SANITA’, LISTE D’ATTESA: IL NUOVO CUP NON CANCELLA AFFATTO I MALI CRONICI NON RISOLTI IN PIEMONTE

COMUNICATO STAMPA

“L’assessore Riboldi – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale per il Piemonte e la VdA di Rifondazione Comunista – punta tutto sul nuovo sistema CUP (Centro Unico di Prenotazione) per risolvere il problema pesante delle liste d’attesa della sanità Piemontese. E’, ancora una volta, la sua mania riduzionistica a vincere: tutto in mano a un mirabolante sistema nuovo e le liste spariranno! E’ un Riboldi che ha infilato molte gaffe ultimamente a sostenere ciò, basti pensare alle giustificazioni addotte recentemente per giustificare i problemi all’attuale CUP: è del tutto evidente che non può essere stata l’influenza, peraltro in fase declinante, a determinarne le difficoltà”.

“Facciamo davvero fatica a pensare che sia l’intelligenza artificiale a risolvere tutti i problemi. Intanto, come dimostra lo stesso ricorso di una ditta, il percorso verso l’appalto è tutt’altro che facile e le integrazioni con i sistemi locali delle varie aziende pone seri problemi, visto che si parla di entrata a regime fra un anno. Al di là di questo viene da chiedersi se esistano sacche di spreco e possibilità di mobilizzazione di prestazioni che esistono e nessuno consuma. Potrà anche darsi, ma non crediamo ci sia troppo da sperare. Ci sono semmai problemi antichi come ad esempio la difficoltà nel mettere in comune le agende nelle varie aziende; è un problema di potere, riuscirà a risolverlo l’intelligenza artificiale? Dubitiamo. Così come Cirio all’epoca del Covid si affidò alle mirabolanti cure di un nuovo strumento, l’Azienda Zero, per governare le aziende sanitarie con risultati a tutt’oggi quasi inesistenti, oggi Riboldi spera nel miracolo del nuovo CUP”

“Quello che Riboldi non dice è che non è in grado di assicurare, ad esempio, a proposito di liste d’attesa, pratiche di governo della domanda anche tramite la medicina d’elezione, oppure l’ampliamento degli organici del personale, anche perché il suo Governo amico è in grado di togliere i tetti verso la spesa per la sanità privata, ma anche di metterli per il pubblico, per limitarne l’ offerta”.

“A Riboldi, che ha sempre dichiarato di appartenere alla cosiddetta destra sociale, – conclude Deambrogio – dico una semplice cosa: si innamori meno degli strumenti tecnici e guardi a cosa succede sul proprio territorio. Scoprirebbe ad esempio che se un lavoratore, magari non più giovane, si deve operare di cataratta per continuare a lavorare, trova posto nel pubblico ben dopo un anno. Nel privato immediatamente, magari facendo un bel finanziamento per pagarsi l’intervento. L’Assessore trova sopportabile questa vergogna?”

Partito della Rifondazione Comunista

Comitato regionale del Piemonte e della Valle d’Aosta

28 gennaio 2026

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