Argentina: Milei interrompe la storica ricerca di bambini scomparsi durante la dittatura
Il blocco sotto l’argomento della mancanza di validità giudiziaria nella custodia dei campioni, dichiarazione respinta dagli specialisti che confermano l’efficacia e la legalità del processo tramite la borsa diplomatica dal 2005. Foto: Instagram / Abbraccio dei cittadini.
Questa decisione si aggiunge a una politica sistematica di smantellamento degli spazi della memoria e di rimozione dei fondi delle istituzioni legate alla riparazione storica nel paese sudamericano.
Il governo di Javier Milei ha attuato una nuova misura negazionista sospendendo la spedizione di kit di riconoscimento del DNA a tutti i consolati argentini all’estero, una politica che funzionava con successo da 20 anni.
Questa azione de facto interrompe la ricerca dei bambini espropriati durante la dittatura civico-militare, un compito storico promosso dalle Nonne di Plaza de Mayo dal 1977. Il blocco è stato effettuato con l’argomento della mancanza di validità giudiziaria nella custodia dei campioni, una richiesta respinta dagli specialisti che confermano l’efficacia e la legalità del processo tramite borsa diplomatica dal 2005.
In questo senso, l’Associazione Nonne di Plaza de Mayo ha rilasciato una dichiarazione urgente chiedendo al Ministero degli Esteri argentino di regolarizzare la spedizione di kit di DNA alla sede consolare, dopo aver confermato l’interruzione di questo meccanismo vitale per l’identificazione delle possibili vittime dell’appropriazione.
L’agenzia ha espresso profonda preoccupazione per la mancanza di forniture, sottolineando che questa decisione del governo nazionale ostacola il ripristino dell’identità delle persone che risiedono all’estero e che potrebbero essere i nipoti ricercati da oltre quattro decenni.
Le Nonne hanno sottolineato che lo Stato ha l’obbligo di arbitrare i mezzi necessari per garantire un processo che abbia funzionato con successo per 20 anni. Secondo la dichiarazione, circa 300 persone continuano a vivere sotto una falsa identità, un crimine che cessa solo quando la vittima e la sua famiglia accedono alla verità.
L’istituzione spera che la nomina di nuove autorità nel Sottosegretariato ai Diritti Umani serva a invertire lo svuotamento istituzionale e a riattivare i compiti di ricerca, riaffermando che il diritto all’identità è una conquista sociale che l’esecutivo non dovrebbe continuare a bloccare con barriere amministrative o ideologiche.
La denuncia presentada inicialmente por la Red Internacional de Abuelas de Plaza de Mayo en Europa, y ratificada por diversos organismos de derechos humanos, confirma que el bloqueo de estos materiales biológicos anula la posibilidad de que personas con dudas sobre su identidad en el extranjero puedan recuperar su historia y filiación real.
Sotto l’attuale Amministrazione, le strutture sono state smantellate anche all’interno dell’ex Scuola di Meccanica della Marina, l’ex ESMA che operava come principale centro di detenzione clandestina, torture e sterminio durante il terrorismo di Stato in Argentina, che attualmente è un luogo di Memoria e Diritti Umani, e l’edificio dell’Università delle Madri di Plaza de Mayo è stato messo in vendita.
Le organizzazioni che difendono la vita denunciano che queste azioni rispondono alla posizione ideologica di Milei e della sua vicepresidente, Victoria Villarruel, che continuano a mantenere legami storici con i repressori e a promuovere un discorso che mira a rendere invisibili i crimini contro l’umanità commessi tra gli anni ’70 e ’80.
L’interruzione di questo programma di identità rappresenta una rottura senza precedenti nella politica estera argentina, che per decenni è stata un esempio mondiale nella restituzione dei nipoti rubati. Il governo di Milei è accusato di aver smantellato molteplici politiche e dispositivi per i diritti umani che hanno permesso di fare progressi nel localizzare i dispersi a causa del terrorismo di Stato.
Eliminando l’accesso ai test genetici presso la sede consolare, lo Stato argentino abbandona la responsabilità di garantire il diritto all’identità di centinaia di cittadini che rimangono ancora appropriati sotto false identità.
Questa misura approfondisce l’offensiva ufficiale contro le conquiste sociali e umane del popolo argentino, consolidando un modello di regressione in termini di giustizia e sovranità che caratterizza l’attuale modello di gestione estremista.
Lo smantellamento di questa rete internazionale di ricerca si aggiunge al massiccio licenziamento di personale specializzato nella Direzione per i Diritti Umani del Ministero degli Affari Esteri e alla degradazione della Commissione Nazionale per il Diritto all’Identità (CoNaDI).
Secondo le testimonianze di lavoratori con decenni di esperienza, la struttura del dialogo tra Stato, la Banca Nazionale dei Dati Genetici e i consolati è stata deliberatamente infranta.
Questo svuotamento istituzionale non solo ostacola il progresso delle indagini, ma costringe anche i potenziali nipoti a pagare viaggi a Buenos Aires per accedere a prove che sono responsabilità dello Stato, violando il diritto umano all’identità.
Le organizzazioni life descrivono questa azione come un segno della posizione negazionista dell’esecutivo nazionale, che mira a rendere invisibile il furto di quasi 400 bambini durante il terrorismo di stato.
Interrompendo il programma “Argentina te busca”, l’Amministrazione libertaria si riporta in una tacita complicità con un crimine che rimane permanente finché non viene ristabilita la vera identità delle vittime.
10/4/2026 https://www.telesurtv.net/









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