Totalitarismo Italia: il ministero censura le scuole che parlano di Gaza

InfoPal. Pubblichiamo due comunicati sulla grave situazione anti-democratica e anti-libertà di insegnamento e di espressione che coinvolge il Sistema-Italia, ormai pienamente entrato nel nuovo Totalitarismo occidentale, e attuato attraverso meccanismi di un governo complice del Genocidio in corso nella Striscia di Gaza e del Colonialismo di insediamento israeliano nella Palestina storica. Mandare ispettori nelle scuole che hanno organizzato incontri con la dottoressa Albanese, Relatrice ONU, quindi appartenente ad una organizzazione internazionale riconosciuta dal mondo intero, è fonte di grave inquietudine per la deriva totalitaria abbracciata dal nostro Paese.

Docenti.per.gaza. Grazie alla solerzia censoria di un consigliere di FdI e di un responsabile di Gioventù Nazionale, due scuole toscane sono finite sotto la lente del ministero dell’Istruzione per aver fatto partecipare alcune classi agli incontri con la Relatrice speciale ONU Francesca Albanese, dai docenti giustamente ritenuti rilevanti nell’ambito dell’educazione civica.

Ci chiediamo se la strategia sia quella di “punirne uno per educarne cento”, oppure se verranno intraprese azioni nei confronti delle più di cinquecento scuole partecipanti.

Di certo viene inviato un messaggio che dobbiamo respingere con fermezza: non si può trasformare ogni iniziativa culturale in un caso politico, la scuola non deve sottomettere la propria autonomia e ogni decisione di natura educativa e didattica a regole ministeriali spesso fumose e incomprensibili (come, appunto, la circolare sul “contraddittorio”).

La scuola è e deve restare un luogo dove esercitare liberamente i propri diritti, un luogo di formazione del pensiero critico, dove il confronto aperto avviene quotidianamente anche senza stravolgere la propria natura per somigliare a un talk televisivo.

Di usbreggiocalabria.

La scuola sotto assedio.
La censura come strumento di guerra.
Circolari ministeriali, pressioni sulle scuole, eventi annullati, docenti isolati o colpiti perché provano a discutere ciò che accade oggi in Palestina.
Dietro un linguaggio istituzionale apparentemente neutro si costruisce un vero e proprio dispositivo di controllo che limita la libertà d’insegnamento e restringe gli spazi di confronto critico.
La censura non è un effetto collaterale: è parte integrante della militarizzazione dei luoghi di formazione.

17/12/2025 https://www.infopal.it

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