Secondo anniversario della strage della Toyota di Bologna a Borgo Panigale
Due lavoratori morti : Lorenzo Cubello di 37 anni e Fabio Tosi di 34 anni e 11 feriti
23 ottobre 2026 giornata di ricordo e di lutto per Bologna.
Purtroppo il rischio , anche altissimo e mortale, si annida quasi ovunque; in questi ultimi decenni abbiamo ascoltato giudizi evalutazioni fuorvianti : ad esempio che il rischio mortale si annidasse solo nella impresa piccola e disorganizzata ; tesi infondata che ha sopravvissuto ancora un po’ anche dopo la strage della Tyssenkrupp del 2007 di Torino; la Toyota poi: da sempre questa azienda ha cercato di accreditare la sua immagine come la azienda con una organizzazione perfetta, connotata da un altissimo livello di ergonomia, in definitiva: il MIGLIORE DIE MONDI POSSIBILI; come è noto è sorto il termine di TOYOTISMO proposto come sinonimo di efficienza e perfezione; in verità chi può fare affidamento sulla cultura operaista non ha mai subito il fascino della propaganda nella consapevolezza di non avere a che fare con un modello ergonomico attento al fattore umano ma con un modello che ha come obiettivo, certo la efficienza, ma quella finalizzata alla produttività e non alla salute psicofisica dei lavoratori e delle lavoratrici; rischiamo oggi che questa contraddizione di affermi anche nell’ambito dell’ormai OSANNATO ricorso alla AI (INTELLIGENZA ARTICIALE COSIDDETTA) E CHE LA AI, PURE SOMMARIAMENTE PROPOSTA PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA, SIA UTILIZZATA CON EBN ALTRI FINI , APPUNTO, DI TIPO PRODUTTIVISTICO.
Le indagini penali che riguardano il luttuoso evento stanno andando avanti; da indiscrezioni di stampa risultano già consegnate le conclusioni dei periti incaricati dal tribunale; conclusioni che evidenzierebbero, a monte della catastrofe, numerosi punti deboli nel sistema di riscaldamento; la defaillance ha riguardato dunque non il controllo di un rischio di incidente industriale rilevante ma un rischio qualitativamente non molto diverso da un rischio domestico in un paese in cui, una parte del ceto politico, riinizia non solo a vagheggiare ma a proporre concretamente il cosiddetto “ritorno al nucleare” progetto che è peraltro una contraddizione in termini anche dal punto di vista semantico visto che il nucleare sarebbe in realtà una strada senza ritorno; ma torniamo alla strage del 23 ottobre a Bologna: il mito del toyotismo crolla per uno scaldabagno; la perizia pare focalizzarsi su ben tre punti, quindi su una catena di lacune; non a caso gli avvisi di reato sono numerosi, pare 18 di cui uno sarebbe destinato al responsabile delle “risorse umane”; secondo notizie diffuse dai media
- Sul serbatorio esploso non veniva effettuata la manutenzione dal 2018; i dispositivi di protezione e sicurezza sarebbero stati assenti o non collocati in manera corretta
- Anomalia nei sistemi temici di controllo della temperatura
- Accensione manuale di un interruttore che “non avrebbe dovuto essere azionato”
Ovviamente occorrerà approfondire (ma forse il tema è stato già focalizzato in questa fase preliminare) se si sia verificata una “caduta” nelle strategie di prevenzione favorita, come spesso accade, dalla catena dei subappalti stante, ovviamente, che le responsabilità, benché, in teoria, coinvolgano tutta la “catena”, si “diluiscono” lunga la catena stessa fino al disastroso esito finale.
La strage della Toyota di Bologna ripropone i nodi cruciali della necessaria strategia di prevenzione:
- Intervenire il giorno prima e non il giorno dopo; qualunque persona ragionevole se non succube della pulsione al profitto ad ogni costo, anche al costo della vita umana, si chiede, andando col pensiero ad una altra strage, quella di Calenzano del 6 dicembre 2024: perché il progetto di riconversione del sito industriale verso un impianto di produzione di energia solare E’ PARTITO UN ANNO DOPO LA STRAGE E NON UN ANNO PRIMA ? non erano già evidente condizioni e motivazione che avevano evidenziato un livello di rischio elevatissimo ?
- In Italia OCCORRE CHE CI SIA UNA STRAE OPERAIA PER EVIDENZIARE LA NECESSITA’ DI CAMBIAMENTO?
- Il problema della “manutenzione” è poi un problema ingravescente, storico, cronicizzato; nei primi anni ottanta fece
scalpore la denuncia di LOTTA CONTINUA che aveva intercettato una circolare interna della Montedison che “suggeriva” alle maestranze di “manutenere il meno possibile “al fine, ovviamente di contenere i costi, A PRESCINDERE DA QUELLO CHE AVREBBERO POTUTO ESSERE E SONO STATI I “COSTI UMANI “ - Ovviamente non affermiamo né tanto meno insinuiamo che alla Toyota di Bologna la dinamica sia stata analoga o se
invece si sia trattato di, comunque, colpevole incuria o dimenticanza o fattori analoghi: si vedrà approfonditamente nel
corso del processo penale - La strage della Toyota conferma che : ovunque , anche nel luogo proposto e propagandato come il MIGLIORE DEI
MONDI POSSIBILI delegare al datore di lavoro e al suo staff la salute e la sicurezza dei lavoratori è un azzardo FORIERO DI NUOVI LUTTI E NUOVI STRAGI - LO ABBIAMO “CAPITO” DA SEMPRE, IN PARTICOLARE DALLA DINAMICA CHE DETTE ORIGINE ALLA STRAGE DELLA MECNAVI DI RAVENNA DEL 13 MARZO 1987
- DUNQUE LA “STRADA MAESTRA” DA PERCORRERE PER LA PREVENZIONE E’ LA NON DELEGA E DUNQUE LA VALUTAZIONE CRITICA DEL DVR REDATTO DAL DATORE DI LAVORO E LA SUA VALIDAZIONE SOLO SE CONDIVISO ED ESASUSTIVO
- I PASSAGGI FONDAMENTALI DI QUESTA STRATEGIA SONO: ASSEMBLEA OPERAIA DI GRUPPO OMOGENEO, SINERGIA TRA ASSEMBLEA OPERAIA E TECNICI DI FIDUCIA DEI LAVORATORI (ANCHE NOMINATI AI SENSI DELL’ART.9 DELLA LEGGE 300/1970) , ELABORAZIONE DI PROPOSTE DI AZIONI DI MIGLIORAMENTO (PREVISTE DAL DECRETO 81/2008 CHE, ANCHE QUANDO IPOTIZZATE, NON SONO QUASI MAI ATTUATE) , SINERGIA TRA SAPERE OPERAIO E SAPERE TECNICO
CON RECIPROCA VALIDAZIONE CONSENSUALE - Il DVR -DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO DEVE ESSERE PUBBLICO E MESSO A DISPOSIZIONE NON SOLO DEGLI RRLLSS MA DI TUTTI I LAVORATORI : BASTA CON LE “SCUSE” E LE FANDONIE DEL “SEGRETO INDUSTRIALE”; l’ostruzionismo padronale contribuisce a uccidere i lavoratori
- CHI SOSTIENE INFATTI CHE IL DVR debba restare segreto e tutt’al più possa essere consultato solo dall’RLS nelle segrete stanze aziendali E’ SEMPLICEMENTE FUORI DALAL STORIA
- SI PUO’ IPOTIZZARE INFATTI CHE IL DECRETO 81/2008 COMPORTI UN ARRETRAMENTO RISPETTO AL DPR 303/1956 CHE GARANTISCE IL DIRITTO ALLA INFORMAZIONE SUI RISCHI A TUTTI I LAVORATORI ? questa tesi è degna di abili falsari e nemici dei lavoratori che sono complici dei responsabili degli omicidi
- SOLO QUESTA STRATEGIA PUO’ FERMARE LE STRAGI DI LAVORATORI E LE AVREBBE PREVENUTE (DA TYSSENKRUPP IN POI, BRANDIZZO, CASTELDACCIA, LAGHI DI SUVIANA, VIAREGGIO , ETERNIT, CALENZANO …LA “LISTA” COME SAPPIAMO E’ DRAMMATICAMENTE LUNGA)
- Promoviamo la partecipazione operaia e popolare al processo penale avviato sulle imputazioni di OMICIDIO COLPOSO PLURIMO, LESIONI COLPOSE GRAVISSIME, DISASTRO COLPOSO nei confronti di 18 indagati; risulta che la prossima audizione sia prevista per il 26.11.2026 : un appello alla “presenza”
- SUI cosiddetti “RISARCIMENTI” , INFINE: GRANDE ALLERTA E ATTENZIONE ; SI SONO EVIDENZIATI GRAVI PROBLEMI IN RELAZIONE ALLA STRAGE DELLA TOYOTA (E DI QUESTO PARLEREMO INSEGITO) MA IL CONTESTO GENERALE E’ “TOSSICO” VISTO CHE IL GOVERNO IN CARICA , NIENTEMENTO CHE PRELEVANDO DAL FONDO VITTIME DELL’AMIANTO,
ha destinato 80 milioni di euro alla Fincantieri confondendo clamorosamente le vittime con i responsabili degli omicidi colposi (con previsione)
Vito Totire, portavoce della RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

via Polese 30 40122 Bologna
Bologna, 22.10.2026









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