SANITY CRASH IN PIEMONTE: IL TRIONFO DEL CLASSISMO SULLA PELLE DEI CITTADINI. DEAMBROGIO (PRC): “L’INTRAMOENIA VA ABOLITA, LE PROMESSE DI RIBOLDI SONO CARTA STRACCIA”

COMUNICATO STAMPA

I dati emersi nelle ultime ore sulla gestione delle liste d’attesa fotografano il fallimento totale, strutturale e ormai cronico del sistema sanitario. Siamo di fronte a un vero e proprio “buco nero” – dichiara Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese del PRC – in cui la metà dei cittadini è costretta a pagare di tasca propria o, peggio ancora, a rinunciare del tutto a curarsi. 

Una richiesta su due associata a prenotazione si scontra con il muro di gomma di un servizio pubblico scientificamente smantellato.Mentre l’assessore regionale Federico Riboldi continua a illustrare a ogni piè sospinto mirabolanti prospettive e ricette miracolose, la realtà inchioda la sua narrazione: per esami fondamentali come la diagnostica e l’oncologia i tempi sono infiniti e costringono le persone a essere letteralmente ostaggio dell’intramoenia.

Questo meccanismo non è più un’eccezione, ma una regola perversa: se paghi vieni curato subito, se non hai i soldi aspetti mesi, mettendo a rischio la tua stessa vita. Essere inchiodati all’intramoenia rappresenta il trionfo del classismo più becero. Per questo motivo, l’attività intramoenia va semplicemente abolita: la salute non può e non deve essere un privilegio di censo.Il Governo nazionale e la Giunta regionale non hanno più argomenti per giustificare questo disastro. Siamo di fronte al trionfo programmato del privato, foraggiato dall’assenza totale di investimenti e personale nel settore pubblico. 

A questo scenario già devastante si aggiunge la scure dell’autonomia differenziata, che non farà altro che spaccare ulteriormente il Paese e peggiorare drasticamente la situazione, privando i territori delle risorse minime necessarie.

È una vergogna assoluta che si continuino a dirottare miliardi di euro verso spese militari ignobili, mentre alle persone viene negato il diritto costituzionale alla salute e si risponde con i centralini intasati, l’impossibilità di prenotare e la disperazione di chi ha bisogno di capire come fare fronte ai propri problemi di salute.

Rifondazione Comunista – conclude Deambrogio – continuerà a battersi al fianco dei cittadini e dei lavoratori della sanità per fermare questa deriva e imporre il ritorno a un servizio sanitario che sia davvero pubblico, universale e gratuito.

23/9/2026

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