Osservatorio di Bologna: “A stamattina già 1.105 morti complessivi nel 2026. Una strage senza fine nel silenzio delle istituzioni, con il dramma degli appalti a cascata”

76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Infortuni sul Lavoro

Bologna, 11 Ottobre 2026 – In occasione della 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Infortuni sul Lavoro, l’Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro rende noti i dati aggiornati a questa mattina: dall’inizio del 2026 si registrano già 1.105 morti complessivi (compresi i decessi in itinere), di cui ben 895 avvenuti direttamente sui luoghi di lavoro.

Dopo 19 anni di monitoraggio continuo, l’Osservatorio lancia un grido d’allarme durissimo: la situazione non solo non è migliorata, ma registra un ennesimo e intollerabile peggioramento.

I dati raccolti tracciano il ritratto di una vera e propria emergenza nazionale, alimentata da scelte normative che mettono al riparo i profitti e scaricano i rischi sui lavoratori. L’incremento dei decessi è drammaticamente legato anche all’introduzione degli appalti a cascata, introdotti dal Ministro Matteo Salvini e dal governo a partire dall’ottobre 2022. Un meccanismo perverso che ha frammentato la sicurezza, destrutturato il lavoro e azzerato le tutele nei cantieri.

I numeri della vergogna: anziani costretti a morire nei cantieri, giovani senza futuro

A morire sono da un lato i giovanissimi, catapultati nel lavoro senza formazione né tutele, e dall’altro gli anziani, costretti a restare nelle impalcature o sui campi in un’età in cui dovrebbero godersi la pensione:

  • Oltre il 30% dei morti complessivi ha più di 60 anni.
  • Il 17% del totale delle vittime ha addirittura superato i 70 anni.

Le dinamiche mortali si ripetono sempre uguali: cadute dall’alto e ribaltamenti dei mezzi agricoli. I morti schiacciati da trattore sono già 145 dall’inizio dell’anno, superando in soli dieci mesi l’intero totale del 2025 (che fu di 143 vittime).

Raddoppia drammaticamente anche il prezzo pagato nel settore dei trasporti e della logistica: i morti nell’autotrasporto sono già 147 nel 2026, praticamente raddoppiati rispetto al 2025, con drammatici incidenti registrati anche negli ultimi giorni.

Lavoratori stranieri: carne da macello e doppiamente vittime

Particolarmente grave è la situazione dei lavoratori immigrati, che pagano un tributo di sangue sproporzionato. In percentuale rispetto al numero di occupati in età lavorativa, gli stranieri muoiono il doppio rispetto agli italiani. Svolgono i lavori più umili, pesanti e pericolosi, spesso nell’ombra del lavoro nero o del caporalato. Eppure vengono costantemente dipinti dalla propaganda politica come una minaccia sociale, mentre nella realtà muoiono per mandare avanti il Paese.

A ciò si aggiungono episodi orrendi, come quello di Salvatore Carlignano, il cui corpo è stato spostato dopo l’incidente per coprire le responsabilità dei datori di lavoro. Non si tratta di casi isolati: sono moltissimi gli episodi analoghi, fino ad arrivare alla piaga drammatica dei lavoratori stranieri invisibili, scomparsi nel nulla e di cui si perde persino la memoria.

L’Osservatorio: “I lavoratori valgono meno di niente, ma il prezzo politico si farà sentire”

“Dopo 19 anni di attività e monitoraggio dobbiamo constatare che i lavoratori sono considerati meno di niente,” denuncia l’Osservatorio. “Non si sente una sola voce istituzionale che si levi con decisione contro questa strage quotidiana. Ma la popolazione è ormai profondamente attenta e consapevole di questa barbarie. Nelle prossime scadenze elettorali questo peso si farà sentire con forza: è semplicemente intollerabile che in un Paese civile si continui a morire di lavoro nell’indifferenza generale.”

L’Osservatorio Indipendente di Bologna ribadisce che continuerà a denunciare ogni singola morte e a pretendere lo stop immediato alla deregolamentazione e agli subappalti senza fine.

Contatti per la stampa:

Osservatorio Indipendente di Bologna sui Morti sul Lavoro

Email: carlo.soricelli@gmail.com

Sito web http://cadutisullavoro.blogspot.it

11/10/2026

Immagine: Opera di Carlo Soricelli

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