Il filosemitismo come alibi per altri razzismi

di Roberto Della Seta

La proposta di legge prevede di sanzionare come «antiebraica» ogni critica radicale verso Israele e le sue politiche criminali a Gaza e in Cisgiordania

L’hanno fatto. Ieri la maggioranza nella prima commissione del senato, col sostegno di Italia Viva, ha approvato un testo base sulla «lotta all’antisemitismo», nella realtà una proposta ricalcata sui disegni di legge presentati nei mesi scorsi dalla destra e da Iv.
La proposta di legge prevede di sanzionare come «antiebraica» ogni critica radicale verso Israele e le sue politiche criminali a Gaza e in Cisgiordania.

I senatori di Avs, Pd e 5Stelle hanno votato contro, Pd e M5S hanno presentato due altri disegni di legge (primi firmatari Andrea Giorgis e Alessandra Maiorino) che integrano la lotta all’antisemitismo nel contrasto di tutte le forme di razzismo. C’è poi, come noto, un ulteriore proposta, firmata da Graziano Delrio e da altri senatori Pd dell’area riformista, che ricalca lo schema generale dei testi proposti dalla destra, a cominciare da una definizione di antisemitismo – battezzata anni fa dalla International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra) – che estende il concetto a tutte le espressioni che mettono in discussione il sionismo e la legittimità dello Stato di Israele. Nessuno di questo gruppo di «dissidenti» Pd fa parte della commissione che ha approvato il testo base, ma Delrio ha dichiarato di condividere l’accelerazione imposta dalla destra, aggiungendo che non ritirerà la sua proposta né voterà quella del suo partito.

La data scelta per il voto di ieri, il 27 gennaio Giorno della Memoria, non è ovviamente casuale: ha il senso mettere il ricordo di sei milioni di ebrei e di centinaia di migliaia di altri «diversi» – rom, omosessuali, disabili, oppositori politici del nazifascismo – al servizio dei tentativi reiterati della destra per delegittimare e anche sanzionare, con il marchio d’infamia dell’antisemitismo, le mobilitazioni di questi mesi contro la guerra di sterminio condotta da Israele a Gaza, contro le scorribande delle squadracce di coloni in Cisgiordania spalleggiate da esercito e polizia israeliani, contro anche i silenzi complici di molti governi europei compreso il nostro davanti ai crimini d’Israele.

Il punto non è se ci sia bisogno di contrastare l’antisemitismo, quello vero. Ce n’è, sicuramente: spinto dal pretesto della solidarietà filopalestinese, l’antico, quasi eterno odio antiebraico ha ripreso vigore in tutte le sue forme. È presente e diffuso nel dibattito pubblico, e in propaggini seppure minoritarie dello stesso movimento «pro-pal», anche l’antisemitismo sociale, che in modo più o meno esplicito attraverso l’equazione Israele uguale ebraismo evoca nell’ebreo una sorta di quintessenza del capitalismo più rapace e dell’Occidente imperialista, o che quasi compiaciuto punta il dito contro le «vittime» divenute «carnefici».

L’antisemitismo è una bestia feroce che va combattuta con forza, ma è miserabile utilizzare questa urgenza per togliere dignità o addirittura agibilità all’indignazione e alla rabbia, sacrosante, contro l’odierno Israele. È tanto più miserabile da parte della destra italiana: da una destra che in suoi pezzi importanti ha un rapporto storico con l’antisemitismo non proprio commendevole – per dirla con una battuta, ancora qualche anno fa il suo allora giovane dirigente Bignami si divertiva mostrandosi a una festa in maschera da SS – e dunque sta esibendo con foga un suo vantato «filosemitismo» come sbiancante che può cancellare tutte le macchie ereditate dal suo passato.

Ma c’è di più. Fare dell’antisemitismo una categoria separata dal razzismo, come nelle norme proposte, non è una scelta innocente: consente alla destra di proclamarsi da una parte «filosemita» e di proseguire dall’altra nella sua propaganda di odio, di intolleranza verso altre minoranze, siano i rom o gli islamici o in generale gli immigrati.

La destra ha i numeri per approvare sia al senato che alla camera il testo base votato ieri. Almeno è auspicabile che nessuno nel centrosinistra unisca la sua voce a quella di chi vorrebbe contrabbandare come antisemitismo la posizione dei tanti che qualificano come genocidio la guerra israeliana nella Striscia e denunciano la deriva nazionalista, suprematista, razzista dello Stato di Israele, Di chi si improvvisa amico degli ebrei vittime da secoli di razzismo e poi il razzismo lo pratica tutti i giorni.

28/1/2026 https://www.osservatoriorepressione.info

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