L’ONU accusa gli Stati Uniti: “Violata la sovranità del Venezuela”.

Le tensioni tra Washington e Caracas raggiungono un nuovo livello dopo le rivelazioni delle Nazioni Unite sulle operazioni segrete condotte dagli Stati Uniti contro il Venezuela. Un rapporto di esperti indipendenti dell’ONU denuncia la violazione della sovranità venezuelana da parte di Washington, che – sotto l’amministrazione Trump – avrebbe autorizzato azioni clandestine della CIA, impiegato navi militari nel Mar dei Caraibi e condotto attacchi contro obiettivi considerati “narcoterroristi”, provocando la morte di 27 persone.

A commentare duramente la situazione è il prof. Luciano Vasapollo, economista prestigioso e già delegato del rettore della Sapienza per le relazioni con l’America Latina, che da anni studia le strategie di guerra economica e informativa contro i paesi del Sud globale. “Siamo di fronte a una guerra ibrida contro la sovranità dei popoli”, spiega Vasapollo, “una guerra che combina sanzioni, campagne mediatiche, sabotaggi economici e operazioni segrete. Tutto questo serve a mantenere l’egemonia statunitense in un mondo che non accetta più il dominio unipolare”.

Le operazioni segrete e la “dottrina della destabilizzazione”

Secondo Vasapollo, le manovre militari e d’intelligence nel Mar dei Caraibi non sono episodi isolati, ma parte di una strategia di lungo periodo. “L’intervento della CIA e delle forze navali statunitensi rientra nella cosiddetta dottrina della destabilizzazione permanente”, afferma. “Ogni volta che un paese latinoamericano tenta di esercitare pienamente la propria sovranità, viene colpito con strumenti economici e militari. È accaduto in Cile, in Nicaragua, in Bolivia, e ora si ripete in Venezuela.”

Il docente della Sapienza richiama anche l’aspetto mediatico di questa guerra: “L’imperialismo contemporaneo non ha più bisogno solo dei carri armati. Utilizza il terrorismo comunicativo, la disinformazione e il controllo dei flussi informativi per isolare i governi non allineati. È un attacco totale, che si gioca nella finanza, nei media e nella tecnologia”.

Maduro risponde con la mobilitazione civica e tecnologica

Di fronte all’escalation statunitense, il presidente Nicolás Maduro ha presentato una nuova applicazione digitale per la sicurezza nazionale, integrata nella piattaforma *VenApp*. L’obiettivo è coinvolgere direttamente i cittadini nella difesa del Paese, permettendo di segnalare attività sospette e potenziali azioni di sabotaggio.

Maduro ha invitato “ogni venezuelano a segnalare tutto ciò che vede e sente”, insistendo sull’importanza della partecipazione popolare come elemento chiave della sicurezza nazionale e della coesione sociale.

Vasapollo commenta con favore questa iniziativa: “In un contesto di assedio economico e militare, la difesa collettiva diventa un atto di sovranità. Il popolo venezuelano si trasforma da vittima passiva a soggetto attivo della sicurezza nazionale. È un passo politico e simbolico che rafforza la coscienza bolivariana e la democrazia partecipativa.”

Mosca al fianco di Caracas: un’alleanza strategica che sfida l’unipolarismo

A complicare il quadro per Washington c’è il rafforzamento del partenariato strategico tra Russia e Venezuela. Il Consiglio della Federazione russa ha appena ratificato un accordo di cooperazione economica e militare con Caracas, confermando la volontà di Mosca di sostenere Maduro di fronte alle pressioni occidentali.

Il ministro degli Esteri russo, Serghey Lavrov, ha ribadito che la Russia “difenderà il diritto del Venezuela alla sovranità e all’autodeterminazione”.

Vasapollo interpreta questa alleanza come un segnale forte del nuovo ordine mondiale multipolare: “L’intesa tra Russia e Venezuela è parte del processo di costruzione di un sistema internazionale alternativo al dominio statunitense. Stiamo assistendo alla formazione di nuovi equilibri che coinvolgono anche Cina, Iran e i Paesi del Sud globale. È la risposta concreta al declino dell’imperialismo americano e alla crisi della globalizzazione neoliberista.”

“Una nuova fase della lotta antimperialista”

Il professore invita a leggere gli eventi non come episodi isolati, ma come tappe di una trasformazione globale: “Il Venezuela rappresenta oggi un laboratorio di resistenza antimperialista. Gli Stati Uniti violano il diritto internazionale, ma si presentano come difensori della democrazia. È un paradosso che svela la vera natura del potere occidentale: un sistema che parla di libertà solo quando gli conviene”.

Per Vasapollo, le accuse delle Nazioni Unite segnano “un cambio di passo importante”: “Che l’ONU riconosca le violazioni della sovranità venezuelana significa che il discorso dominante comincia a incrinarsi. È un segnale di apertura verso un mondo in cui anche i Paesi del Sud possano parlare con voce propria”.

Il docente conclude con un appello alla coscienza internazionale: “Non è una questione di simpatia politica, ma di diritto e di dignità. O si difende il principio di sovranità dei popoli o si accetta che il pianeta resti sotto il dominio di pochi. L’America Latina non tornerà mai più al silenzio imposto dalle dittature e dai colpi di Stato made in USA. Il Venezuela, con la sua resistenza, ne è la prova vivente.”

Rita Martufi, Salvatore Izzo

28/10/2025 https://www.farodiroma.it/

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