Verità e Giustizia per Abd Elsalam. Sabato 19 appuntamento a Piacenza

Due mesi fa uccidevano Abd Elsalam davanti al magazzino della GLS di Piacenza.  Un lavoratore di 54 anni, che in Egitto faceva il professore e che in Italia da 13 anni caricava e scaricava merci per le multinazionali della logistica, la sera del 14 settembre era entrato in sciopero assieme ai suoi compagni per impedire che l’azienda, una delle tante cooperative in appalto della GLS, non rispettasse un accordo sindacale firmato soltanto pochi mesi prima, a maggio di quest’anno.

Apparentemente quell’accordo sembrava non costituire un risultato particolarmente rilevante. Si limitava a stabilire che i lavoratori a tempo determinato, che nel corso dell’anno avevano visto scadere il loro contratto, avessero la precedenza su altri lavoratori in caso di nuove assunzioni. E invece la difesa di quell’accordo doveva costare la vita ad Abd Elsalam.

Quella sera l’azienda si era presentata di fronte alla delegazione dell’USB con un atteggiamento arrogante. La notizia che nel corso dei mesi estivi c’erano state nuove assunzioni e che l’accordo non era stato rispettato, perché i vecchi tempi determinati erano rimasti a casa, era corsa tra i lavoratori ed era sfociata nella protesta. L’azienda dichiarava apertamente di non voler stare ai patti e che quell’accordo non valeva più.

Nel preciso momento in cui Abd Elsalam e i suoi compagni intuiscono che l’azienda non è disposta a rispettare alcun accordo, che l’unica legge che vale per i padroni è quella dei più forti, e che non c’è alcuna legalità che tenga per chi si sente al riparo da qualsiasi controllo o sanzione, in quel preciso momento capiscono che la lotta è l’unico strumento che hanno per difendere i loro diritti.

Immediato scatta lo sciopero e altrettanto immediatamente scatta il blocco del magazzino. La logica è molto semplice: se il padrone non sta alle regole allora bisogna fargliela pagare bloccando le attività.

Sappiamo purtroppo come è andata subito dopo.

Questa storia ci racconta come funziona il mondo del lavoro oggi in Italia. Nella logistica l’uso di una dinamica violenta contro i lavoratori è diffuso al nord come al sud. La stessa ditta nella quale lavorava Abd Elsalam ad Avellino sta trasferendo tutti i lavoratori che sono iscritti ad USB con l’obiettivo di piegarli e di imporre ritmi di lavoro più pesanti e condizioni contrattuali capestro. La pratica di aprire e chiudere con scadenza biennale ditte e cooperative per sfuggire ai controlli e non riconoscere ai lavoratori i diritti acquisiti con l’anzianità, i passaggi di livello, ecc. è consolidata. Le grandi multinazionali del settore, per lo più del nord Europa, hanno imparato a gestire questa giungla e a sfruttarla per contenere i costi e ricattare la forza lavoro.

La storia di Abd Elsalam è solo il caso più eclatante di una violenza diffusa e di uno sfruttamento molto pesante. Non si tratta di un caso isolato ma di una condizione che si respira in moltissimi magazzini. E non è, lo sappiamo, una storia di sola logistica. Nelle campagne le violenze che subiscono i braccianti sono, se possibile, ancora più brutali e le condizioni contrattuali molto più precarie. L’uso disinvolto dei voucher per decontrattualizzare il lavoro e la diffusione di questo sistema “usa e getta” in molti settori produttivi sono un altro segnale di come oggi chi lavora si ritrovi completamente sprovvisto di strumenti per rivendicare la tutela della propria dignità.

Quella sera Abd Elsalam aveva probabilmente intuito che la misura era colma e che bisognava porre un limite a tanta arroganza. Per questo non si è spostato quando il camion è ripartito e lo ha travolto.

La VERITÀ e la GIUSTIZIA per Abd Elsalam acquistano perciò i contorni di una battaglia generale. Ristabilire con chiarezza le responsabilità dei padroni nel suo omicidio non sono solo un desiderio dei familiari e un debito che ci sentiamo nei suoi confronti. Significa aprire uno squarcio sul sistema dei rapporti di lavoro che si è instaurato in questo paese e cominciare a costruire una diga per fermare la violenza dei padroni.

Sabato 19 novembre a Piacenza h. 10.30 – Auditorium Sant’Ilario – via Garibaldi 17 –
Logistica e violenza
A due mesi dall’omicidio di Abd Elsalam

La lotta per la verità dei familiari, dei compagni di lavoro e del sindacato
I tentativi di nascondere i fatti e le responsabilità dei padroni
I rapporti di lavoro violenti in un settore ad alta intensità di sfruttamento
Interverranno tra gli altri:
Roberta Lombardi deputata del Movimento 5 Stelle
Giorgio Cremaschi del forum Diritti Lavoro
Arturo Salerni legale della famiglia di Elsalam

I delegati del Coordinamento nazionale della logistica dell’USB
Organizza la campagna SCHIAVI MAI

14/11/2016 www.usb.it

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