Se il negazionista Trump chiude Mauna Loa: la scienza climatica globale a rischio

Con il bilancio federale 2026, l’amministrazione Trump ha annunciato l’intenzione di tagliare i fondi alla NOAA, l’agenzia federale USA responsabile del monitoraggio climatico. Tra i tagli più gravi c’è la possibile chiusura della stazione di Mauna Loa (Hawaii), attiva dal 1958 e considerata la sentinella mondiale del clima.
È qui che nacque la celebre Curva di Keeling, il primo grafico a mostrare con continuità l’aumento della CO₂ atmosferica, oggi arrivata a sfiorare le 430 ppm, valore mai raggiunto negli ultimi 3 milioni di anni. Un record inquietante, che ha portato a un’accelerazione degli eventi climatici estremi.
Cancellare o interrompere le misurazioni a Mauna Loa significherebbe distruggere una delle serie storiche più cruciali per la scienza del clima, su cui si basano i modelli dell’IPCC e le strategie di adattamento e mitigazione globali.

Si tratta di una decisione ideologica, che prosegue la linea negazionista già perseguita durante la prima presidenza Trump e che si è manifestata con forza anche nel recente intervento dello stesso Trump all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel quale ha confermato la sua linea storica sul clima: negazione, derisione e attacco frontale alle politiche ambientali internazionali.
Nel suo discorso ha criticato duramente il concetto stesso di cambiamento climatico, definendolo uno “strumento ideologico di controllo globale” e mettendo in dubbio la necessità di investire in transizione energetica e riduzione delle emissioni. Un discorso che costituisce un attacco diretto alla scienza climatica e alla cooperazione internazionale necessaria per affrontare una crisi che non conosce confini.
Ma c’è anche un esempio positivo: l’Italia

Nel silenzio mediatico, l’Osservatorio di Monte Cimone, nell’Appennino modenese, è oggi la seconda stazione al mondo per continuità nella misurazione della CO₂ atmosferica, dopo Mauna Loa. Dal 1979, in collaborazione con la NOAA e dal 2018 anche con il CNR-ISAC, monitora costantemente l’evoluzione dei gas serra. Le curve di Mauna Loa e Monte Cimone, riportate nell’articolo, mostrano un andamento perfettamente sovrapponibile, confermando la solidità dei dati.
Perché tutto questo conta
La rete globale di stazioni di monitoraggio (G3W – Global Greenhouse Gas Watch) costituisce l’infrastruttura scientifica essenziale per comprendere e affrontare la crisi climatica, come evidenzia Sandro Fuzzi (CNR-ISAC): “Mantenerla in funzione (la stazione di Mauna Loa ndr) non è solo una scelta scientifica, è un atto di responsabilità civile“. Ogni chiusura, anche temporanea, rappresenta un colpo alla conoscenza e alla possibilità di agire tempestivamente, oltre a fornire alibi a quei governi che cercano di ritardare la transizione ecologica.
In un momento in cui gli impatti del riscaldamento globale sono sotto gli occhi di tutti, indebolire le basi scientifiche su cui poggia la nostra capacità di risposta è un atto gravemente irresponsabile.
8/10/2025 https://ambientenonsolo.com/










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