Sanità: Deambrogio (PRC), “Intramoenia infermieristica scelta sciagurata. Lega e PD uniti nel demolire il carattere pubblico e universale del servizio sanitario”
“La proposta della Lega in Piemonte, a firma dell’ ex assessore Icardi, sull’introduzione dell’intramoenia infermieristica, incredibilmente ripresa e sostenuta con favore anche dal PD in Valle d’Aosta, rappresenta l’ennesimo colpo di grazia al Servizio Sanitario Nazionale e un insulto al principio costituzionale della salute come diritto universale”.
Lo dichiara in una nota Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese di Rifondazione Comunista (PRC), stroncando duramente il progetto di estensione della libera professione intramuraria al personale infermieristico.
“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile e a una vera e propria sanità a due velocità. Il rischio concreto è che la percezione stessa del paziente venga svilita, trasformandolo in un mero ‘cliente’. Con questa misura si legalizza la diseguaglianza nell’accesso alle cure: l’assistenza pubblica subirà inevitabili rallentamenti e i cittadini avranno l’amara scelta di pagare di tasca propria per ricevere in tempi brevi prestazioni infermieristiche essenziali – come medicazioni complesse, terapie domiciliari o la gestione dei cateteri PICC – oppure rassegnarsi a liste d’attesa infinite.
Chi ha i soldi si curerà, chi non li ha sarà abbandonato a se stesso”.”È ridicolo e ipocrita pensare di risolvere i problemi strutturali della sanità spremendo ulteriormente un personale già stremato. L’Italia soffre di una gravissima carenza di organico infermieristico rispetto alla media europea. Permettere la libera professione oltre l’orario istituzionale significa sottrarre energie preziose al sistema pubblico, usurando una categoria già gravata da turni massacranti. L’intramoenia viene usata dalle aziende sanitarie come un cinico strumento ‘tappa-buchi’ per non assumere e per sopperire a carenze strutturali di organico, scaricando il peso sui lavoratori e sulle tasche dei cittadini”.
“Rifondazione Comunista si unisce alle storiche critiche bioetiche e sanitarie di autorevoli scienziati che da sempre considerano la libera professione negli ospedali pubblici un’iniquità che mina alla radice l’universalità del SSN. Estendere questo modello eticamente scorretto anche agli infermieri è una scelta profondamente ingiusta. Senza contare che, dal punto di vista pratico, si tratta di uno specchietto per le allodole per gli stessi operatori: le tariffe infermieristiche hanno un valore di mercato basso e, tra tasse e trattenute degli ospedali per l’uso delle strutture, il guadagno effettivo per gli infermieri sarà minimo a fronte di un massiccio aumento delle ore di lavoro”.
“Lega e PD dimostrano di essere le due facce della stessa medaglia neoliberista, uniti nel privatizzare e smantellare il welfare pubblico. Rifondazione Comunista dice un ‘no’ fermo e intransigente a questa deriva commerciale della salute. La soluzione non è l’intramoenia, ma un piano straordinario di assunzioni stabili, l’aumento strutturale degli stipendi e il rifinanziamento della sanità pubblica e gratuita per tutte e tutti. I soldi ci sono, vanno presi a chi ne ha troppi con una tassazione progressiva e tolti alle spese per il riarmo”.

16/9/2026









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