Una Repubblica fondata sul lavoro ma funestata da stragi operaie.

Stragi  operaie da Ribolla, ai Casteldaccia , a Crans Montana… un filo nero che scuote le coscienze…

Abbiamo inviato un messaggio di solidarietà, tramite il loro sindaco,  ai cittadini del comune dl Roccastrada che fu teatro , nella frazione Ribolla, al pozzo minerario Camorra, di una orrenda strage che uccise 43 operai a seguito della “solita2 dinamica : rischio prevedibilissimo ma “rimosso”; in quella circostanza accumulo di grisoù causò uno scoppio e quindi la strage; questo accadeva il 4 maggio del 1954;

il sindaco che ci ha molto tempestivamente  già risposto preannunciando che in quel comune toscano il 4 maggio 2026 , come gli anni precedenti, sarà una giornata di memoria e di riflessione;

Il 6 maggio ricorre invece il secondo anniversario della strage di Casteldaccia il cui persero la vita 5 operai ; una strage ancora più “facile” (se così si può dire) da prevenire rispetto a quella di Ribolla: sarebbero bastate le idonee maschere (quelle che tutti orami chiamano ddppii-dispositivi di protezione individuale)  per le vie respiratorie per salvare 5 vite umane ; apprendiamo dai media che il processo per accertare le responsabilità è in corso con un rinvio da parte della Procura di Termini Imerese al 7.7.2026; seguiremo il processo anche perché la “giustizia penale” in Italia da tempo indulge a sanzionare un omicidio sul lavoro con condanne inferiosi a quelle comminate per un “furto aggravato di bicicletta”; ancora “sanguina” il ricordo di procedimenti come quello per Luana d’Orazio e quello per Mattia Battistetti ; ma ovviamente oltre a rivendicare il giusto rigore penale (che manca, inevitabile anche un riferimento al rocambolesco “processo Eternit”) le nostre energie sono orientate al massimo impegno per la prevenzione  

come spesso accade sono state dedicate molte parole in particolare in occasione del primo maggio al tema della sicurezza sul lavoro , anche da parte del presidente della Repubblica; abbiamo sempre detto che le parole , se sincere, sono un valore ma che servono iniziative e strategie concrete; crediamo che la strategia concreta più efficace sia non delegare mai più la valutazione del rischio al datore di lavoro ; lo si può e lo si deve fare (cioè evitare la delega) attraverso la convocazione ovunque di assemblee di gruppo operaio omogeneo che prendano in esame il DVR redatto dal datore di lavoro per validarlo criticamente e integrarlo , se necessario in maniera significativa, in collaborazione con i servizi ispettivi pubblici relazionandosi con essi second la prassi della validazione consensuale;

è ovvio che una classe operaia e lavoratrice sotto ricatto occupazionale o economico ha difficoltà ad avviare questo percorso che tuttavia rappresenta oggi la strada maestra per garantire uguale e giusta speranza di salute e di vita per tutti/e;

il DVR da strumento di prevenzione si è trasformato spesso in una sorta di alibi precostituito per negare persino, nel futuro, la causa professionale delle malattie che pure si manifestano !

va in questa direzione la condotta dell’Inail un ente tende a “fotocopiare acriticamente” il DVR e a sostenere con questa prassi posizioni “negazioniste”;

peraltro non possiamo condividere la enfasi che si fa oggi sulla “formazione” e sulla “cultura della prevenzione” :

MA INTENDIAMOCI BENE PER EVITARE FRAINTENDIMENTI:

LA FORMAZIONE E LA CULTURA DELLA PREVENZIONE SONO IL PREREQUSITO NECESSARIO PER UNA STRATEGIA DI PREVENZIONE MA CONTESTUALMENTE L’ELEMENTO DECISIVO E’ IL “POTERE DELLA PREVENZIONE”

Troppo spesso abbiamo incontrato lavoratori consapevoli del rischio ma che hanno subìto o subiscono tutti i giorni il  il rischio “sotto ricatto”; troppo spesso nella assemblee di gruppo operaio omogeneo i lavoratori ci hanno comunicato la loro percezione del rischio che cede alle imposizioni di organizzazioni del lavoro schiavistiche che impongono la accettazione del rischio perché si deve “produrre” e produrre pure in fretta in condizioni disumane e distressanti ;

dobbiamo lanciare una campagna nazionale e internazionale per il potere del WORK STOP AUTORITY il potere di bloccare il lavoro a rischio senza ritorsioni; azienda per azienda, cantiere per cantiere occorre contrattare questa modalità relazionale tra lavoratori e datori di lavoro

certo i servizi pubblici ispettivi devono essere potenziati ma devono affinare il loro metodo di lavoro, devono operare in sinergia con i gruppi operai omogenei e non in un sistema di controllo che releghi i lavoratori a “vigilati passivi”

Tutti i lavoratori, non solo gli rrllss, devono essere protagonisti del sistema di prevenzione

Inviamo nuovamente un saluto al Sindaco di Roccastrada e alla comunità che egli rappresenta e invitiamo chiunque interessato ad un collegamento on line che si terrà in occasione del secondo anniversario della strage di Casteldaccia (Palermo) mercoledi’ 6 maggio 2026 ore 17,30 -19.

Vito Totire, medico del lavoro, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO

via Polese 30 40122 Bologna

Bologna, 2.5.2026

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