L’Italia sta vivendo un “novembre caldo” con massicci scioperi nei trasporti, nell’istruzione e nella sanità
Con questa ondata di scioperi, l’Italia rilancia il clima di disagio sociale che ha segnato le grandi mobilitazioni degli anni ’70 e ’80, riaffermando il ruolo storico del movimento sindacale.
L’Italia sta affrontando un’ondata di scioperi a livello nazionale che minaccia di paralizzare la vita pubblica per tutto il mese di novembre. I principali sindacati del Paese hanno indetto scioperi in settori chiave – istruzione, sanità e trasporti – in bocciatura della legge di bilancio 2026, nota come Manovra, promossa dal governo di Giorgia Meloni.
Le mobilitazioni, iniziate il 4 novembre, riflettono il crescente disagio sociale di fronte ai tagli alla spesa pubblica e alle riforme del lavoro inserite nel piano economico, percepite dalle organizzazioni sindacali come un duro colpo per i lavoratori e i servizi essenziali.
Il settore dell’istruzione è stato il primo a mobilitarsi. Il sindacato Sisa ha invitato gli insegnanti, il personale amministrativo e universitario a uno sciopero nazionale per chiedere stipendi migliori e bilanci adeguati per le scuole pubbliche e le università.
Il 5 novembre, i medici di base organizzati nel sindacato Snami hanno sospeso le cure negli uffici dalle 8:00 alle 20:00, mantenendo solo i servizi di emergenza e cure palliative. Chiedono condizioni di lavoro dignitose e maggiori investimenti nella sanità pubblica.
Il giorno dopo, il 6 novembre, anche più di 60mila lavoratori farmaceutici si sono uniti alla protesta dopo che si sono interrotte le trattative per un nuovo contratto collettivo, il cui ultimo accordo è scaduto nel 2024.
Il 7 novembre i vettori milanesi, affiliati al sindacato Cobas, hanno indetto uno sciopero di 24 ore che ha interessato treni, autobus e tram, facendo crollare parzialmente la mobilità nella capitale economica del Paese.
Il culmine di questa ondata di mobilitazioni è previsto per il 28 novembre, quando i sindacati Cobas e USB (Unione Sindacale di Base) hanno indetto uno sciopero generale nel settore pubblico e privato.
Il trasporto ferroviario sarà interrotto per 24 ore a partire dal 27 novembre alle ore 21:00, mentre gli operatori del traffico aereo e autostradali cesseranno le attività a partire dalle ore 22:00 dello stesso giorno.
Inoltre, l’USB ha convocato una grande manifestazione a Roma il 29 novembre, in cui si prevede che migliaia di lavoratori, studenti e movimenti sociali parteciperanno in difesa dei diritti dei lavoratori e contro la politica economica del governo.
I sindacati italiani denunciano che la Manovra 2026 impone un nuovo ciclo di austerità, limitando gli investimenti pubblici e favorendo il settore privato in settori strategici come la sanità, l’istruzione e i trasporti.
Secondo gli organizzatori, le misure del governo Meloni aggravano le disuguaglianze e minacciano di indebolire i servizi sociali, mentre il costo della vita continua a salire e l’inflazione colpisce le famiglie lavoratrici.
In una dichiarazione congiunta, Cobas e USB hanno sottolineato che la protesta “non è solo una lotta salariale, ma una difesa dello Stato sociale contro la logica dei tagli e della mercificazione pubblica”.
Il malcontento arriva nel mezzo di una crisi di fiducia nel governo di estrema destra di Meloni, che sta anche affrontando proteste studentesche e un crescente rifiuto nel settore sanitario a causa della mancanza di risorse.
7/11/2025 https://www.telesurtv.net/










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