Senza (con)senso informato

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In concomitanza con la notizia della definitiva chiusura dell’ospedale locale, unico a garantirmi un pronto intervento salvavita in tempi utili a non crepare soffocato, se ne aggiunge un’altra tacita:

Stanno scomparendo gli spray al Salbutamolo dalle farmacie. I Ventolin così come il Broncovaleas.

Sono Farmaci salvavita che le farmacie sono obbligate a tenere disponibili. Ma non vengono più forniti. Senza un avviso o, come cantava Elio, “senza addurre motivazioni plausibili”.

Le poche notizie che arrivano sono sconcertanti.
Già in alcuni paesi europei sono stati ritirati dal commercio, nel solito disinteresse generale, ed alcuni medici e articoli sporadici dichiarano che verranno sostituiti con farmaci come il Trimbow o il Foster.

Il problema è che, nonostante molto pneumologo non ne tengano conto, questi due tipi di medicinali usano principi attivi differenti per scopi differenti ed hanno effetti collaterali che influenzano la qualità della vita in modo completamente diverso.

Gli spray al cortisone non hanno niente a che vedere con quelli al salbutamolo e incidono molto diversamente sulla quotidianità. Lo dico da paziente di lunghissima esperienza.

Senza contare gli effetti collaterali garantiti che, abbassando le difese immunitarie della cavità orale, prucurano un tale livello di candida orale da farti parlare come Duffy Duck, ci sono degli aspetti ben più gravi:

Mentre il salbutamolo è un semplice broncodilatatore da usare al bisogno, che di influenza il sistema cardiocircolatorio ma garantisce un supporto immediato alla capacità respiratoria, il cortisone invece è un antinfiammatorio che va usato risaputamente con cautela perché causa assuefazione (ovvero ne serve sempre di più) e dipendenza, cioè va scalato gradualmente perché in caso di interruzione immediata può causare l’effetto opposto, ovvero infiammare l’apparato respiratorio aggravando la crisi respiratoria.

Per questo motivo mentre il Salbutamolo seppur con cautela può essere usato al bisogno, gli spray cortisonici sono generalmente da assumere come preventivo in dosi controllate mattino-sera che pur essendo obiettivamente uno strumento fantastico per ridurre il numero di crisi asmatiche, non fanno alcun effetto immediato nê garantiscono di vivere le proprie giornate respirando a pieni polmoni come persone normali.

Anzi, pur limitando la tosse spasmodica non incide affatto sulla capacità toracica ed anzi, un eccesso di utilizzo provoca un forte bruciore bronchiale.

Si aggiunga che mentre quelli al Salbutamolo sono medicinali che, se privi di ricetta medica, in caso di urgenza possano essere acquistati al prezzo di quattro euro a scatola, quelli al cortisone costano minimo cinquanta euro.

Una cifra inarrivabile per chi come me si trova in condizioni di indigenza a causa delle difficoltà di lavoro causate dalla medesima patologia.

Tenendo presente che gli asmstici come me sono il 5% della popolazione mondiale, e nella stessa proporzione a livello europeo e nazionale. È facile dedurre che senza più accesso al Salbutamolo, più di due milioni di italiani si troveranno in grave difficoltà, passando da una qualità della vita nel più dei giorni quasi normale, ad una vita molto complicata da pazienti cronici impossibilitati ad assolvere molti dei bisogni quotidiani di sopravvivenza. Pazienti cronici appunto. Quelli tanto ambiti dalla sanità privata che su di noi specula alla grande.

Ora mi chiedo quanti di noi asmatici siano stati informati. Io no. E neanche le numerose farmacie in cui sono andato a caccia di Ventolin e che sono legalmente obbligate a tenere costantemente a disposizione un medicinale salvavita come questo, sanno spiegare come mai non gli arrivi più.

Quindi del consenso informato già perdiamo “informato”.

Ed il consenso? Scavalcato anche quello. Ammesso e non concesso che il mondo della medicina abbia ragione a ritenere che siano preferibili gli effetti collaterali da Cortisone piuttosto che quelli da Salbutamolo, cosa che personalmente non concordo affatto, chi gli dà il diritto di decidere sulla testa di noi pazienti senza chiederci il consenso?

Questa è una grave violazione del consenso informato e come spesso accade i cittadini non hanno la minima possibilità di voce in capitolo nè sulle decisioni delle lobby farmaceutiche nè sulla propria vita.

Nell’Occidente sedicente democratico non siamo più soggetti, siamo privati della libertà di decidere come vivere la nostra vita perché siamo oggetti compresi in una proprietà privata in mano agli azionisti di “Italia spa”.

E con l’avvento del decreto cinghiali e del decreto caccia nemmeno la tessera Anpi può darci novecentesche risposte boschive che risulterebbero solo trappole in cui cadere.

Non restano che le barricate prima di trovarci tutti legati ad un letto bianco come prevedeva Ivan della Mea.

Mi sento mancare l’aria ora più che mai. Ma come ho imparato in anni di indigenza, non é la rassegnazione che deve averla vinta ma la determinazione di lottare.

E visto che son Tzu non sbaglia mai, ed altri terreni di lotta sono già in via di contenimento, se decreto cinghiali dev’essere, allora che decreto cinghiali sia.

Buona resistenza e buon respiro dell’esistenza a tutti e tutte le partigiane del nuovo millennio.

Delfo Burroni

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