Anni di politiche infami. E domani?
Versione interattiva Lavoro e Salute Settembre 2026 – Lavoro & Salute – Blog
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A volte raccontare uno sprazzo di giornata è chiarificatore quasi come una analisi sociologica sul “comune sentire”. Nei giorni del torrido agosto di Torino ho avuto uno sconfortante “confronto” con un vecchio conoscente, dirigente di fabbrica, davanti a un caffè freddo ristoratore. Dopo alcuni ricordi di scontro civile davanti ai cancelli durante gli scioperi ha raccontato i suoi problemi di salute, e della moglie, che non riesce ad affrontare, e venuto a sapere che ho lavorato in sanità e che pubblichiamo un mensile – con la sanità uno dei temi centrali insieme alla sicurezza sul lavoro e lui, onestamente, ha ricordato il mio impegno sindacale e anche giornalistico con il periodico operaio “compagni”sui problemi nella fabbrica siderurgica.
Quindi ha iniziato ad inveire contro l’inefficienza della sanità pubblica, ho cercato con pazienza di difendere, con cognizione di causa, medici e infermieri prima di tutti, la sua, giusta, conclusione è stata “non c’è più giustizia sociale” ma, ha continuato, saltando all’improvviso su altro, “non c’è più neanche giustizia penale, guarda ad esempio quel povero gioielliere Mario Roggero che è stato definito da voi un killer, colpevole solo di aver sparato per legittima difesa”.
Non ha lasciato spazio alla replica alzandosi per andare via, senza prima chiudere con una perla “Siete brave persone ma avete il vizio di difendere i delinquenti come gli extracomunitari”, la mia risposta “mentre quei dirigenti di fabbrica che producono infortuni e morti sono brave persone?” lo ha fatto frase gestuale “Vai a quel paese”.
Ho voluto raccontare questo episodio vissuto non per parlare dell’informazione televisiva e stampata che ammorba le menti e dell’ingiustizia prodotta da alcuni magistrati – siccome penso che se l’assassino fosse stato un migrante la pena sarebbe stato di 30 anni senza nessuna attenuante – ma della violenza imperante, e impunita, che si può diagnosticare come problema di salute mentale dei politici di potere, in Italia e in tutta Europa (pare con l’eccezione del governo spagnolo), che ci stanno portando verso la terza guerra mondiale.
Per iniziare, brevemente, questo tema riporto un commento di un lettore a un mio articolo sul riarmo europeo “E se le scelte del riarmo europeo fossero solo una truffa per rapinare ancor di più le nostre tasche?” La domanda non è peregrina o complottista perchè neanche il più idiota dei governanti europei possano pensare veramente di entrare militarmente in Russia, nonostante l’abbiano accerchiata mediante furbizie di menti criminali con accordi non mantenuti con la Russia, con Gorbaciov, e con Putin.
Di questo passo continua la truffa politica, declinata come “difesa dal nemico russo”, e la rapina praticata da alcuni anni potrebbero trasformarsi, entro il 2030 da guerra politica in guerra militare, per stabilizzare truffa e rapina ai popoli
E inutile chiedersi dove sono quei Partiti che si autodefiniscono democratici, cioè quelli che in teoria dovrebbero rappresentare il muro invalicabile contro la follia vivono e lottano consapevolmente contro i popoli inermi. L’esempio più lampante, e drammatico, è rappresentato dal PD con le dichiarazioni di Elly Schlein a favore dei nazisti ucraini. E nonostante questo delirio, comune al governo Meloni, contro la Costituzione antifascista, ci sono quelli, vedi AVS e 5Stelle, che si accodano sproloquiando di “Unità contro il fascismo”, solo la sciatteria permette loro di parlare di “verità” così lontane dal vero. Gli psicologi diagnosticano questo stato mentale come “Dissociazione cognitiva”.
Di fronte a questo stato di cose è anche lecito chiedersi dove sono i sindacati di tutta Europa che dovrebbero praticare la loro ragione di esistere e mobilitare i milioni di lavoratori che dicono di rappresentare. Già, dove sono mentre il lavoro, l’occupazione, i salari, la salute e la vita stessa vengono ridotti a merce da buttare nella discarica gestita dai potenti?
Hanno capito che per la gente comune, nei luoghi di lavoro e nelle periferie senza più tutele sociali, forse non crede più utile ai loro interessi materiali affidare la delega alle storiche organizzazioni sindacali, dopo decenni di tremendi arretramenti sociali sulla loro pelle, spesso operati da “Governi amici”? Già, da quei Governi, amici sulla carta che non sono più credibili, ma ci proveranno ancora con l’invito truffaldino al “voto utile”, mentre loro rifiutano l’invito praticare politiche di pace.
Lasciando alla Cgil la riflessione sulla sua reale autonomia assistiamo alla trasformazione di quella che fu la sinistra moderata in una seconda destra, in economia, nelle politiche sociali e nelle scelte geopolitiche di guerra, in competizione elettorale con la prima destra alla quale il centrosinistra con i suoi governi ha aperto la strada per condividere l’alternanza al potere liberista.
Ricostruiamo nelle strade e nelle piazze i percorsi della democrazia partecipata, che va praticata, non limitandoci alla “lotta” con le firme online. Prima che sia troppo tardi.
Franco Cilenti
Editoriale del numero di settembre 2026 del mensile Lavoro e Salute
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