Sicilia Colonia Energetica. Estrazione di rendita a danno di Castronovo e Lercara

L’assedio di Lercara e Castronovo: l’assalto finanziario al cuore della Sicilia rurale tra perizie dequalificanti, speculazione d’oltreoceano e le nuove servitù del vento e del silicio

di Francesco Cappello

L’entroterra collinare palermitano, nel punto di snodo strategico che unisce i Comuni di Castronovo di Sicilia e Lercara Friddi, rappresenta uno dei casi più emblematici e drammatici di quel processo di nuovo estrattivismo “ecologico”. Sotto la copertura di una narrazione istituzionale che presenta la transizione energetica come una marcia trionfale e indolore, questo territorio viene progressivamente decontestualizzato dal suo valore biologico, umano, agronomico, ambientale e paesaggistico per essere ridotto a un mero supporto logistico passivo, una piattaforma di estrazione della rendita e una pedina sulla scacchiera dei mercati finanziari internazionali. La Sicilia, pur registrando un surplus energetico strutturale stabile, dove a fronte di consumi regionali di circa 17 TWh annui si genera una produzione netta di oltre 20 TWh, esportando l’eccedenza verso il Continente tramite l’elettrodotto sottomarino Sorgente-Rizziconi, subisce una pressione speculativa insostenibile, testimoniata dagli oltre 81 gigawatt di richieste di connessione alla rete (TICA) per impianti rinnovabili e da 53 gigawatt per sistemi di accumulo BESS pendenti presso Terna per la sola isola.

L’esempio plastico di questa penetrazione territoriale è costituito dal progetto definitivo depositato dalla Società Veicolo Elian Energia S.r.l., una scatola burocratica di scopo con sede a Palermo dotata di un capitale sociale irrisorio, creata appositamente per schermare il gruppo multinazionale tedesco VSB (VSB Holding GmbH, con sede a Dresda) e azzerare qualsiasi responsabilità legale, civile o ambientale in capo alla casa madre. Il progetto prevede l’insediamento, in contrada Marcatobianco a Castronovo di Sicilia, di un parco eolico della potenza nominale di 30 megawatt, composto da 5 aerogeneratori da 6 megawatt ciascuno, affiancato da un impianto di accumulo elettrochimico a batterie al litio (BESS) da 6 megawatt di potenza e 18 megawattora di capacità. L’impronta materiale e strutturale dell’opera si palesa spaventosa: le torri tubolari, alte 118 metri al mozzo con rotori di 163 metri di diametro, richiedono per ogni singola turbina un plinto circolare di fondazione in calcestruzzo armato del diametro di 23,4 metri, ancorato al suolo tramite venti pali trivellati, spinti fino a 24 metri di profondità. A ciò si sommano quasi 17000 metri quadrati di piazzole di montaggio permanente, circa 8000 metri quadrati di nuova viabilità d’accesso e chilometri di cavidotti interrati a 36 kilovolt che attraversano il territorio di Castronovo e Lercara Friddi per allacciarsi, in modalità entra-esce (collegamento passante o loop-in / loop-out), a una nuova stazione elettrica Terna da inserire sul futuro elettrodotto ad alta tensione a 380 kilovolt «Chiaramonte Gulfi – Ciminna».

Accanto alle pale, l’installazione dei container metallici del BESS adiacenti alla stazione Terna introduce una servitù chimica e termica ad alto rischio. Come è noto ciascun ciclo di carica e scarica delle batterie comporta la dissipazione forzata di enormi quantità di calore sensibile nell’ambiente circostante, oltre all’uso di refrigeranti chimici tossici come il glicole etilenico soggetti a percolamento nelle falde acquifere sotterranee. In caso di cortocircuito o difetto di fabbricazione, l’innesco della fuga termica (thermal runaway) può far salire la temperatura oltre gli 800 °C in pochi secondi, provocando esplosioni e sprigionando nubi tossiche sature di acido fluoridrico letale. Le operazioni di spegnimento richiedono quantità indefinite d’acqua che prosciugano i bacini locali e si trasformano all’istante in fanghi acidi carichi di metalli pesanti destinati a sterilizzare permanentemente i suoli fertili.

Per giustificare questa colossale infrastrutturazione industriale, la relazione floro-faunistica allegata al progetto di Elian Energia adotta una collaudata strategia di dequalificazione peritale e burocratica del territorio. Il paesaggio rurale siciliano viene declassato nei verbali tecnici a superficie agricola «fortemente semplificata», «incolta o a seminativo» e popolata da specie spontanee «rustiche» o infestanti come l’Ailanthus altissima, azzerando l’intrinseco valore biologico del suolo per concludere che l’impatto dell’opera sia «inesistente o al più molto basso». Con una spregiudicata argomentazione, la presenza della fauna selvatica e dell’avifauna viene derubricata affermando che le diverse specie si «adatteranno» rapidamente alla presenza dei giganti industriali deviando le proprie rotte attorno al disturbo acustico e alla perturbazione fluidodinamica dei rotori, riducendo la valutazione d’impatto ambientale a un mero adempimento formale. Sotto il profilo procedurale, il progetto di Elian Energia si trova allo stato di Progetto Definitivo, con l’istanza per il rilascio dell’Autorizzazione Unica ex art. 12 del Decreto Legislativo 387/2003 e la documentazione VIA incardinata presso i servizi competenti dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente (ARTA Sicilia).

Castronovo di Sicilia e Lercara Friddi non costituiscono interventi isolati. Essi sono al centro di una vera e propria morsa a tenaglia in cui molteplici sviluppatori e fondi di Private Equity internazionali si contendono simultaneamente i medesimi terreni e i medesimi nodi di connessione alla rete elettrica nazionale. Sullo stesso perimetro geografico si registrano infatti numerosi altri progetti in avanzato stato di iter autorizzativo o già finanziarizzati.

Un primo caso emblematico riguarda la GreenGo S.r.l., società di scouting e sviluppo greenfield con sede a Bologna. La GreenGo ha bloccato i terreni e le soluzioni di allaccio tra Lercara Friddi e Francofonte tramite contratti d’opzione preliminari con i contadini per poi espletare l’iter burocratico; ottenuti i titoli autorizzativi allo stato di Ready-to-Build, la società ha ceduto l’intero pacchetto societario delle sue SPV alla BNZ, controllata da Nuveen Infrastructure, braccio d’investimento che gestisce il patrimonio della TIAA, la cassa pensioni degli insegnanti e dei medici statunitensi. Questo meccanismo di paper project trading e financial flipping ha convertito la terra agricola dei contadini siciliani in un coupon finanziario per garantire la sicurezza economica della classe media americana. Lo stato di avanzamento di questo progetto è completato per la fase di permitting, con le quote societarie già cedute sul mercato secondario al fondo estero.

Accanto a questo asse italo-statunitense, l’area di Castronovo e Lercara vede la convergenza di altri colossi energetici nazionali ed europei. La società Falck Renewables Sicilia S.r.l. (gruppo Renantis/RWE) ha depositato il progetto per il parco eolico con accumulo denominato “Astra”, della potenza di 39,6 MW, la cui estensione territoriale cinge d’assedio i Comuni di Castronovo di Sicilia, Roccapalumba e Lercara Friddi; la procedura si trova attualmente in fase di valutazione di impatto ambientale (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Contemporaneamente, il colosso tedesco RWE Renewables Italia S.r.l. ha incardinato presso il MASE il procedimento per un impianto eolico onshore da 36 MW con opere di connessione che interessano i Comuni di Caccamo, Alia, Castronovo di Sicilia e Lercara Friddi, anch’esso in fase di istruttoria VIA ministeriale.

La saturazione del territorio prosegue con l’impianto eolico “Alia” proposto dalla società Alia Wind Power S.r.l., con turbine ricadenti nei Comuni di Alia e Sclafani Bagni ma le cui opere connesse di elettrodotto coinvolgono direttamente i territori di Castronovo di Sicilia e Lercara Friddi, per il quale la Commissione Tecnica Specialistica (CTS) della Regione Siciliana ha espresso parere istruttorio favorevole (Parere n. 210/2025). Sul fronte delle concessioni regionali, la società E-Way 9 S.r.l. (partecipata dal gruppo E-Way Finance S.p.A.) ha avviato presso il Dipartimento dell’Energia della Regione Siciliana l’istanza di Autorizzazione Unica per un ulteriore parco eolico da 30 MW in località San Francesco nel Comune di Castronovo di Sicilia, con contestuale richiesta di dichiarazione di pubblica utilità ed apposizione del vincolo preordinato all’esproprio sulle aree private. Infine, la società Gattuso S.r.l. ha ottenuto nel settembre 2025 l’approvazione del progetto definitivo con dichiarazione di pubblica utilità e vincolo d’esproprio per le opere di connessione di un impianto fotovoltaico da 5,3 MW in contrada Rais Vito, sempre a Castronovo di Sicilia.

Questo quadro d’insieme svela la natura profonda dell’imbroglio energetico: attraverso lo schermo delle Società Veicolo, la socializzazione dei rischi tramite i Contratti per Differenza e la componente ASOS nelle bollette, e l’uso spietato dell’esproprio coatto sancito dall’articolo 12 del D.Lgs. 387/2003 che declassa la proprietà privata e annulla la pianificazione urbanistica dei Comuni, la finanza speculativa sta sventrando il paesaggio siciliano senza produrre alcun beneficio reale per le comunità locali. Contro questo modello verticistico e distruttivo l’urgente necessità di affermare il modello TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione): un’immediata moratoria sul solare a terra rurale, l’applicazione vincolante del principio Roof-First su tetti e aree già compromesse, e la nascita delle Comunità Cooperative Energetico-Alimentari in cui i cittadini, facendosi prosumer comproprietari degli impianti, si riappropriano della sovranità sul proprio territorio, sulla propria energia e sulla propria vita.

12/9/2026 https://www.francescocappello.com/

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