In Portogallo, in Italia, nel mondo intero stragi sul lavoro causate da omissione di misure di prevenzione
Quello che è successo a Lisbona evidenzia che, ancora una volta, la prevenzione è stata omessa; purtroppo il bilancio dei morti e dei danni, di ora in ora, cresce; si “conteranno” alla fine “solo” 17 morti e 21 feriti ?
Le notizie correlate a questa ennesima strage sono raccapriccianti anche se prevedibili: i lavoratori avrebbero già ampiamente segnalato una condizione di alto rischio; l’appalto per una “ristrutturazione” non è andato avanti perché nessuna azienda si è dichiarata disponibile ad effettuare i lavori per la cifra offerta; ovviamente non conosciamo i dettagli del rapporto tra ristrutturazione e sicurezza e questi dettagli saranno approfonditi dalla magistratura portoghese; tuttavia in questa ennesima tragica vicenda ritornano i soliti “problemi” degli appalti e della esternalizzazione delle operazioni di manutenzione; tutti “passaggi” che storicamente sono stati connotati da una caduta verticale degli standards di prevenzione e di sicurezza; ricordiamo un evento mortale accaduto a Cervia qualche anno fa : il tribunale ha accertato che lo stato di usura delle funi di un cestello (che poi crollando ha ucciso un lavoratore, in questo caso uno “solo” ) era uno stato di usura che il lavoratore aveva segnalato più volte alla dirigenza aziendale senza che ciò , evidentemente, avesse sortito interventi di bonifica del rischio; un “errore” del lavoratore non aver informato il servizio di vigilanza e aver tentato di interloquire sono con referenti aziendali ? non si è trattato di “errore” : è che molto spesso i lavoratori, gli stessi rrllss, non per “fiducia” ma per paura di ritorsioni , cercano di dialogare con interlocutori poco “motivati” (per usare un termine eufemistico); al contrario occorre immediatamente segnalare agli organi di controllo !
ora assistiamo impotenti a questa nuova strage, lutto nazionale in Portogallo con le relative lacrime del “giorno dopo”; arriverà l’eco di questa ennesima strage al parlamento di Bruxelles e sarà questa eco, a parte il cordoglio a parole, capace di riorientare il parlamento dalle spese belliche alla spese per la sicurezza e la vita dei lavoratori, che significa la sicurezza e la vita di tutti, come la strage dell’ELEVADOR DA GLORIA CONFERMA ?
Prendiamo atto delle solite “rassicurazioni “del gestore dell’ELEVADOR: le indagini della magistratura faranno (vedremo e speriamo) ulteriore chiarezza ; STA DI FATTO CHE TUTTE LE VOLTE CHE I LAVORATORI , A CAUSA DELLA LORO CONDIZIONE DI DEBOLEZZA E DI RICATTO, DELEGANO LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO AL “PADRONE “QUESTO è QUASI SEMPRE FORIERO DI STRAGI E DI LUTTI.
Certo : AUMENTARE LA VIGILANZA, ma fino a quando i lavoratori saranno “vigilati passivi” e non protagonisti delle pratiche di prevenzione cambierà poco nei luoghi di lavoro.
Occorre urgentemente attivare in Portogallo, in Italia, nel mondo intero ASSEMBLEE OPERAIE DI GRUPPO OMOGENEO che si assumano il compito di valutare i rischi (con la collaborazione di operatori tecnici di sanità pubblica di loro fiducia) e di IMPORRE PROGAMMI URGENTI D BONIFICA con AZIONI DI MIGLIORAMENTO PER LA TUTELA DELLA VITA DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI.
Partecipiamo al sentimento di lutto che ha colpito il Portogallo ; le lacrime ,anche quelle sincere (e non sempre lo sono) , non bastano.
Fondando la RETE NAZIONALE LAVORO SICURO il 26 maggio 2022 a Modena abbiamo posto, come era ovvio, un obiettivo: arrivare il giorno prima e non il giorno dopo !
Vito Totire, portavoce RETE NAZIONALE LAVORO SICURO via Polese 30 4012 Bologna
333.4147329
Bologna,4.9.2029










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