Al Jazeera: l’avanzata di Israele
Più o meno volutamente distratta dalla questione dello Stretto di Hormuz e del cessate-il-fuoco-con-scontri-a-fuoco in atto fra Stati Uniti ed Iran, l’attenzione dei commentatori dei grandi media non ci sta aggiornando sull’avanzata in corso dello Stato di Israele verso i suoi obiettivi territoriali, perseguiti tenacemente in spregio alle risoluzioni internazionali ed ai vari accordi di tregua che oramai si sprecano, senza più alcun valore effettivo.
L’autorevole Al Jazeera, utilizzando le informazioni fornite dall’indipendente Armed Conflict Location & Event Data Project (ACLED), presenta un quadro, corredato da mappe dettagliate, che dicono diverse cose su come Israele stia passo passo perseguendo, nelle tre aree maggiormente rilevanti, il disegno della Grande Israele sionista.
Questa analisi stima «che l’area totale sotto controllo militare israeliano sia di circa 1.000 km2, distribuita in tre zone principali dopo il 7 ottobre 2023: la Striscia di Gaza, il Libano meridionale e la Siria meridionale». A titolo di confronto come ordine di grandezza, questa superficie è più o meno equivalente ad una provincia come quella di Vibo Valentia, in Italia.
Vediamo qualche dettaglio.
Gaza
Le mappe dell’accordo del cosiddetto cessate il fuoco dell’ottobre 2025, prevedevano che la presenza israeliana fosse localizzata ad est della cosiddetta Linea Gialla, in un’area che copriva circa il 53% della superficie totale di Gaza: fatto già di per sé indicativo di come sarebbe stato assai difficile mettere in pratica l’azione del cosiddetto Board of Peace, del quale non a caso pare si siano perse le tracce.
Gradualmente, però, l’area sotto controllo militare israeliano è venuta avanzando verso ovest da 67,3 km² (circa la metà dell’area del nord) a 73,9 km² (28,5 miglia quadrate), pari al 54,7% della sua superficie totale, con un incremento del 4,7%.
Il tutto mentre il bilancio delle vittime dell’offensiva israeliana contro Gaza è salito a 72.803 morti e 172.855 feriti dal 7 ottobre 2023, tenendo presente che, dall’entrata in vigore del fantomatico cessate il fuoco, l’11 ottobre dello scorso anno, ben 906 persone sono state uccise e 2.747 ferite. Nello stesso periodo sono stati poi recuperati 781 corpi di vittime del conflitto.
Libano
L’avanzata israeliana in Libano rappresenta più della metà del totale occupato militarmente da Israele:
«Secondo le mappe ufficiali pubblicate dall’esercito israeliano, in seguito all’accordo di cessate il fuoco firmato il 17 aprile 2026, – scrive Al Jazeera – l’area delle zone sotto controllo militare israeliano nel Libano meridionale ha raggiunto circa 570 km²».
Anche qui, nonostante la cosiddetta tregua, il bilancio delle vittime è in regolare, costante ascesa, come conferma il Centro operativo di emergenza del Ministero della Salute pubblica libanese, che ha annunciato lunedì 25 maggio scorso che il bilancio delle vittime dell’aggressione israeliana al Paese dei cedri, tra il 2 marzo e il 25 maggio, ha raggiunto quota 3.185, oltre a 9.633 feriti.
Siria
Per quanto poi concerne le operazioni militari che lo Stato di Israele svolge nella Siria meridionale, dopo la caduta di Assad, lo studio di Al Jazeera conclude che «la presenza militare israeliana si è gradualmente trasformata da un modello di avamposti militari fissi a profonde incursioni nel territorio siriano. Mentre la stima di 235 km2 riflette l’area approssimativa delle zone sotto occupazione militare diretta, i dati relativi a oltre 800 incursioni rivelano una zona operativa in cui le forze israeliane manovrano frequentemente al di fuori di tali confini».
Particolarmente interessante quanto Israele sta appunto attuando lungo la fascia di confine israelo-siriano, nelle Alture del Golan. Fadel Abdulghany il 17 maggio scorso in un documentato articolo[1], dà notizia dei lucrosi contratti di sminamento che Israele ha definito con gli Usa:
«tra febbraio e marzo 2026, Ondas Holdings ha annunciato che la sua controllata 4M Defense aveva ricevuto un ordine iniziale del valore di 15,8 milioni di dollari nell’ambito di un contratto di sminamento del valore di 30 milioni di dollari, relativo a quasi 741 acri lungo il confine israelo-siriano. Nell’aprile del 2026, è seguito l’annuncio di un altro ordine iniziale del valore di 10 milioni di dollari nell’ambito di un programma separato di sminamento del valore di 50 milioni di dollari, legato alla “Barriera di sicurezza del confine orientale” israeliana, il cui costo raggiunge 1,7 miliardi di dollari. Il valore del programma congiunto relativo alla sola componente del confine siriano potrebbe arrivare a 60 milioni di dollari. L’implementazione si basa su robot terrestri autonomi, droni e piattaforme di sensori basate sull’intelligenza artificiale, gestiti in base a un contratto con una società quotata negli Stati Uniti».
Secondo Abdulghany, tuttavia, il risvolto “umanitario” di quest’opera di sminamento, un buon business per le aziende citate, farebbe però parte di una strategia diversa, in linea con quanto abbiamo visto poco fa:
«Questi contratti sono inscindibili dalla Barriera di sicurezza del confine orientale, inaugurata ufficialmente dal Ministro della Sicurezza Israel Katz nel marzo 2025. Questa barriera è un sistema multistrato che comprende recinzioni fisiche, radar, telecamere e sensori di intelligence, e si estende per circa 500 chilometri dalle alture del Golan occupate, attraverso la Cisgiordania, fino all’area a nord di Eilat. Il Ministero della Difesa israeliano ne descrive lo scopo come il rafforzamento del controllo strategico sul confine orientale. La rimozione delle mine dai terreni contaminati lungo il confine israelo-siriano è una condizione preliminare per la costruzione di questa barriera e per il posizionamento militare avanzato che l’accompagna».
È evidente che in tal modo Israele si è assicurato definitivamente le alture del Golan, un’altra occupazione israeliana che non è mai stata internazionalmente riconosciuta.
- F. Abdulghany, “Israel’s Gradual Annexation of Southern Syria under the Pretext of Mine Removal”, The Syrian Network for Human Rights, 17 maggio 2026.↑
Gaetano Colonna
27/5/2026 https://clarissa.it/









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