia di quegli anni rimando
ad articoli apparsi sulla Rivista e agli scritti storici di Giulio Maccacaro, Luigi Mara ed altri che hanno avuto un
ruolo centrale) oggi vede una grande difficoltà a ripartire con un ciclo di lotte durature nel tempo. La
mancanza di una vera attuazione della normativa italiana ed europea su Salute e Sicurezza sul Lavoro da parte
dei datori di lavoro, che antepongono quasi sempre il profitto all’attuazione di misure efficaci di prevenzione
hanno provocato negli ultimi 30-40 anni omicidi lavorativi singoli e plurimi e stragi come quelle del Moby
Prince (1991) di Viareggio (2009) e Genova (Ponte Morandi-2018) che hanno visto coinvolti lavoratori e
cittadini. Va reso merito a questo proposito a lotte di lavoratori a cittadini che si sono battuti e si battono
tuttora per la Verità e la Giustizia oltre che per l’attuazione di misure di prevenzione che evitino il ripetersi di
eventi avversi: il Coordinamento 12 ottobre per la salute e la sicurezza, contro la repressione, nei luoghi di
lavoro porta avanti un duro lavoro di lotte contro la repressione nei confronti di lavoratori che rifiutano, in
particolare nelle ferrovie, di eseguire lavori ad alto rischio senza le necessarie misure preventive e nello stesso
tempo di riunificazione di più soggetti sindacali che lottano per un’organizzazione ergonomica del lavoro. Nel
Coordinamento sono attivi anche familiari delle vittime di Lavoro e delle stragi come quelli della Strage di
Viareggio, Thissen Krupp, Torre Piloti di Genova, Brandizzo, Crevalcore, Moby Prince.
Tra i lavoratori in lotta ovviamente non si possono non citare quelli della ex GKN che rappresenta oggi la realtà
più all’avanguardia dell’intero territorio nazionale ( ed europeo). La lotta iniziata con la chiusura dell’azienda
(un indotto FIAT di proprietà del Fondo inglese Melrose) il 9 luglio 2021, immediatamente occupata dai
lavoratori, da allora in presidio permanente, sta arrivando ormai all’unico sbocco possibile: il recupero e
l’autogestione dell’azienda, con la costituzione di una cooperativa, la GFF grazie ad un Consorzio Pubblico
coordinato dalla Regione Toscana (il Consorzio è nato per l’azione dei lavoratori sugli Enti Pubblici) e a soggetti
del Privato Sociale come Banca Popolare Etica.
Il Collettivo della GKN ha in qualche modo ereditato, adattandolo alla situazione data, il modo di operare che
negli anni 70 del 900 ebbero i Consigli di Fabbrica. E’ proprio questo “ritorno al futuro”, ai Consigli di Fabbrica,
Aziendali o del Lavoro (ogni realtà produttiva si darà il nome più opportuno), che forse potrebbe essere lo
snodo per un riequilibrio di poteri nei luoghi di lavoro, ritornando ad un sano conflitto di classe.
Le realtà che abbiamo citato (Comitato 12 ottobre, Collettivo di Fabbrica ex GKN rappresentano il punto più
alto delle lotte contro quell’organizzazione capitalistica del lavoro che non solo provoca un diffuso disagio e
stress lavorativo, ma molto spesso anche malattie e morte: orari di lavoro estremamente protratti , in barba
alla Direttiva Europea e alla Normativa nazionale (Dlgs 66/03), ritmi di lavoro assurdamente intensi che nel
caso di alcune categorie di lavoratori come i riders vengono stabiliti tramite algoritmi, costruiti solo per
aumentare le produttività, senza tener conto della salute e sicurezza delle persone : secondo i principi
dell’Ergonomia è il lavoro che va adattato all’uomo e non viceversa; e ancora supersfruttamento con paghe
orarie talmente basse, da ledere la dignità dei lavoratori, come pure le iniziative di repressione nei confronti
dei lavoratori/lavoratrici che si ribellano alla insicurezza e/o a condizioni di lavoro indegne. A questo proposito
è clamoroso il caso dei lavoratori riders Glovo e di altre piattaforme, prevalentemente immigrati, sottoposti a
supersfruttamento, che ha visto in questi giorni l’intervento della Magistratura.
Come è prassi per Medicina Democratica abbiamo provato ad elencare delle proposte sulle quali è
ovviamente necessario un confronto con lavoratori, Comitati, Associazioni, OO.SS. confederali (CGIL e UIL) e
i Sindacati di base (dalla CUB, al SUDD COBAS, la USB, lo SLAI COBAS etc).
Circa il coinvolgimento dei decisori politici andrà valutato caso per caso all’interno di uno schieramento
ampio.
Abbiamo suddiviso le proposte in 5 gruppi e ovviamente tutte le proposte sono emendabili e perfettibili prima
dell’approvazione definitiva
- Proposte normative per il recupero della dignità del lavoro, per la democrazia nei luoghi di lavoro
e per la demercificazione del lavoro: – Misure contro il lavoro nero, contro il lavoro precario e neo-schiavistico, tra cui il salario minimo normato
per legge, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, l’adozione da parte delle aziende di
un’organizzazione del lavoro che produca benessere e salute con ritmi di lavoro adattati alle possibilità di
ciascun lavoratore secondo i princìpi basilari dell’Ergonomia. Si ridurrebbero in questo modo infortuni,
malattie professionali e anche il disagio lavorativo. – Un Nuovo Statuto dei Lavoratori che preveda sia il miglioramento di alcune parti dell’attuale Legge 300/70
a cominciare dalla reintroduzione dell’art 18 sia l’introduzione di una parte sulla Democrazia nei luoghi di
lavoro consistente nel ritorno ai Consigli di Fabbrica o del Lavoro eletti direttamente dai lavoratori e con diritto
di revoca e con funzioni non meramente sindacali come le attuali RSU, ma anche gestionali. In questo modo
le decisioni strategiche aziendali non potrebbero essere prese all’insaputa dei Consigli, ma dovrebbero
passare da una doppia maggioranza: CdA e CdF/Cdl. Si tornerebbe così a un sano Conflitto di Classe che, in
meglio rispetto al passato, vedrebbe la possibilità di esercitare il diritto di veto da parte dei lavoratori
(Proposta scaturita dalle riflessioni che hanno coinvolto Medicina Democratica e la Rete Democratizing Work
Italia). - Proposte che vadano a migliorare l’attuale precaria situazione della Prevenzione, Salute e Sicurezza
dei lavoratori
- Rinforzare sia dal punto di vista quantitativo (assumere nuovi operatori) che qualitativo (formarli
adeguatamente su tutti i fattori di rischio lavorativo) i Servizi di Prevenzione per la Salute e Sicurezza
sul Lavoro delle Aziende Unità Sanitarie Locali, prevedendo nella pianta organica anche operatori
(psicologi del lavoro) esperti di organizzazione del lavoro. Anche l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e
gli Ispettorati territoriali del Lavoro dovranno essere adeguatamente rinforzati con l’assunzione di un
congruo numero di ispettori adeguatamente preparati. Gli operatori di tutti gli Enti impegnati
dovranno coordinarsi sia sui momenti di inchieste per la Procura sia nella Programmazione annuale. - Attuare modifiche normative migliorative del DLGS 81/08 in particolare su 3 punti:
A) La figura del Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza deve avere pari dignità con gli altri attori della
Prevenzione Aziendale. In particolare, l’RLS deve essere coinvolto con l’RSPP, il Medico competente e lo
Psicologo competente (nuova figura di consulente dell’azienda che andrà introdotta con decreto ad hoc) dalla
fase iniziale della valutazione dei rischi e delle altre attribuzioni dell’articolo 50, in cui si parla di
“consultazione”. L’RLS dovrà rappresentare ogni gruppo omogeneo di lavoratori, per cui dovrà essercene uno
per ogni gruppo.
Occorre eleminare dall’articolo 18, comma 1, lettera o) (possibilità per il RLS di ricevere copia del DVR) la frase
“il documento è consultato esclusivamente in azienda”, permettendo al RLS di analizzare il DVR, specie nelle
parti più tecniche, con persone competenti all’interno di organizzazioni (sindacati confederali e di base,
organizzazioni politiche, partitiche e non, di opposizione, associazioni) che promuovono il diritto alla salute e
sicurezza sul lavoro. - B) Nel D.Lgs. 81/08 dovrà essere introdotta l’area del rischio organizzativo del lavoro che è spesso
causa/concausa nell’accadimento degli infortuni e delle malattie professionali: lo stress lavoro
correlato, le molestie, la violenza di genere e in generale psicologica devono trovare adeguata
valutazione del rischio. Laddove si evidenziano rischi andrà attivata la sorveglianza sanitaria e
dovranno essere attuate misure correttive per perseguire la prevenzione dei rischi rilevati
Creare, sulla scorta di quanto avviene con il Medico Competente, un albo ufficiale degli RSPP/ASPP che
devono dimostrare, non solo mediante livello di titoli di studio e formazione specifica, anche un’adeguata
esperienza dovuta a un periodo di apprendistato.
Specificare che l’adempimento all’articolo 37 del D.Lgs. 81/08 (formazione) debba avvenire “in presenza”
oppure, se on line, solo tramite Formazione A Distanza (FAD) in modalità sincrona, cioè mediante un
confronto in tempo reale (anche se a distanza) tra i discenti e il docente e non semplicemente tramite una
successione di slides con commento preregistrato. Il requisito che la FAD sia erogata solo in modalità sincrona
è chiaramente specificato nei vari Accordi Stato Regioni relativi alle modalità di formazione.
Specificare che tutte le attività formative “pratiche” (addetti primo soccorso, antincendio DAE, utilizzo di
attrezzature “pericolose”) siano svolte esclusivamente “in presenza”.
Anche il lato dei formatori e dei docenti è ancora lacunoso, anche nel più recente Accordo Stato Regioni, di
strumenti per inibire e/o fermare l’azione di soggetti formatori e docenti che, pur non possedendo le
corrispondenti qualifiche, mettono a disposizione corsi o, più semplicemente, forniscono attestati senza alcun
valore sostanziale. I soggetti che concorrono alla formazione dei lavoratori devono pertanto essere inclusi
nelle forme di accreditamento previste nell’ambito delle attività di istruzione e inseriti in albi
nazionali/regionali con le verifiche preliminari necessari per garantire qualificazione e controlli. Fermare le
modalità di alternanza scuola-lavoro praticamente senza controlli in merito alla sicurezza rispetto alle attività
caricate su minori e praticamente “in deroga” alle normative di tutela di questi ultimi, la soluzione non è
estendere obblighi assicurativi, è non mandare al macello dei ragazzi.
C) Abolire la riforma del Codice degli appalti che prevedeva il divieto dell’appalto integrato, voluta da Salvini.
Infatti a partire dal 1° luglio 2023, la stazione appaltante può affidare allo stesso operatore economico sia la
progettazione esecutiva che l’esecuzione dei lavori. Si è andati così ad abolire una norma che prevedeva un
miglior controllo sullo svolgimento dei lavori in sicurezza; abolire inoltre ( sono stati ripristinati proprio con il
Nuovo Codice degli appalti) i subappalti a cascata che creano situazioni di grave pericolo per i lavoratori che
spesso vengono assunti in maniera irregolare e/o senza alcuna formazione specifica ( lo dimostra quanto è in
corso di accertamento da parte della Magistratura, relativamente alla Strage di Firenze del 16 febbraio u.s.
con 5 lavoratori uccisi.
D) Rifondare l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni Lavoro (INAIL) a cominciare dal nome, dando pari
dignità anche alle malattie professionali. Andrà delimitato il ruolo di INAIL alla funzione di ente assicuratore
erogatore di prestazioni diagnostiche e di prestazioni di riabilitazione: mentre il riconoscimento delle malattie
professionali deve essere compito delle ASL/ATS (come stabilito a suo tempo dalla L 833/1978), l’Ente deve
registrare tutti gli infortuni sul lavoro anche quando al di fuori di tutele assicurative, rivedere le limitazioni
prestazionali per i “sopravvissuti” estendendo queste figure nel caso di lavoratori/lavoratrici senza legami
riconosciuti e/o senza figli, l’attivo dell’Ente non deve essere utilizzato per finanziare le aziende a fondo
perduto affinché garantiscano gli obblighi di legge che sono comunque tenute a rispettare; il ruolo del
sindacato nel consiglio di amministrazione dell’ente deve essere concretamente indirizzato alla tutela e
all’ampliamento dei diritti dei lavoratori/lavoratrici e dei famigliari delle vittime.
E) Nel nuovo Statuto dei Lavoratori dovrà essere abrogato l’attuale art 5 sull’idoneità generica al lavoro e
inserito un articolo per cui i lavoratori invalidi sul lavoro (per infortuni e malattie professionali) e invalidi civili
per patologie gravi, tra cui tumori e altre patologie degenerative potranno usufruire di alcune facilitazioni tra
cui, previo parere di una Commissione Medico-Legale situata presso l’AUSL di riferimento, di un orario di
lavoro a part time.
- Proposte per il miglioramento dell’azione della Giustizia Penale e Civile sulle questioni di Salute e
Sicurezza del Lavoro, Infortuni e Malattie Professionali – Introduzione del reato di omicidio lavorativo non come semplice aggravante ma come una fattispecie
specifica dell’art. 589 del codice penale (introducendo l’articolo 589 quater) riconoscendo a questo omicidio
di carattere “colposo” il “dolo eventuale” difficilmente riconosciuto dai magistrati anche nei casi più gravi e in
cui palesemente il responsabile ha messo in conto con la sua azione rischi elevati per i lavoratori. L’unica
aggravante che in alcuni casi viene contestata è quella di COLPA COSCIENTE (Thyssen Krupp). – L’istituzione della Procura Unica Nazionale o comunque di un Centro Nazionale di Coordinamento dei Pool
dei Magistrati competenti appositamente distaccati distrettualmente in ogni Procura della Repubblica per gli
infortuni e le malattie professionali MORTALI, GRAVI E GRAVISSIMI/E. Esclusione del rito abbreviato e del
patteggiamento nei casi di infortuni mortali sul lavoro o malattie professionali mortali.
- Condizionamento della sospensione della pena per i responsabili di eventi mortali o gravissimi
all’avvenuto effettivo risarcimento ai familiari da parte del colpevole riconosciuto in sentenza penale. - Ripristino del blocco della prescrizione (Legge Bonafede) al primo grado di giudizio per le lesioni gravi
e gravissime dovute ad infortuni sul lavoro o a malattie professionali - Modifica dell’art.24 della Costituzione prevedendo che nel Processo Penale i diritti delle vittime
debbano essere parificati a quelli della persona accusata di un reato: La riforma è già passata al Senato
e attende di essere approvata dalla Camera. Dovrà tornare nuovamente al Sento e alla Camera per
l’approvazione definitiva - Scelta dei Periti delle cause penali e dei CTU delle cause civili tra quelli più qualificati sulle questioni
inerenti le problematiche di Salute e Sicurezza del lavoro. - Intervento sul CPP (Codice di Procedura Penale) per recuperare il mutato quadro definito dalla
riforma Cartabia (art. 573, comma 1-bis, introdotto dall’art. 33 del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150)
secondo il quale ai fini dell’ammissibilità della costituzione di parte civile, non sarà più sufficiente fare
riferimento all’avvenuta commissione di un reato bensì sarà necessario richiamare le ragioni in forza
delle quali si pretende che dal reato siano scaturite conseguenze pregiudizievoli nonché il titolo che
legittima a far valere la pretesa.
- Proposte di carattere risarcitorio per i Familiari delle Vittime del Lavoro:
- Creazione di un Fondo Nazionale per le vittime di infortuni sul lavoro sulla falsariga di quanto previsto
per le vittime da amianto; tale fondo dovrà essere aggiuntivo alle erogazioni già in essere da parte
INAIL. Nell’attesa chiedere a tutte le Regioni di istituire lo stesso fondo regionale come la Toscana
(almeno 7000 Euro una tantum). Richiesta agli enti preposti statali che avvenga una almeno parziale
equiparazione tra familiari delle vittime di infortuni sul lavoro e quelli delle altre vittime di causa
violenta, tra cui terrorismo, mafia, e caduti in servizio di pubblica utilità. - Tutte le Regioni dovranno istituire l’erogazione di un Fondo Una Tantum per i familiari delle vittime
del Lavoro; l’entità potrebbe essere di almeno 7000 euro (come ha fatto la Regione Toscana) - I figli delle vittime del lavoro ricevono attualmente borse di studio insufficienti e per un periodo breve
che si chiude con la laurea; Per chi non si laurea le borse si fermano al Diploma. Sarà necessario
fornire ai figli borse di studio più adeguate a entità e durata. - L’istituzione di un fondo di garanzia per l’assistenza da parte dello Stato dei familiari delle vittime da
lavoro (GRATUITO PATROCINIO); prevedere permessi lavorativi ad hoc durante le udienze dei processi. - I Familiari delle vittime non vengono attualmente adeguatamente assistiti dagli Enti preposti nelle
problematiche di Disturbo Post Traumatico da Stress conseguente ad una sciagura, nel caso degli
infortuni mortali, inaspettata per cui trovano GRAVI DIFFICOLTA’ AD ELABORARE IL LORO LUTTO. Va
messo a disposizione dei familiari almeno un operatore del Dipartimento di Salute Mentale che operi
in qualità di terapeuta e che aiuti i familiari contribuendo alla lunga fase di elaborazione del lutto,
come si fa già per i sopravvissuti a calamità naturali.
- Sensibilizzazione e crescita culturale sui temi della salute e sicurezza sul lavoro
Ciò in parte viene già fatto, ma in maniera poco coordinata tra le varie associazioni.
Occorre creare occasioni di lotta condivisa tra le varie associazioni anche in termini di iniziative pratiche sul
territorio (manifestazioni, presìdi) per aumentare la “massa critica” di tali eventi.
Diffondere tale cultura con interventi mirati e strutturati all’interno delle scuole (anche per quanto riguarda
l’alternanza scuola-lavoro).
Utilizzare e organizzare manifestazioni di vario tipo (tornei di calcio, concerti, ecc.) che abbiano comunque un
riferimento diretto alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
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