Tutti con Cuba: contro la minaccia di aggressione d imperialista. Per il diritto alla vita

Dal Comitato Internazionale Pace, Giustizia e Dignità per i Popoli lanciamo un appello agli uomini e alle donne di buona volontà affinché sostengano le azioni che si svolgeranno in tutto il mondo a partire dal 19 aprile, nell’Anno del Centenario di Fidel e del 65° anniversario della vittoria di Girón, prima sconfitta dell’imperialismo in America Latina.

È di dominio pubblico il danno causato dal blocco degli Stati Uniti contro Cuba da 64 anni, condannato dalla stragrande maggioranza dei paesi, ad eccezione di Israele, in 33 occasioni all’Assemblea Generale dell’ONU.

Il blocco si è inasprito con 243 sanzioni durante il primo mandato di Trump, l’inclusione nella lista spuria dei paesi presunti promotori del terrorismo e la persecuzione degli Accordi di Collaborazione Medica Internazionale.

Non contenta del danno causato all’intera popolazione, l’attuale amministrazione, il 29 gennaio, ha dichiarato Cuba «una minaccia insolita e straordinaria», ha imposto un blocco energetico minacciando di applicare dazi ai paesi di qualsiasi parte del mondo che forniscono petrolio a Cuba. 

Dando prova delle sue menzogne e del suo cinismo, il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che le sofferenze della popolazione sono dovute alla gestione del governo cubano, che nega l’esistenza dell’embargo, principale ostacolo allo sviluppo del Paese.

Trump ha ammesso: «*Abbiamo esercitato tutta la pressione* *possibile contro* *Cuba*». Con tono minaccioso ha affermato: «*L’unica opzione che ci resta è entrare e  radere al suolo*» «*Avrò l’onore di conquistare Cuba*».

La possibilità di un’aggressione  militare è presente da 67 anni. Oggi diventa una minaccia reale di fronte al carattere bellicoso e criminale di un’amministrazione ultraconservatrice, che cerca di nascondere il disastro interno e i problemi sociali del proprio paese, che disprezza il Diritto Internazionale, la Sovranità dei popoli, pretende di appropriarsi dell’intera regione e bombarda nel bel mezzo di negoziati e accordi se il paese aggredito non risponde con  sottomissione e obbedienza ai suoi oscuri interessi. 

Cuba sta subendo la politica criminale degli Stati Uniti: 1.400 bambini malati di cancro le cui cure sono a rischio per mancanza di forniture, 96.000 pazienti in lista d’attesa per interventi chirurgici che non possono essere effettuati per mancanza di forniture, di cui 11.000 sono bambini. Sono in pericolo anche i neonati nati con peso insufficiente o che devono essere curati in incubatrice e le donne incinte che necessitano di esami specifici.

Cuba subisce lunghissimi blackout,  la mancanza di cibo e medicinali, di trasporti pubblici e, nonostante questa enorme sofferenza, non smette di lavorare un solo giorno, di studiare, creare e lottare per la vita

Cuba si prepara alla difesa di tutto il popolo; lontana da ogni vocazione bellica, si appresta a difendersi da un’aggressione militare con fermezza, al di là dell’immensa differenza tra il paese più potente del mondo e l’Isola Solidale. Cuba e il suo popolo si preparano a difendere la Rivoluzione, la sovranità e l’indipendenza, nella speranza di evitare un grande scontro.

Affronta un’altra guerra, la guerra mediatica che è anch’essa multidimensionale, con titoli che si trasformano in hashtag sui social network che travisano, manipolano e avvelenano per dividere e seminare odio. 

Cuba vuole vivere in pace. Se è riuscita a creare un patrimonio culturale ammirato in tutto il mondo, a sviluppare la biotecnologia, a creare vaccini propri che hanno salvato milioni di vite durante la pandemia di Covid, farmaci altamente efficaci che possono salvare e migliorare la qualità della vita di milioni di persone nel mondo, a formare gratuitamente migliaia di medici dei paesi del Sud del mondo; se è riuscita a realizzare tutto questo in mezzo ai blocchi e a tante aggressioni, è lecito chiedersi come sarebbe Cuba senza il blocco genocida. 

Cuba non è e non potrà mai essere una minaccia per nessuno. Ciò che temono Trump e Rubio, ciò che hanno sempre temuto le amministrazioni statunitensi, è il suo esempio, la sua etica martiana e fidelista, il suo umanesimo e il suo internazionalismo. Non potranno mai spegnere la luce che emana dalla Rivoluzione Cubana.

Scendiamo in piazza per difendere la Speranza. Chiediamo ai media amici di pubblicare i nostri annunci, appelli e dichiarazioni. Spezziamo l’assedio della canaglia mediatica. Prendiamo esempio da *La Jornada* affinché la stessa azione solidale si ripeta sulla stampa libera e progressista.

Chiediamo ai nostri Ministeri degli Esteri e ai nostri Governi di passare dalle dichiarazioni ai fatti: rompano il blocco energetico come la Russia, ottengano la risposta  solidale del Messico e della Cina.

Ricordiamo ai governi dell’America Latina, dei Caraibi, dell’Europa e dell’Africa tutto ciò che Cuba ha dato ai popoli. È ora di restituire un minimo a Cuba. 

Ricordiamo agli Stati Uniti che a Girón furono sconfitti in 72 ore. 

Potranno attaccare e devastare,  ma non sanno quando se ne andranno. 

Dalle città e dalla Sierra, dai campi e persino da sotto le pietre, Cuba si difenderà  con il machete se necessario,  perché non tornerà mai più a essere una colonia yankee.

Mobilitazione internazionale per il diritto di Cuba alla vita e alla pace.

Comitato internazionale per la pace, la giustizia e la dignità dei popoli.

Per tutt* quelli/e che verranno a Roma per la manifestazione nazionale contro il Blocco degli USA a Cuba

11 aprile ore 15. Partenza dal Colosseo e arrivo a Porta San Paolo.

Metro B Colosseo (partenza) e Piramide (arrivo).
Parcheggio partenza: Piazza Celimontana. Parcheggio limitrofo arrivo: zona piazzale Ostiense

10/4/2026 https://italiacuba.it/

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *