Moderna Caccia alle Streghe e Roghi. Il malleus maleficarum 2.0.

InfoPal. Di Angela Lano. Voglio ribadire un concetto semplice semplice, ma molto difficile da intendere: sono una giornalista professionista iscritta da oltre 30 anni presso l’Ordine degli Giornalisti (anche se quest’anno non rinnoverò più la tessera, visto che nessuno dei colleghi mi ha contattata o dato solidarietà in questa vergognosa caccia alle streghe); sono una studiosa; sono una ricercatrice storica e sono un’antropologa – ho una laurea, un dottorato e due post-dottorati, ho scritto migliaia di articoli e 12 libri – e ho girato mezzo mondo, per i miei studi, il mio lavoro e le mie ricerche, intervistando e fotografando leader, rappresentanti di movimenti e stati, persone comuni, ecc. E apparendo in foto con personaggi politici del Vicino e Medio Oriente, dell’America Latina, del Nord Africa, e così via.

Come la Digos stessa ha potuto vedere, a casa mia c’è di tutto – migliaia di libri, di dossier pieni di articoli (miei e su di me) di 30 anni di lavoro, di libri scritti da me; taccuini pieni di appunti e interviste; diari di viaggi e ricerche; foto appese; altarini mistici ed esoterici (sono una spiritualista); maschere africane e brasiliane; lampadari turchi, iraniani e arabi; collezioni di piatti e teiere; bambole, e di tutto di più. Pure bandierine e cappellini di gruppi di resistenza; badge di conferenze; collane dei nativi brasiliani e quant’altro.

Sono una giornalista-antropologa alla vecchia maniera: colleziono e raccolgo materiali, ricordi, cimeli. E questo da decenni.

Nel corso degli anni, a seconda dei rituali di “pulizia” energetica, ho buttato scatoloni di roba – ritagli di giornale, ricordi dei primi viaggi, appunti, annotazioni. Ho riempito interi bidoni della spazzatura. Se non fosse stato così, la casa sarebbe stata invivibile. Ma, ciononostante, ancora è piena delle mie collezioni e passaggi per il mondo.

Ebbene, parte di quei reperti-memorie mi è stata requisita insieme ai miei computer pieni di 40 anni di studi, ricerche, lavori sul e dal mondo arabo e islamico, come fossero indizi di crimini.

Lo capite?

Non sono una persona qualunque, sono una giornalista e antropologa, deprivata dei suoi strumenti di lavoro e ricerca, e di tutte le sue memorie (non ho più neanche un file a disposizione, neanche quello dei miei ultimi tre libri, due dei quali ancora da pubblicare), e i reperti-ricordi sono stati buttati in pasto alla propaganda mediatica, notoriamente ignorante e impreparata su ciò che presenta al pubblico col titolo presuntuoso di “articolo giornalistico”.

Sono stata messa alla berlina dalle TV e dai giornali mainstream, e pure da quelli di paese, in un copia-incolla delle veline israeliane e dei servizi, senza la dignità di un vero giornalismo di inchiesta.

Nessuno dei colleghi (con la nobile eccezione del direttore di un giornale valsusino) si è preso la briga di intervistarmi. Devo dire che ci ha provato La Stampa, ma mi sono limitata a mandare un articolo da me scritto su InfoPal e a rispondere sinteticamente a due domande, che sono state poi mescolate e impastate nel format che a loro serviva per continuare a ribadire i concetti espressi nel dossier israeliano.

Qual è, dunque, l’accusa che mi si rivolge?

Di essere la capo della propaganda di Haxxs in Italia.

Lavoro a InfoPal, che ho creato 20 anni fa insieme a attivisti umanitari palestinesi musulmani, pubblicando quotidianamente notizie decolonizzate sulla Palestina occupata dalla potenza coloniale di insediamento israeliana; negli ultimi due, racconto, attraverso dati – numeri e testimonianze, foto e video – il genocidio di Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania. Riporto commenti, analisi, rapporti sui crimini dello stato coloniale israeliano.

Questo, per gli inquirenti informati dalle 2000 pagine di menzogne senza prove portate a Genova da un agente del Mossad, sarebbe lavoro di propaganda di Haxxas e non giornalismo…

Lo stabiliscono loro cos’è il lavoro giornalistico? Nello stesso modo in cui stabiliscono che le missioni umanitarie nella devastata Gaza sono “finanziamento a Hamas”?

InfoPal è edito dal 2006, anno di iscrizione presso il Tribunale di Genova, dall’omonima associazione, che è mantenuta (lavoriamo, non facciamo volontariato) dalle donazioni dei musulmani delle moschee. Ciò, non diversamente da altri media di nicchia e sociali che sono sostenuti da chiese e organizzazioni umanitarie.

Queste appena citate sono le accuse a nostro carico.

Non abbiamo mai finanziato Haxxs, tantomeno ricevuto soldi da loro, e ancora meno spartito milioni di euro come la presstitute (è il caso di dirlo a gran voce!) ha raccontato agli italiani, mentre, nello stesso momento, il governo varava la peggiore finanziaria di sempre, coperta, appunto, furbescamente, dai vergognosi servizi tv sul mio caso e su quello degli attivisti pro-Pal in carcere.

Gli italiani, dunque, sono stati fregati da quei servizi farlocchi, menzogneri e anti-etici, mentre il governo fascisionista varava una sodomizzazione economica collettiva e il gregge non se ne accorgeva, troppo distratto da islamofobia e razzismo anti-arabo.

I mezzi che il Sistema di potere utilizza non cambiano dall’età dei Romani, soltanto che ora il Circo sono i media-spazzatura con la loro legione di veline e escort del sistema di disinformazione nazionale.

Il gregge-folla è sempre quello dei roghi delle Streghe, soltanto che al posto delle moltitudini di umani sdentati, sporchi e vestiti di stracci, ad avere organismi e ad esaltarsi mentre si bruciano gli eretici e le streghe sono i telespettatori e i lettori dei giornali.

Non sanno, gli ignari imbecilli razzisti e fobici, che tra poco toccherà a tutti loro essere sacrificati all’altare dei folli guerrafondai.

Saranno costretti a mandare i loro figli maschi in guerra e se non lo faranno, saranno prelevati da casa e messi al rogo.

Come noi, in questo momento.

3/1/2026 https://www.infopal.it/

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