Amianto a Vicenza in cantieri TAV

Come al solito interventi del giorno dopo (the day after), Istruzioni per non perdersi in un bicchier d’acqua

Ormai, anche per la questione dell’amianto ci viene a mancare persino la soddisfazione di poter dire
“incredibile” ! Non che poter pronunciare questa parola costituisca motivo di grande sollievo, ma non la
possiamo più pronunciare; per ora, comunque, ci atterremo alla questione di Vicenza
Non c’è ovviamente analogia ma per il mero meccanismo freudiano descritto come “associazione di idee”,
vengono in mente gli scenari di guerra (e di genocidio)in cui le “forze armate” bombardano edifici di ogni
tipo, anche civili, incuranti della presenza di amianto…tanto le bombe ti uccidono subito e l’amianto invece
ti uccide dopo lunga latenza dall’inizio della esposizione

ORA : QUANTO E’ ACCADUTO A VICENZA NEI DUE CANTIERI DI VIALE VERONA E di via dei Montecchi , A 34 ANNI DAL VARO DELLA LEGGE 257/1992 (Norme per la cessazione dell’uso dell’amianto !!!) E’ TROPPO
GRAVE PER NON INDURRE LA IMMEDIATA ADOZIONE DI UNA STRATEGIA CHE GARANTISCA LA
PREVENZIONE E DUNQUE LA ELIMINAZIONE DEL RISCHIO ALLA FONTE
LA PREVENZIONE OVVIAMENTE SI COSTRUISCE IL GIORNO PRIMA E NON IN GIORNO DOPO ANDANDO A RACCOGLIERE FIBRE E SFRIDI DI AMIANTO, COME SI DICE IN GERGO POPOLARE, “COL CUCCHIAINO”

Vicenza, come tante altre città e comunità locali i Italia e nel mondo ha già sofferto molto, anche in perdita
di vita umane, per la “questione amianto”; già il primo report regionale sui mesoteliomi redatto dal grande
compianto e “inascoltato” medico ed epidemiologo Enzo Merler, citava otto lavoratori deceduti per
mesotelioma emersi dalla coorte dell’OGR di Vicenza (stiamo parlando del solo primo rapporto pubblicato
25 anni fa!!!)

Ci saremmo aspettati, anche per questo, maggiore attenzione da parte delle istituzioni dopo i tanti lutti
che l’uso irresponsabile dell’amianto ha causato anche nella città di Vicenza

E’ necessario, oggi, accertare le responsabilità di quanto è accaduto nei cantieri di Vicenza; occorre
applicare le sanzioni previste, ma non è sufficiente; se si concretizzerà un procedimento penale faremo
istanza di costituzione di parte civile;

non possiamo fare affidamento solo su un rispetto delle norme atteso e spesso eluso;
occorre eliminare il rischio alla fonte;
abbiamo visto anche nella cosiddetta “emergenza caldo”: i datori di lavoro , immemori o inconsapevoli

oppure tendenti in maniera deliberata a trascurare i loro obblighi di valutazione del rischio e di prevenzione,
hanno avuto bisogno di ordinanze regionali : da soli, nonostante gli obblighi del decreto 81/2008 “non ci
arrivavano” a causa del generalizzato “analfabetismo padronale” in materia di tutela dalla salute dei
lavoratori

Dunque il controllo pubblico è necessario e inevitabile;
per questo seguiremo con attenzione le indagini in corso ma , per non limitarci agli interventi del “the day
after” dobbiamo proporre anche al sindaco di Vicenza, come abbiamo fatto con decine di altri sindaci,
spesso rimanendo inascoltati, la necessità ed urgenza di una ordinanza per il censimento capillare
dell’amianto presente nel territorio del comune
Proponiamo una ordinanza già adottata, nel lontano 2010, dal comune di s.Lazzaro di Savena (Bo) che ha
mostrato alta efficacia nel percorso di monitoraggio e bonifica;
il testo di questa ordinanza, per chiunque interessato, è disponibIle;

esiste già l’obbligo per chiunque detenga materiali amiantiferi di censirli ; esiste l’obbligo di presentare un
piano di lavoro alla Usl prima di avviare operazioni che possano disturbare materiali amiantiferi ma abbiamo
visto, anche nel caso di Vicenza, che, evidentemente questi obblighi possano essere ignorati e aggirati;
dunque occorre che le istituzioni pubbliche garantiscano preventivamente il rispetto delle norme e non si
limitino ad intervenire a posteriori;

rispetto ai “fatti” di Vicenza occorre focalizzare:

  • Natura ed entità dei materiali amiantiferi disturbati compreso l’accertamento del tipo di amianto
    presente (se amianto crisotilo o anche amianti anfiboli); sono tutti cancerogeni per l’uomo e per
    l’animale ma gli anfiboli sono più aggressivi
  • Esisti dei monitoraggi (polveri aerodisperse, polveri sedimentate)
  • Metodi analitici (tecniche di prelievo/campionamento e tipo di microscopi utilizzati); non
    possiamo “dimenticare: da 50 anni instiamo sulla semplice e lampante verità scientifica circa la
    inesistenza di una “soglia di sicurezza” (per quanto minima) della esposizione ad amianto…ne
    riparleremo
  • Natura di altre polveri aerodisperse e/o sedimentate nel corso dei lavori di demolizione con
    riferimento sia alle dimensioni delle particelle che alla tipologia geologica e alla eventuale
    presenza di silice libera cristallina (altro fattore di rischio notoriamente cancerogeno come
    l’amianto) molto probabile nei materiali utilizzati in edilizia
    Al fine di verificare la fattibilità del percorso che suggeriamo facciamo appello al dialogo alle istituzioni
    sanitarie pubbliche, al Sindaco, all’ Isde, Italia nostra, sindacato CUB ed altri sindacati di lavoratori, cittadini,
    associazioni ambientaliste e gruppi consiliari comunali.
  • Vito Totire, RETE NAZIONALE LAVORO SICURO-AEA-associazione esposti amianto e rischi per la salute

via Polese 30 40122 Bologna 333.4147329
Bologna, 24.8.2026

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