Piemonte e Autonomia Differenziata
COMUNICATO STAMPA
La VII Commissione si prepara a votare lo spacconamento dell’unità nazionale. Deambrogio (PRC): Un mercimonio sulla pelle dei cittadini.
L’imminente arrivo in VII Commissione consiliare regionale delle deliberazioni sull’Autonomia Differenziata segna una delle pagine più buie e critiche della storia recente della Regione Piemonte.
Rifondazione Comunista, per bocca del suo segretario regionale Alberto Deambrogio, esprime la più totale e intransigente condanna nei confronti di un provvedimento che non è altro che un grimaldello per scardinare la solidarietà nazionale e i diritti universali dei cittadini.”Siamo di fronte a un vero e proprio mercimonio istituzionale”, dichiara Alberto Deambrogio. “La VII Commissione si appresta a sdoganare un progetto che spaccherà il Paese, legalizzando le disuguaglianze e istituzionalizzando l’esistenza di cittadini di serie A e di serie B.
La giunta regionale piemontese si fa complice di un disegno eversivo, trasformando i diritti costituzionali in privilegi legati al codice postale”.
Secondo il segretario regionale del PRC, le conseguenze per il Piemonte saranno devastanti: “Vogliono far credere ai piemontesi che l’autonomia porterà benefici, ma la realtà è che ci ritroveremo con servizi pubblici ancora più deboli, una sanità svenduta ai privati e un territorio esposto alla speculazione. Questo non è decentramento, è l’egoismo dei territori più ricchi elevato a sistema di governo, una follia liberista che penalizza il lavoro, i servizi sociali e i ceti popolari della nostra stessa regione”.
Rifondazione Comunista del Piemonte lancia quindi un appello a tutte le forze democratiche, sindacali, associative e ai movimenti sociali per costruire un fronte comune di resistenza dentro e fuori i palazzi della Regione.”Non assisteremo passivamente a questo scippo della democrazia e dell’uguaglianza”, incalza Deambrogio. “Chiediamo ai membri della VII Commissione un sussulto di dignità e di responsabilità nei confronti dei territori e delle persone che rappresentano. Votare a favore di questo scempio significa tradire il mandato popolare. Da parte nostra, la risposta è ferma: siamo pronti a continuare la protesta e a contrastare con ogni mezzo politico e sociale questo tentativo di frantumare l’unità della Repubblica, la sua sostanziale eguaglianza”.
25/8/2026









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