9.600 detenuti in mezzo a torture e negligenza: la Giornata dei Prigionieri Segnata come il destino dei detenuti a Gaza

Una recente foto di detenuti di Gaza rilasciata da Israele, incluso un cieco. Migliaia di persone sono ancora disperse, il loro destino è incerto. (Foto: QNN)

Oltre 9.600 palestinesi sono imprigionati mentre gli abusi peggiorano, mentre molti detenuti a Gaza restano innumerabili e il loro destino è sconosciuto.

Fatti chiave

  • Secondo le ultime cifre disponibili, più di 9.600 palestinesi sono attualmente detenuti nelle carceri israeliane.
  • Almeno 350 bambini e 86 donne sono tra i detenuti.
  • 3.532 palestinesi sono detenuti amministrativamente senza accusa né processo.
  • 1.251 detenuti sono classificati come “combattenti illeciti”, consentendo la detenzione senza le protezioni legali standard.
  • Un gran numero di detenuti provenienti da Gaza rimane inestimabile e sono detenuti in strutture militari al di fuori del sistema carcerario formale.
  • I rapporti documentano un uso diffuso dell’isolamento, abusi fisici e psicologici e negligenza medica.
  • Le visite familiari e le comunicazioni sono spesso limitate o negate, soprattutto dopo l’escalation della guerra a Gaza.
  • La questione dei prigionieri è rimasta centrale nella lotta palestinese per decenni ed è commemorata ogni anno il 17 aprile.

I palestinesi hanno celebrato la Giornata dei Prigionieri Palestinesi il 17 aprile, in mezzo a nuovi avvertimenti per il peggioramento delle condizioni carcerarie e la crescente preoccupazione per i detenuti provenienti da Gaza, il cui numero e la posizione rimangono poco chiari.

La giornata, celebrata ogni anno il 17 aprile, fu designata dal Consiglio Nazionale Palestinese nel 1974 a seguito della liberazione di Mahmoud Bakr Hejazi nel 1971 in uno scambio di prigionieri.

Mahmoud Bakr Hijazi fu il primo prigioniero palestinese rilasciato in uno scambio di prigionieri con Israele nel 1971. La sua liberazione divenne una pietra miliare simbolica nella lotta palestinese, segnando l’inizio di sforzi organizzati per garantire la libertà dei prigionieri.

Da allora è diventato un momento centrale nel calendario politico palestinese, concentrandosi sui prigionieri come tema centrale nella lotta più ampia.

Secondo l’Ufficio Informazioni per i Prigionieri Palestinesi, più di 9.600 palestinesi sono attualmente detenuti nelle carceri israeliane, mentre le condizioni di detenzione continuano a peggiorare e le segnalazioni di abusi si intensificano.

Violazioni in aumento

In una dichiarazione in occasione dell’occasione, l’ufficio ha affermato che i detenuti sono sottoposti a gravi torture fisiche e psicologiche, insieme a una negligenza medica deliberata descritta come parte di una politica di “omicidio lento”.

I prigionieri stanno anche affrontando un prolungato isolamento e maltrattamenti quotidiani, in un contesto di livelli di repressione senza precedenti all’interno delle strutture detenute israeliane.

Secondo i dati di inizio aprile 2026, il numero di prigionieri palestinesi supera i 9.600, tra cui 86 donne e 350 bambini.

Le cifre includono anche 3.532 detenuti amministrativi detenuti senza accuse o processo, oltre a 1.251 individui classificati come “combattenti illegali”, una categoria che consente la detenzione senza le protezioni legali standard.

Tuttavia, queste cifre non includono tutti i detenuti della Striscia di Gaza, in particolare quelli detenuti nei campi militari israeliani.

Detenuti a Gaza

I gruppi di prigionieri palestinesi riportano un forte aumento dei casi di sparizioni forzate, in particolare tra i detenuti provenienti da Gaza.

Molti sono detenuti senza comunicare con le loro famiglie e senza una divulgazione ufficiale della loro posizione o dello stato legale.

I gruppi per i diritti umani hanno indicato che i detenuti provenienti da Gaza sono spesso tenuti al di fuori del sistema carcerario regolare, rendendo difficile determinarne il numero esatto.

Di conseguenza, si ritiene che il numero totale di palestinesi in custodia israeliana sia superiore alle cifre pubblicamente disponibili.

L’ufficio ha avvertito di una crisi sanitaria sempre più profonda all’interno delle carceri, citando la diffusione delle malattie, la mancanza di cure sanitarie adeguate e la continua negazione di cure.

Ha inoltre evidenziato l’escalation delle restrizioni, tra cui il rifiuto delle visite familiari, la comunicazione e gravi carenze di cibo e beni di prima necessità.

Legge sull’esecuzione dei detenuti

L’ufficio ha avvertito che quella che viene definita la “legge sull’esecuzione dei prigionieri” costituisce una grave violazione del diritto internazionale e potrebbe aprire la strada alla legalizzazione dell’uccisione.

Ha inoltre respinto le politiche che tagliano gli indennità finanziarie ai detenuti, descrivendole come un bersaglio diretto alle famiglie dei detenuti e ai loro diritti fondamentali.

L’ufficio ha chiesto un’azione nazionale urgente per fermare le misure repressive, ripristinare il sostegno finanziario e intensificare gli sforzi legali e mediatici per rendere Israele responsabile.

Ha inoltre indicato i crescenti movimenti di solidarietà a livello internazionale, dove gli attivisti continuano a mettere in evidenza la questione dei prigionieri palestinesi e a denunciare violazioni.

La dichiarazione si concluse affermando che la questione dei prigionieri rimarrà centrale nella lotta palestinese fino a quando non sarà raggiunta la piena libertà.

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(PPI, QNN, PC)

17/4/2026 https://www.palestinechronicle.com/

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