Gaza sull’orlo del baratro: aiuti bloccati, il trauma si approfondisce e immagini satellitari rivelano nuovi piani israeliani
Le condizioni a Gaza peggiorano mentre Israele limita gli aiuti e mantiene chiuso il valico di Rafah. (Foto: QNN)
Gaza affronta una crisi sempre più profonda: gli aiuti restano limitati, le condizioni invernali peggiorano, gli attacchi militari continuano e le immagini satellitari fanno temere di spostamenti forzati.
La Difesa Civile di Gaza ha avvertito giovedì che l’enclave assediata sta affrontando una catastrofe umanitaria senza precedenti, chiedendo un intervento internazionale urgente mentre le condizioni di vita peggiorano in tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Il portavoce della Difesa Civile Mahmoud Bassal ha dichiarato che Gaza sta vivendo un crollo totale, segnato dall’assenza di rifugi, strade e aree residenziali vulnerabili a bombardamenti in qualsiasi momento, e ospedali in orlo di collasso.
Bassal ha sottolineato che la situazione richiede un’immediata azione internazionale e un impegno umanitario per salvare feriti, malati, bambini e famiglie sfollate, mentre Israele continua a imporre severe restrizioni agli aiuti e alla mobilità.
Freddo, fame e crollo medico
L’avvertimento arriva in un mezzo di ripetute ondate di freddo estremo, aggravate da una grave carenza di forniture di riscaldamento, in particolare tra i palestinesi sfollati e i gruppi vulnerabili, inclusi i feriti.
Le condizioni sono peggiorate mentre Israele continua a limitare l’ingresso di beni essenziali, aiuti umanitari e forniture mediche, mantenendo il valico di Rafah in gran parte chiuso, impedendo ai pazienti di viaggiare per cure urgenti.
Una fonte del Nasser Medical Complex ha riferito che un palestinese è stato ucciso da colpi israeliani fuori dalle aree di dispiegamento israeliano a Khan Yunis, sottolineando il pericolo continuo che affrontano i civili nonostante le accuse di de-escalation.
Trauma psicologico a lungo termine
Lo psichiatra palestinese Dr. Samah Jabr ha avvertito che le politiche israeliane di fame sistematica e genocidio a Gaza stanno infliggendo danni psicologici che non finiranno con un cessate il fuoco.
Parlando con l’Agenzia Anadolu, Jabr ha detto che il trauma causato da fame prolungata, sfollamento, bombardamenti e perdite potrebbe estendersi su tre o quattro generazioni, radicandosi nella memoria collettiva dei palestinesi.
Ha sottolineato che la malnutrizione a Gaza precede la fase attuale della guerra e che la fame attuale non è una conseguenza involontaria del conflitto, ma una politica deliberata volta a spezzare la resilienza collettiva.
Jabr ha osservato che separare le cause del trauma psicologico a Gaza è quasi impossibile a causa degli impatti sovrapposti di distruzione, fame, sfollamento e dolore.
Appelli internazionali per revocare le restrizioni sugli aiuti
Con il peggiorare delle condizioni umanitarie, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Irlanda, Giappone, Norvegia, Portogallo, Spagna e Regno Unito hanno riaffermato il loro sostegno all’Agenzia delle Nazioni Unite per i Soccorsi e i Lavori (UNRWA) e al suo ruolo essenziale nella fornitura degli aiuti.
I ministri degli esteri di questi paesi hanno esortato Israele a mantenere pienamente i suoi impegni per facilitare l’accesso umanitario a Gaza, ampliare la consegna sicura degli aiuti e riaprire tutti i valichi di frontiera, incluso il permesso di transitare attraverso Rafah in entrambe le direzioni.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha affermato che il cessate il fuoco a Gaza rimane “estremamente fragile”, sottolineando che l’ingresso immediato e senza ostacoli degli aiuti umanitari deve ora essere la massima priorità.
Da maggio 2024, Israele occupa il lato palestinese del valico di Rafah come parte della sua guerra genocida su Gaza, avviata nell’ottobre 2023 con il sostegno degli Stati Uniti. Il genocidio ha ucciso più di 71.000 palestinesi e ferito oltre 171.000, la maggior parte delle quali donne e bambini.
Attacchi in corso nonostante il cessate il fuoco
Le forze di occupazione israeliane hanno continuato a violare il cessate il fuoco, ormai al suo 111º giorno, secondo rapporti locali.
Le truppe israeliane demolirono abitazioni a Rafah, aprirono il fuoco vicino all’asse Morag a nord della città e effettuarono pesanti colpi di carri armati a est di Khan Yunis. Nel centro di Gaza, elicotteri israeliani hanno sparato su aree a est del campo profughi di al-Bureij.
Dall’annuncio del cessate il fuoco l’11 ottobre 2025, almeno 492 palestinesi sono stati uccisi e 1.356 feriti, con i corpi di 715 palestinesi successivamente recuperati dalle macerie. Il bilancio totale delle vittime dal 7 ottobre 2023 è salito a 71.667, con 171.343 feriti, secondo il Ministero della Salute di Gaza.
Immagini satellitari rivelano preparativi a Rafah
Recenti immagini satellitari analizzate dal team di indagine digitale di Al-Jazeera hanno rivelato un sistema sistematico di bonifica e livellamento del terreno nella parte occidentale di Rafah, vicino all’asse di Morag, controllato da Israele.
Le immagini, scattate tra il 2 dicembre 2025 e il 26 gennaio 2026, mostrano scavi su larga scala e appiattimenti del terreno che coprono circa 1,3 chilometri quadrati, suggerendo preparazioni per un futuro piano israeliano piuttosto che per la rimozione di rottami di routine.
Reuters ha citato il generale israeliano in pensione Amir Avivi, che ha detto che Israele sta preparando terreni nel sud di Gaza per un campo destinato ad ospitare palestinesi, potenzialmente dotato di sistemi di riconoscimento facciale e controlli di sorveglianza ai punti di ingresso.
Avivi ha detto che il campo sarebbe stato costruito a Rafah dopo la bonifica del tunnel, con la supervisione israeliana su ingresso e uscita, e che ai palestinesi sarebbe stata poi data la “scelta” di andarsene o restare.
I media israeliani hanno riportato dispute tra Israele ed Egitto riguardo agli accordi per l’attraversamento di Rafah, con funzionari israeliani che cercano di garantire che più palestinesi escano da Gaza che entrino, una proposta che l’Egitto si oppone a causa del timore di uno spostamento forzato.
Il capo dell’Ufficio Media del Governo di Gaza, Ismail al-Thawabta, ha descritto il campo pianificato come una copertura per lo sfollamento forzato, avvertendo che si allinea con gli sforzi israeliani più ampi per svuotare parti di Gaza dalla propria popolazione.
Una popolazione sotto assedio
Israele ha imposto un blocco terrestre, aereo e marittimo a Gaza per oltre 18 anni. Dei 2,3 milioni di abitanti di Gaza, almeno 1,5 milioni sono attualmente sfollati, vivendo in condizioni ampiamente descritte dalle agenzie umanitarie come catastrofiche.
Con l’avanzare dell’inverno, l’aiuto resta limitato e l’attività militare continua, la difesa civile di Gaza e le agenzie internazionali avvertono che senza un intervento immediato, il disastro umanitario continuerà a peggiorare.
(PC, AA, AJA, QNN, Media Palestinese)
29/1/2026 https://www.palestinechronicle.com/










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