I tram di Bologna e Roma sono di un’azienda legata all’occupazione israeliana

Caf gestisce la metropolitana leggera di Gerusalemme e ne amplia le linee nei quartieri palestinesi occupati; sei organizzazioni l’hanno già denunciata in Spagna

di Luigi Mastrodonato

In breve

  • Caf, azienda spagnola che costruisce i nuovi tram di Bologna e Roma con un contratto da 200 milioni di euro, gestisce anche la metropolitana leggera di Gerusalemme.
  • Il progetto israeliano espande le linee tranviarie nei quartieri palestinesi occupati, favorendo l’esproprio di terre e gli spostamenti dei coloni, secondo l’ong Who Profits.
  • Sei organizzazioni hanno già denunciato Caf alla procura spagnola, ma Bologna e Roma hanno comunque firmato contratti con l’azienda.

Una buona notizia per il trasporto pubblico e la transizione ecologica della mobilità urbana di Bologna. Dopo un lungo viaggio partito dai Paesi Baschi, proseguito in nave nel mar Mediterraneo e passato per il porto di Savona, il primo tram prodotto dalla società spagnola Caf (Construcciones y auxiliar de ferrocarriles) è arrivato nel capoluogo emiliano. A fine settembre inizierà la fase di rodaggio e dal 2027 Bologna vedrà diventare operativa la sua prima linea tranviaria. Su cui però ci sono le ombre di gravi violazioni dei diritti umani. 

La società Caf è infatti coinvolta nella costruzione di linee tranviarie negli insediamenti israeliani illegali all’interno dei territori occupati palestinesi. E da anni è sotto i riflettori delle organizzazioni della società civile, che hanno anche presentato una denuncia penale alla procura spagnola.

La prima linea tranviaria di Bologna e il ruolo di Caf

Il taglio del nastro istituzionale della prima linea tranviaria di Bologna è avvenuto il 9 settembre. Una cerimonia simbolica visto che per l’operatività completa della “Linea rossa” bisognerà aspettare il 2027, ma durante la quale è stato possibile svelare il primo convoglio della società spagnola Caf, che si è aggiudicata un contratto da 200 milioni di euro complessivi per rifornire di treni le linee tranviarie di Bologna e Roma e che ha iniziato a spedire i convogli dal suo stabilimento nei Paesi Baschi.

La multinazionale spagnola Caf, quotata in Borsa, è specializzata nella progettazione e produzione di treni, tram, autobus e sistemi di trasporto. La sua attività non si limita alla fornitura dei veicoli ma anche alla progettazione, elettrificazione, segnalamento, gestione e manutenzione delle infrastrutture ferroviarie. Nel caso di Bologna, si occuperà della fornitura e della manutenzione di 60 tram, con un primo ordine da 33 unità, per un valore di oltre 130 milioni di euro. I tram in spedizione, di cui il primo presentato il 9 settembre, sono il modello Urbos da 35 metri con capacità di oltre 200 passeggeri. 

È solo l’inizio della rivoluzione della mobilità urbana bolognese in chiave sostenibile, visto che l’obiettivo all’orizzonte è la realizzazione di altre tre linee tranviarie – la gialla, la verde e la blu. Ma a oscurare la buona notizia in chiave di transizione ecologica c’è il profilo della società spagnola.

Caf e l’economia dell’occupazione israeliana

Caf detiene la concessione per la gestione, l’ampliamento e la manutenzione della rete di metropolitana leggera di Gerusalemme. La gara d’appalto, indetta dal ministero delle Finanze israeliano, è stata vinta da Caf insieme al partner israeliano Shapir Engineering and Industry nel 2019 e prevede, per un valore complessivo iniziale di 11 milioni di shekel, la gestione e la manutenzione della Linea rossa, già esistente, e la costruzione, la gestione e la manutenzione della nuova Linea verde.

Come sottolinea Who Profits, un’organizzazione non governativa israeliana fondata nel 2007 che analizza le attività commerciali di aziende israeliane e internazionali nei territori occupati palestinesi, «il progetto è subordinato all’esproprio di terre palestinesi e all’ulteriore frammentazione territoriale dei quartieri palestinesi della città, al fine di creare continuità territoriale e agevolare gli spostamenti dei coloni». I lavori sono già iniziati e il consorzio formato da Caf e Shapir Engineering and Industry ha ricevuto finanziamenti ulteriori da parte del governo israeliano per anticipare la deadline.

La società basca da tempo è sotto i riflettori della società civile spagnola e internazionale. Lo scorso maggio la procura spagnola ha acconsentito a esaminare una denuncia presentata da sei organizzazioni della società civile nei confronti Caf per il suo coinvolgimento nella realizzazione delle due linee tranviarie israeliane all’interno dei territori palestinesi occupati. Nel 2025 il movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (Bds) ha diffuso una lettera firmata da decine di realtà per esortare i governi nazionali a non firmare contratti con l’azienda Caf, considerati «illegali e immorali». Una richiesta evidentemente non presa in considerazione in città come Bologna e Roma, dove i binari del tram si apprestano a essere solcati da convogli legati all’economia dell’occupazione israeliana.

10/9/2026 https://valori.it/

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