Scioperare il 30 ottobre per fermare la guerra, il riarmo e il neoliberismo: ricostruiamo il conflitto per difendere il futuro

COMUNICATO STAMPA

Torino, 28 ottobre 2026 – Lo sciopero generale indetto per il prossimo venerdì 30 ottobre non rappresenta soltanto una pur fondamentale giornata di astensione dal lavoro, ma si configura come un appuntamento cruciale all’interno di un percorso più ampio e ambizioso: la costruzione e il radicamento di un grande movimento di massa capace di opporsi strutturalmente alla guerra, all’economia di riarmo e alle devastanti politiche neoliberiste.

A dichiararlo, a nome del Partito della Rifondazione Comunista del Piemonte, è il segretario regionale Alberto Deambrogio.

“Siamo di fronte a un’offensiva senza precedenti contro le classi popolari,” afferma Deambrogio. “Il neoliberismo e le logiche belliciste stanno devastando l’esistenza stessa delle persone, distruggendo il welfare, aggredendo i salari e uccidendo ogni prospettiva di dignità sociale. La scelta dei governi, compreso quello italiano, di sacrificare la spesa sociale, la sanità pubblica e l’istruzione sull’altare delle spese militari e del riarmo bellico è un crimine politico che nega, di fatto, il futuro alle giovani generazioni. Ai nostri giovani non si offre più stabilità o emancipazione, ma precarietà esistenziale e lo spettro dei conflitti armati”.

Per il PRC piemontese, l’appuntamento del 30 ottobre deve servire a rimettere al centro dell’agenda politica e sociale la difesa dei diritti storici dei lavoratori e delle lavoratrici. “Attraverso i dogmi dell’austerità e della deregolamentazione,” prosegue il segretario regionale, “le forze dominanti stanno relegando nel dimenticatoio i diritti civili e sociali che sono stati conquistati in questo Paese con decenni di sacrifici, impegni e durissime lotte sindacali e politiche. Non possiamo accettare che la normalizzazione della guerra vada di pari passo con lo smantellamento dello Statuto dei lavoratori, la strage quotidiana causata dalla mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro e il ricatto della flessibilità”.

“Rifondazione Comunista sostiene pienamente lo sciopero e invita tutte e tutti a incrociare le braccia e a scendere in piazza. È il momento di unire i fronti del dissenso, di collegare le lotte territoriali per l’ambiente e la salute con la mobilitazione contro l’escalation militare mondiale. Costruire un movimento forte, pacifista, internazionalista e anticapitalista è l’unica alternativa reale alla barbarie che ci vogliono imporre”, conclude Deambrogio.

28/10/2026

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